Grano duro, pronto il decreto per gli aiuti

(NewTuscia) – VITERBO – grano-duroGli agricoltori italiani che coltivano frumento duro destinato alla produzione di pasta, oggetto di contratti di filiera di durata triennale sottoscritti con i molini o i pastifici, e ottenuta applicando specifici requisiti qualitativi possono beneficiare di un incentivo, sotto forma di premio per ettaro, da erogarsi a favore della produzione raccolta nel 2017 (semine dell’annata agraria 2016-2017). È questo quanto stabilisce il decreto ministeriale in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale varato nell’ambito della legge sugli enti locali (legge 7-8-2016, n. 160) che ha istituito un fondo di 10 milioni di euro da utilizzare per il regime di aiuto in parola (Fondo grano duro).
Si tratta di un intervento voluto dal Ministero per le politiche agricole per andare incontro alle esigenze dei coltivatori di frumento duro, fortemente provati dalla crisi di prezzo del 2016. Le domande per l’accesso agli incentivi dovranno essere presentate dagli agricoltori o dai centri di stoccaggio entro i 30 giorni successivi alla pubblicazione del provvedimento Mipaaf sulla Gazzetta Ufficiale.
Nel frattempo che ciò avvenga, ci si può preparare per approfondire il funzionamento dell’intervento e conoscerne le caratteristiche salienti.
Le domande dovranno essere presentate ad Agea, tenendo conto delle disposizioni stabilite in un’apposita circolare applicativa in via di preparazione.
Le finalità dell’aiuto sono di favorire l’adeguamento dei parametri qualitativi del grano duro a specifiche tecniche conformi alle esigenze produttive dell’industria della pasta, anche attraverso l’utilizzo di sementi certificate e l’adozione di buone pratiche colturali.

Contratto di filiera

Il contratto di filiera deve avere durata triennale e deve essere sottoscritto dai produttori di grano duro, singoli o associati, e altri soggetti delle fasi di trasformazione e commercializzazione.
In particolare, può essere sottoscritto tra:

  • produttore agricolo e industria molitoria;
  • produttore agricolo e industria della pasta;
  • produttore agricolo e industria molitoria e della pasta;
  • centro di stoccaggio e industria molitoria e della pasta. In tal caso il contratto di filiera deve essere integrato da copia dell’impegno o contratto di coltivazione tra il centro di stoccaggio, che può essere un’impresa privata singola o un’impresa associata (cooperativa, consorzio, organizzazione di produttori), e l’impresa agricola.

L’impegno o contratto può avere durata triennale e deve essere stipulato
successivamente al contratto di filiera.
Il contratto di filiera deve essere redatto in maniera tale da riportare le
seguenti informazioni:

  • la superficie a grano duro oggetto del contratto;
  • le varietà di grano duro da coltivare impiegando sementi certificate;
  • le pratiche colturali funzionali al miglioramento qualitativo delle produzioni.

Il contratto, come detto, ha durata triennale e può essere dettagliato e integrato in successivi contratti annuali.
È necessario indicare la varietà di semente certificata impiegata, scegliendo
tra quelle iscritte al Registro nazionale delle varietà o al Catalogo comunitario.
Occorre inoltre allegare alla domanda una copia della fattura di acquisto delle sementi certificate.
La fattura deve riportare l’indicazione della categoria e del numero di identificazione del lotto.
I quantitativi minimi di semente certificata impiegata devono essere pari ad almeno 150 kg/ha.
L’agricoltore è tenuto a conservare la fattura di acquisto delle sementi e il cartellino ufficiale.

Caratteristiche dell’aiuto

La dotazione finanziaria dell’aiuto per il frumento raccolto nel 2017 ammonta
complessivamente a 10 milioni di euro.
L’importo massimo del sostegno che potrà essere riconosciuto è pari a 100 euro/ha. L’entità definitiva del contributo si conoscerà a consuntivo, dopo
aver conteggiato il numero di ettari ammissibili e tenuto conto del plafond
disponibile.
Ogni agricoltore potrà ricevere il premio su una superficie non superiore a
50 ettari.
Il contratto di filiera può essere riferito anche a una superficie superiore a 50 ettari, ma la parte eccedente non è considerata ai fini del calcolo dell’aiuto.
Il regime di aiuto funziona con la logica del de minimis agricolo, in virtù del quale a uno stesso beneficiario non può essere erogato un sostegno pubblico superiore a 15.000 euro nel corso dell’ultimo triennio.
Coloro che negli ultimi tre esercizi finanziari, compreso quello in corso, hanno già saturato tale plafond non riceveranno alcun contributo.
Gli agricoltori interessati devono prestare particolare attenzione alla tempistica per la sottoscrizione del contratto di filiera che, come già indicato, deve essere perfezionata entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto Mipaaf e sono tenuti a rispettare tutte le condizioni indicate nella circolare applicativa di Agea.

Articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 43/2016 a pag. 7