Comune di Perugia, V Commissione: lavori urgenti e convenzione comune-Aig

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(NewTuscia) – PERUGIA – La V Commissione Controllo e Garanzia ha affrontato questa mattina due temi.

E’ stata, in primo luogo, completata l’analisi della richiesta di attivazione presentata dal M5S su alcuni affidamenti di lavori di somma urgenza (1. Resina-Monte Acutello e fosso di Balanzano; 2. Via Morettini e via Frenguelli) con la presentazione delle relazioni.

Sulla questione, per il M5S, ha presentato una prima relazione la consigliera Rosetti. Asserisce il capogruppo M5S che in entrambi i casi segnalati si riscontra una evidente illegittimità, stante il fatto che mancherebbe in primis il requisito della somma urgenza, essendo stati i lavori autorizzati dalla giunta in assenza di una situazione caratterizzata da eccezionalità ed imprevedibilità (ai sensi dell’art. 191 del d.lgs 267/2000). In particolare per i lavori di Resina-Monte Acutello il tutto sarebbe stato determinato da un difetto di progettazione, potendosi risolvere le situazioni mediante manutenzioni programmate nel tempo. Nel caso di Via Morettini e Via Fringuelli l’intervento è stato necessario a causa di una perdurante inerzia della P.A. (mancata manutenzione ordinaria e straordinaria) e non per una situazione imprevista ed imprevedibile.

Manca, peraltro, in entrambe le procedure la perizia giustificativa con ciò determinando un ulteriore motivo di illegittimità, in considerazione di quanto previsto dall’art. 176 del dpr 207/2010.

In conclusione Rosetti, ritenendo provata l’illegittimità nell’operato dell’Amministrazione essendo divenuta la somma urgenza, di fatto, uno strumento per evitare le ordinaria procedure selettive delle ditte appaltatrici, ha chiesto:

-di richiamare l’attenzione della giunta sulla necessità del pieno rispetto della normativa vigente in materia di somma urgenza, segnalando altresì che le deliberazioni della predetta in materia devono essere supportate da tutta la documentazione prescritta dalla legge, compresa la perizia giustificativa da non confondersi con il computo metrico;

-di sollecitare il responsabile della prevenzione della corruzione a monitorare il pieno rispetto della normativa in materia di somma urgenza con particolare riguardo all’effettiva sussistenza dei presupposti per l’utilizzo di tale strumento e ad adottare tutti gli atti conseguenti in caso di suo mancato rispetto;

-di sollecitare la giunta a valutare eventuali responsabilità dei funzionari e dei dirigenti coinvolti anche mediante denuncia alle autorità competenti.

La relazione di maggioranza è stata presentata invece dal consigliere Carlo Castori (FI).

Quest’ultimo, dopo aver ripercorso le tappe della vicenda e richiamato la normativa vigente in materia, ha evidenziato quanto segue.

Per ciò che concerne il primo intervento, ha precisato che si è trattato di lavori resosi necessari per la ripulitura di un fosso posto in prossimità di Via delle Comunicazioni e Via della Segale per riparare ad una situazione di pericolo determinatasi a seguito di una  eccezionale serie di precipitazioni (anno 2013) che avevano compromesso la pubblica incolumità. Dunque sussistono nel caso di specie tutti i requisiti di legge per attivare l’istituto della somma urgenza.

Riguardo alla seconda fattispecie, ossia il rifacimento dei piani viabili di via Morettini e via Frenguelli, si tratta di bonifica che non prevedeva la sola manutenzione ordinaria di chiusura delle buche, quanto di un intervento risolutivo per la struttura stradale sottostante per eliminare evidenti pericoli di infiltrazioni che avrebbero prodotto un decadimento della viabilità a causa di deformazione dell’intera sede stradale.

Anche in questo caso, al fine di tutelare la pubblica incolumità, l’intervento si appalesa legittimo e realizzato secondo i principi di legge.

Per entrambe le fattispecie – conclude Castori – si evidenzia la regolarità dell’utilizzo del ricorso alla “somma urgenza” in quanto, sia i lavori in località Monte Acutello del fosso di Balanzano sia i piani viabili di via Morettini e via Frenguelli, rientrano nel requisito richiesto di incolumità pubblica per l’adozione di tale tipologia di lavori.

