Rispetto ai dati della qualità della vita, in ripresa la tendenza degli indicatori economici della provincia di Viterbo

In particolare nel distretto di Civita Castellana si produce il 70% della ceramica italiana

di Simone Stefanini Conti

(NewTuscia) – VITERBO – Nel corso della presentazione presso la Camera di Commercio di Viterbo dell’edizione 2016 del Rapporto sull’Economia della Tuscia, la scorsa primavera,  il presidente Merlani aveva  dichiarato che il quadro economico provinciale esige di ripensare il lavoro in atto da parte degli imprenditori. L’ente camerale dovrà lavorare sempre di più in sinergia per fornire servizi alle imprese, per adattarci sia alle esigenze di sviluppo dell’economia locale che per rispettare le riforme economiche in atto”.   Raffaella Cerica, direttrice del Centro ceramico civitonico, ha invece illustrato l’analisi svolta dal suo ente per “mappare e analizzare non solo i soliti dati della produzione e il fatturato ma anche l’indotto derivante dall’attività del distretto civitonico. In tutto sono state censite 87 aziende con 2700 impiegati che, nel 2015, hanno fatturato oltre 410 milioni di euro.  Malgrado la crisi possiamo dire che, nel 2015, il distretto di Civita Castellana rappresenta il 70% della produzione italiana e, questo, dà l’idea dell’importanza che tutto ciò riveste per l’economia della Tuscia e italiana”.

 Il Rapporto sull’Economia della Tuscia in sintesi .Nel corso del 2015 la provincia di Viterbo ha registrato una dinamica positiva beneficiando dell’andamento dell’economia italiana; occorre comunque evidenziare come il nostro sistema economico abbia una minore sensibilità rispetto a quanto mediamente avviene nelle altre aree del Paese al ciclo dell’economia nazionale.  Il principale indicatore in grado di sintetizzare l’andamento economico di un territorio, il valore aggiunto, che rappresenta la capacità del sistema locale di produrre ricchezza, si attesta nel 2015 a Viterbo a +0,8% in termini correnti, a fronte di uno 1,3% per l’economia nazionale. Tale fenomeno risulta essere determinato principalmente dai consumi e  da una  variazione positiva in termini correnti delle esportazioni, pari, queste ultime, al 13,8%, a fronte di una crescita per l’Italia del 3,8. Accanto alle esportazioni l’economia viterbese registra una notevole variazione positiva (+21,8%) anche delle importazioni, che indica una buona tenuta dei consumi interni nel 2015.   Per quanto riguarda il mercato del lavoro, nel corso dell’ultimo anno è diminuito il numero degli occupati (0,9%), e quello dei disoccupati (15,3%), con un tasso di disoccupazione che resta comunque elevato e superiore alla media nazionale.

Il mercato del credito segna un andamento non troppo favorevole con un aumento degli impieghi bancari (+3,1%) accompagnata da un incremento delle sofferenze bancarie (+16%) che denota una crescente difficoltà del sistema economico locale a far fronte agli impegni finanziari assunti ed una conseguente crescente rischiosità del credito, con effetti sui tassi applicati dal sistema bancario. Dal punto di vista del sistema produttivo, l’economia locale presenta una significativa concentrazione in attività tradizionali, meno capaci di produrre valore aggiunto rispetto ai comparti più innovativi e avanzati,  nella Tuscia le piccole imprese dell’industria e del terziario rappresentano in termini di addetti il 90% circa del sistema produttivo a fronte di un dato nazionale più contenuto.

All’interno di questo quadro,  l’economia provinciale presenta importanti opportunità di crescita e di riposizionamento, tra le quali vanno ricordate le produzioni di qualità della filiera agroalimentare, che vanno sostenute e valorizzate, il processo di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, con l’apertura verso nuovi mercati, e la crescente vocazione turistica, testimoniata dalla dinamica degli arrivi e delle presenze e da un sistema in grado di intercettare una crescente domanda di turismo naturalistico e del “benessere”; a tale proposito occorre ricordare che la provincia di Viterbo, pur con una spiccata vocazione per questa tipologia di turismo, presenta anche un rilevante patrimonio storico e culturale, grazie alle numerose risorse presenti che le consentono di disporre di un’offerta ampia e diversificata in grado di andare incontro alle diverse tipologie di domanda turistica.