Onicomicosi, il problema che attanaglia oltre 7,5 milioni di italiani

onicomicosi

(NewTuscia) – Infezione fungina che colpisce le unghie delle mani e soprattutto dei piedi, la onicomicosi è problema piuttosto diffuso in Italia, al punto che l’Osservatorio nazionale stima un’incidenza del 16,1 per cento sul totale della popolazione dello Stivale; per fortuna, però, la ricerca medica ha compiuto passi importanti per debellarla.

Fino a poco tempo, l’onicomicosi era considerata una infezione difficile da curare, con terapie che richiedevano una dedizione e una costanza assoluta; oggi la situazione non più questa, per fortuna, e la scienza medica ha messo a punto soluzioni più rapide per debellarla. Anche perché si è scoperto che a soffrirne è una quota tutt’altro che minima della popolazione italiana: secondo l’ultima indagine dell’Osservatorio nazionale sulle onicomicosi, infatti, ne soffre oltre il 16 per cento della popolazione di fascia d’età compresa tra i 45 e i 60 anni e il 21 per cento degli over 60.

Cos’è la micosi delle unghie. Dal punto di vista medico, la onicomicosi viene definita come patologia della lamina delle unghie di mani o piedi, causata dall’azione di funghi patogeni; quando si diffonde in profondità, si verifica la decolorazione dell’unghia, che in genere si ispessisce e sviluppa al contempo dei margini frastagliati, e soprattutto provoca dolore. Inizialmente, si presenta come una piccola macchia bianca o giallastra sotto le unghie di piedi o delle mani, che poi si estende e rende fragile tutta l’area.

La diagnosi della micosi delle unghie dei piedi. La ricerca dell’Osservatorio consente di far luce anche su altri aspetti: ad esempio, il sesso non rappresenta una variabile discriminante, perché la patologia colpisce in maniera indistinta uomini e donne; per quanto riguarda la tipologia diagnosticata, invece, la prevalente è la subungueale (61 per cento dei casi), seguita da quella superficiale (21 per cento) e da quella totale (18 per cento). Interessante è anche scoprire che l’onicomicosi coinvolge soprattutto l’alluce e il secondo dito nei piedi, mentre nelle mani si localizza sul pollice.

I sintomi della onicomicosi. Il tratto caratteristico di questa micosi è il colore biancastro o giallognolo che assume l’unghia, che poi come detto si sbriciola ai lati; solitamente l’area più colpita è quella dei piedi (nell’83 per cento dei casi), perché i funghi proliferano in un ambiente caldo e umido come quello che si crea nelle scarpe, che pertanto sono individuate come primi “colpevoli” dell’insorgere di questo problema, soprattutto se troppo strette o se non permettono la traspirazione, insieme ad altri fattori come sudorazione eccessiva e abitudine di camminare scalzi in luoghi pubblici umidi. Non va poi trascurato un altro aspetto, quello legato alla circolazione del sangue, che in genere è più lenta nella zona degli arti inferiori, e provoca anche una maggiore difficoltà da parte del sistema immunitario nel riconoscere questi batteri.

Terapie e rimedi (anche naturali). Per contrastare i sintomi della onicomicosi,  il suggerimento migliore è di rivolgersi a un medico specialista che possa appurare l’effettiva patologia e avviare il giusto percorso terapeutico, che in genere include una fase iniziale con farmaci antimicotici, pomate a base di urea al 40 per cento o l’utilizzo di lacche antifungine se l’infezione è lieve. Non bisogna prendere questo problema troppo alla leggera, perché i rischi legati all’onicomicosi non diagnosticata, elencati ad esempio sul portale Donna Femminile, sono piuttosto gravi, perché l’infezione della micosi alle unghie dei piedi potrebbe estendersi ad altre parti del corpo e aggravare la situazione. Tra i rimedi più naturali, invece, vanno citati impacchi a base di aglio, aceto o tea tree oil, da utilizzare attraverso pediluvi o direttamente localizzato sull’unghia problematica. Ma anche l’alimentazione può aiutare a bloccare la proliferazioni di funghi, lieviti e batteri: in particolare, bisogna ridurre l’assunzione di pane e prodotti da forno lievitati, birra e zucchero, che in qualche modo forniscono nutrimento alle infezioni micotiche.