Le “diasille” la religiosità e la preghiera popolare nella tradizione recuperata delle nostre città.

Simone Stefanini Conti

(NewTuscia) – VITERBO – La religiosità popolare ed il rapporto con i nostri Cari che ci hanno preceduto nell’esperienza della vita emergono in modo significativo nel testo “Diasille ortane e di alcuni paesi limitrofi” di Vincenzo Cherubini e Giuseppina Pastorelli, con la presentazione di mons. Romano Rossi, Vescovo Diocesano.

Vincenzo Cherubini, "Diasille ortane"
Vincenzo Cherubini, “Diasille ortane”

Come ben descritto dagli autori, le Diasille  vengono riferite alla Sequenza liturgica “Dies irae”, per alcuni studiosi  riconducibile a Tommaso da Celano, seguace e biografo di Francesco di Assisi, un  inno liturgico concepito in latino e volgarizzato dai fedeli nelle versioni in lingua dialettale popolare.

Le Diasille sono preghiere ormai pressoché estinte, non essendoci più le così dette

“diasillare”,coloro che recitavano in modo del tutto personale questa sequenza tramandata da madre in figlia e da nonna a nipote,  di generazione in generazione e per tale ragione gli autori hanno dovuto affrontare  alcune difficoltà per il reperimento di fonti attendibili e testimonianze dirette, spesso acquisite in via indiretta da figli  e nipoti di “anziane oranti”.

La religiosità popolare ha avvicinato l’Inno liturgico alla sensibilità di tutti, come una struggente giaculatoria rivolta ai defunti e così ce la presentano gli studi degli autori di questo libro, riportandoci alla memoria  anche quella “corrispondenza di  amorosi sensi” , che nei “Sepolcri” Ugo Foscolo pone alla base di un legame  che non potrà mai essere reciso tra noi ed i nostri Cari, nella sfera più intima della nostra anima .

Il lavoro filologico,  pazientemente esercitato su fonti il più possibile dirette come le registrazioni originali, i testi scritti, i racconti tramandati da due o tre generazioni,  pensiamo che abbia dato i suoi frutti, assicurando alla memoria collettiva un patrimonio di vita e di spontanea e sincera religiosità popolare, Probabilmente tra qualche anno le Diasille  sarebbero state dimenticate per sempre e andato perduto il loro significato.

Il lavoro di Vincenzo Cherubini e di Giuseppina Pastorelli e’ impreziosito dalla presentazione del Vescovo della Diocesi di Civita Castellana, mons. Romano Rossi,  che  pone in risalto l’importanza della preghiera del popolo di Dio e che la vita e la morte sono due dimensioni distinte, ma che fanno parte di un’ unica dimensione della vera umanità che tende alla vita divina, oltre la materia e l’esperienza  terrena.