Qualità della vita de Il Sole 24 Ore: un quadro d’insieme per la Tuscia

Stefano Stefanini

soldi(NewTuscia) – VITERBO – Ad  Aosta va il primato della Qualità della vita, nella consueta  la ricerca del Sole 24 Ore, che mette a confronto le province italiane su un’ampia serie di indicatori (aggiornati in gran parte al 2015 e in qualche caso a ottobre 2016) articolati in sei settori d’indagine. All’ultimo posto sempre una realtà del Mezzogiorno, Vibo Valentia.

Secondo i dati citati del Sole 24Ore una supremazia, quella di Aosta,  ottenuta sulla base di 36 parametri, raggruppati in sei macro-aree (Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi ambiente e salute, Popolazione, Ordine pubblico e Tempo libero), fino alla compilazione di una classifica generale.

 

Qualità della vita

Molte le novità di quest’anno, volte a rendere più completo il check della vivibilità sul territorio, con una maggiore attenzione alle esigenze e ai problemi più attuali della collettività: il valore della casa, il lavoro per i giovani, la capacità di innovare, l’integrazione degli stranieri, l’offerta di welfare, la partecipazione civile. Le sei aree hanno così acquisito una denominazione più inclusiva e i parametri da 36 sono saliti a 42. Nonostante questa “ristrutturazione” – che un po’ distorce il confronto con i risultati della scorsa edizione – non cambia molto la fotografia che emerge dalla pagella finale: il divario tra Nord e Sud, le province di maggiori dimensioni frenate dai nodi sicurezza e ambiente nel loro slancio in avanti, le realtà medie o piccole – spesso beneficiate dall’autonomia – in evidenza come modelli di vivibilità.

 

Le opportunità dei territori

Così Aosta per la terza volta in 27 anni di indagine (le precedenti nel 1993 e nel 2008) svetta come la “migliore”, forte soprattutto delle performance nei capitoli relativi all’economia, alla demografia e all’ordine pubblico. Tris, negativo, anche per Vibo Valentia (ultima già nel 1997 e nel 2005). Basta qualche esempio per dare conto della distanza non solo geografica tra le due realtà: il valore del patrimonio immobiliare residenziale supera ad Aosta i 100mila euro pro capite, il triplo rispetto a quello di Vibo; la disoccupazione giovanile è al 32% sotto il Monte Bianco e quasi il doppio nella provincia calabrese; il 9% degli stranieri residenti ha acquisito la cittadinanza nel 2015 ad Aosta, meno dell’1% a Vibo; nel territorio in testa per Qualità della vita si contano sette rapine ogni 100mila abitanti, e per il fanalino di coda si arriva a 44. Al contrario, la provincia alpina, in cui è la Regione a garantire gran parte dei posti, non rifulge nel capitolo Affari, lavoro e innovazione (è 70ª), in particolare nell’impiego dei risparmi e nei brevetti; a consolazione della provincia calabrese, vanno invece segnalati i piazzamenti soddisfacenti per quanto riguarda gli affitti accessibili, lo scarso numero di protesti, il basso indice di separazioni e le rare denunce di scippi e borseggi.

 

Qualità della vita 2016, l’Italia ancora a due velocità

Sul podio si confermano Milano e Trento, mentre l’altra frequente protagonista della ricerca, Bolzano, ottiene un onorevole settimo posto. In fondo si affollano province della Calabria, della Campania e della Puglia. Per uscire dal gruppo del Sud bisogna risalire alle posizioni tra il 70° e l’80° posto (dove si trovano le laziali Viterbo, Frosinone, Latina e Rieti, le lombarde Pavia e Lodi, la piemontese Asti); invece le meridionali con il posizionamento migliore sono Oristano (55° posto), forte nei settori demografia e sicurezza, e altre realtà della Sardegna come Cagliari e Olbia Tempio.

 

Il benessere dipende ancora dal  Pil prodotto  ed le opportunità concrete di  lavoro

Il gruppo delle province di maggiori dimensioni come nella scorsa edizione è guidato da Milano, che ancora una volta sfiora il primato grazie alle ottime performance nei settori economici, occupazionali, dei servizi e del tempo libero, ma è appesantita dai dati sui reati, seppure in calo. Quanto alle altre province oltre il milione di abitanti bene fanno anche Firenze e Bologna (entrambe nella top ten), Roma (13° posto, spinta dal valore del patrimonio immobiliare e dai flussi turistici legati al Giubileo) e Torino (35ª). Tutte nella parte finale della vivibilità le grandi del Sud: Bari (85° posto), Catania (94°), Palermo (99°) e Napoli (107°

Questi i risultati conseguiti dalla Tuscia viterbese, comparati con le migliori e le peggiori perfomance delle province  :

TENORE DI VITA (Reddito risparmi e consumi) : Aosta  prima nella tappa riferita al benessere, seguita come l’anno scorso da Trieste. In fondo alla classifica Messina.

Viterbo si classifica all’74 posto su 110, con positive risultanze sull’acquisto di abitazioni, sulla scarsità dei fallimenti e la tranquillità della vita.

AFFARI E LAVORO: La Tuscia si colloca al 70 posto peri i consumi e all’82 posto per la propensione al risparmio,  attestandosi a euro 14.503 il risparmio medio. Ottima la possibilità di acquisto vantaggioso della casa. Dati molto confortanti per le nuove imprese registrate per 1.000 abitanti, all’ 11 posto e per i fallimenti e protesti al 28 posto.   Per le nuove imprese innovative la Tuscia  è al 85 posto, per l’esportazione siamo all’ 85 posto.

Aosta e Milano risultano le province più avanti nella tappa del business, grazie alle prime posizioni per Reddito trisparmi e consumi e per Affari e Lavoro (Milano)

SERVIZI, AMBIENTE, SALUTE:  Viterbo si classifica al 107 posto per il tasso emigrazione ospedaliera  e al 98 posto sull’ecosistema urbano (Lagambiente) e per la tutela ambientale . La Tuscia è al 67 posto per asili nido e al 68 posto per le cause pendenti ultratriennali.

 POPOLAZIONE: La Tuscia conquista un ottimo 25 posto per densità per abitanti /km quadrato. Aosta  si aggiudica la tappa degli indicatori demografici, nella top ten con Trento.

ORDINE PUBBLICO: Viterbo  è  al 46° posto su 110 province, ridotta frequenza per scippi 29, rapine e borseggi (33^ posizione), per frodi (42° posto), per furti nelle abitazioni (35°) e d’auto (37). Quest’anno il voto più alto nella graduatoria riferita alla sicurezza lo ottiene Belluno, grazie al minor tasso di microcriminalità in assoluto e ad una bassa incidenza di denunce di furti in casa, estorsioni e truffe. Milano (108),  Roma (109) e Napoli (110) occupano le ultime 3 posizioni.

 TEMPO LIBERO: Viterbo  risulta al 39° posto, per librerie siamo al 31° posto e al 10° posto per  per le sale cinematografiche ogni centomila abitanti.  Roma primeggia nella graduatoria del tempo libero per la presenza di visitatori, librerie e cinema.

 

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