Sotto l’aspetto tecnico amministrativo, oltre a rientrare nei limiti indicati dalla normativa essendo entrambi gli interventi al di sotto dei 200.000 €, i tecnici hanno risposto a quanto richiesto allegando alle delibere gli atti previsti (computi metrici e quadri economici), benché denominati in maniera diversa. Atti, oltretutto, senza cui non sarebbe stato possibile affidare i lavori e formulare da parte delle imprese costruttrici i rispettivi ribassi contrattuali.

Rosetti, in replica, ha ribadito che i difetti di progettazione e la mancanza di manutenzione non sono stati individuati dal M5S, ma dagli stessi dirigenti comunali. Ciò conferma che è mancata la programmazione degli interventi e che le opere non sono state determinate da eventi eccezionali ed imprevedibili, gli unici necessari per giustificare il ricorso alla somma urgenza. In sostanza per Rosetti si tratta di una situazione grave come modus procedendi e quale prassi che si è deciso di seguire andando contra legem.

Castori, dal canto suo, ha evidenziato che quanto illustrato da Rosetti non è privo di fondamento; tuttavia è altrettanto vero che, nelle due ipotesi in oggetto, si sono determinate nel tempo situazioni di pericolo per la pubblica incolumità che hanno legittimamente consentito il ricorso alla somma urgenza.

La presidente Mori ha preannunciato un voto di astensione su entrambe le relazioni, rinviando alla discussione in Consiglio la valutazione finale.

La relazione di Rosetti è stata respinta con 4 contrari (maggioranza), 5 astenuti (Pd ed Arcudi) ed 1 a favore (Rosetti).

La relazione di Castori è stata respinta con 4 a favore (maggioranza), 5 astenuti (Pd ed Arcudi) e 1 contrario (Rosetti).

 

Successivamente la consigliera Rosetti ha illustrato la richiesta di attivazione su “Convenzione tra il Comune di Perugia e l’ A.I.G. – violazione della destinazione d’uso” presentata dal Movimento 5 Stelle.

L’istante ha ricordato che il 31 marzo del 2000 il Comune ha stipulato con l’A.I.G. (Associazione italiana alberghi per la gioventù) la convenzione per la gestione delle strutture di proprietà comunali di Pian di Massiano, destinata ad Ostello della Gioventù, e di Ponte Felcino, destinata a struttura ricettiva a basso costo.

Nella convenzione si prevede che: gli stabili sono concessi in uso con l’esclusiva destinazione ad Ostelli con divieto esplicito di utilizzarli per altri fini (art. 2); L’aig si impegna a collaborare col Comune nella promozione di iniziative di interesse turistico giovanile, culturale e sociale mettendo a disposizione dell’Ente i posti del complesso (fino a 200 pernottamenti con sconto del 50%). Il Comune si riserva la facoltà di esercitare controlli ed ispezioni (art. 10). La convenzione è della durata di 28 anni.

All’art. 3 si prevede che il gestore si impegna a versare al Comune il 10% del costo-pernottamento sui pernottamenti eccedenti i 20mila euro (Pian di Massiano) ed eccedenti i 15mila euro (Ponte Felcino).

Nel tempo l’immobile di Pian di Massiano è passato dai 104 posti originari agli attuali 186, mentre quella di Ponte Felcino da 91 a 98.

Da un’analisi atti – afferma Rosetti – il Comune ha dichiarato che non vi è alcun immobile per il quale sia stato autorizzato l’utilizzo con finalità di ospitalità delle persone richiedenti asilo. Al contrario entrambe le strutture in esame sono state utilizzate per scopi diversi dalla convenzione firmata, ossia (soprattutto P.Felcino) sono stati messi a disposizione degli enti gestori dei programmi Sprar, privando di fatto soprattutto la struttura di Ponte Felcino della sua funzione originaria (nel 2015 95 alloggi risultavano occupati dai richiedenti asilo).

Di questi ultimi non è dato sapere quali siano state le offerte e le progettazioni presentate dagli enti vincitori degli specifici bandi sia in ordine agli alloggi e servizi dedicati agli ospiti sia in merito ai programmi di inserimento.

Da ciò emerge, in sostanza, che le attività di controllo e monitoraggio del Comune non siano state effettuate e che le attività sociali, culturali dedicate ai giovani da convenzione non abbiano trovato attuazione.

Per questo il capogruppo M5S ha chiesto alla Commissione di attivarsi al fine di verificare:

-il pieno rispetto della Convenzione stipulata tra il Comune di Perugia e l’A.I.G., compreso il regolare pagamento di quanto spettante al Comune di Perugia in dipendenza della convenzione medesima;

-La sussistenza dei presupposti per la risoluzione della predetta convenzione;

-L’eventuale inerzia serbata dagli uffici competenti in ordine al controllo e monitoraggio del pieno rispetto della suddetta convenzione e le relative e conseguenti responsabilità.

Un conto – ha concluso Rosetti – è adottare politiche per far fronte all’emergenza accoglienza, un altro conto è lasciare che una struttura comunale venga utilizzata per finalità completamente diverse rispetto a quelle indicate nelle convenzioni stipulate.

Insomma permangono le perplessità sulla vicenda, per la quale il capogruppo ha chiesto l’audizione di dirigenti comunali ed associazioni di gestione.

Scarponi ha segnalato che l’approccio seguito dal M5S non è demagogico nonostante la questione si presti a tale deriva politica. Si tratta, in ogni caso, di un tema importante per Perugia, ma in generale per tanti altri comuni italiani.

“Personalmente – ha riferito il capogruppo Ncd – ho sempre detto che si dovrebbe cercare di non creare grossi centri con tantissimi profughi, essendo preferibile suddividere gli ospiti in più Comuni. Ciò perché le presenze massicce tendono a favorire la costituzione di ghetti che non determinano alcuna integrazione”.

Tracchegiani ha evidenziato che il M5S copia proposte già presentate altrove, nello specifico in III Commissione. Il consigliere di FI ha detto di non aver compreso quale sia il punto critico: il Comune, infatti, non poteva controllare alcunché essendo la materia di competenza della Prefettura. Semmai il problema – ha ribadito – riguarda le cooperative di gestione che sono sempre le stesse ad aggiudicarsi i bandi. Per Tracchegiani, quindi, la richiesta di attivazione è superata.

Rispondendo a Tracchegiani, Rosetti ha precisato che la questione non è stata posta in termini politici, ma secondo le specifiche competenze della V commissione.

La capogruppo ha criticato quanto espresso da Tracchegiani: “non è la Prefettura – ha precisato – che requisisce le strutture, ma sono gli Enti gestori che si occupano dell’intera materia dopo essersi aggiudicati i bandi di gara. Sono dunque le associazioni che devono individuare i luoghi; il Comune di Perugia, in questo contesto, ha l’unico compito di verificare che le strutture siano idonee”.

Rosetti afferma che su Ponte Felcino il Comune, dall’aprile 2016, non ha cambiato la destinazione d’uso dell’immobile; per questo è necessario capire se l’Ente sapeva o no che l’ostello era stato destinato a fini diversi da quelli previsti.

In chiusura Scarponi ha sostenuto che attualmente Arci in Umbria è tra i pochi soggetti che partecipano ai bandi. Il capogruppo Ncd ha evidenziato altresì che il Comune in questa partita può assumere solamente alcune iniziative. In primis potrebbe, come accaduto altrove, non concedere le proprie strutture per ospitare i profughi. Perugia, però, ha scelto di non seguire questa strada.

Inoltre il Comune potrebbe, per andare incontro anche alle esigenze della popolazione, sedersi intorno ad un tavolo con gli altri soggetti preposti (in primis il gestore) onde individuare le soluzioni migliori e più equilibrate. Il tutto accompagnato da politiche di integrazione sociale specifiche, necessarie per evitare la costituzione di ghetti.

Alla fine del dibattito la Commissione ha deciso di acquisire tutta la documentazione del caso. Dopo di ciò si procederà alle audizioni di assessore, dirigenti ed Aig.

IV COMMISSIONE CONSILIARE CULTURA/PROSSIMA SEDUTA DOMANI, MARTEDI’ 8 NOVEMBRE ALLE 10

La prossima riunione della IV Commissione Consiliare Permanente Cultura si terrà domani, martedì 8 novembre, alle ore 9 in prima convocazione e alle ore 10 in seconda convocazione con il seguente ordine del giorno:

1)Ordine del giorno dei consiglieri Borghesi e Mirabassi: Verifica situazione dei plessi scolastici a seguito degli eventi sismici del 24.08.2016.

2) Ordine del giorno dei consiglieri Bori Bistocchi Vezzosi Mencaroni: Perugia Sensibile City, politiche sociali ed amministrative di inclusione ed integrazione delle disabilità.