“Acqua ed inquinamento dell’informazione”, il convegno formativo all’Università della Tuscia

Scienza, tecnica, comunicazione, politica in dialogo per progettare un Futuro rispettoso della casa comune:terra, acqua ed ecosistema da salvaguardare contro gli attacchi di miopi egoismi criminali.

di Stefano Stefanini

 (NewTuscia) – VITERBO – “Acqua ed inquinamento dell’informazione” , il convegno formativo all’Università della Tuscia, scienza, tecnica, comunicazione, politica in dialogo per progettare un Futuro rispettoso della casa comune:terra, acqua ed ecosistema da salvaguardare contro gli attacchi di miopi egoismi criminali.

L’Unione Cattolica Stampa Italiana UCSI – Lazio ha organizzato un Convegno all’Università degli studi della Tuscia (Viterbo) (Unitus) sul Tema: “Acqua ed Inquinamento dell’Informazione”. L’evento, destinato alla formazione continua di giornalisti, geologi e ingegneri si e’ svolto presso l’Aula Magna del Rettorato.

RAFFAELE LUISE, presidente di UCSI Lazio ha illustrato l’importanza del capitolo sull’acqua nell’Enciclica di papa Francesco Laudato Si, lanciando degli spunti di riflessione sull’acqua come bene  naturale e bene comune e quindi da inquadrare  in termini di giustizia dei popoli e di diritto  universale alla tutela dei beni comuni.   E ‘ stata condivisa la     Necessità  di una nuova visione del mondo e delle risorse naturali, contro la  frammentazione delle visioni c’ e’ bisogno di una armonia interculturale,  di una visione nuova della vita dei popoli. Un Primo passo verso una civiltà nuova Per l’affermazione di un’ Ecologia integrale, un nuovo Umanesimo integrale e solidaristico, Contro lo strapotere di una Tecnicità della  finanza senza umanità .

14877758_10209972857592368_1166083922_nEffetto della Mediaetica mettere a tema in tre passaggi….comunicatori che non vogliono fare comunicazione parziale a servizio di potentati….. Mediaetica  rispetto alle sfide

– Studio: del mondo multipolare approfondimento dei fenomeni…le migrazioni non sono emergenza ma strutturale… A ridisegnare la geografia geopolitica del pianeta e rimandano a un sistema di diritto, commercio internazionale dove si intrecciano povertà, guerra sottrazione delle risorse nel terzo mondo in particolare….. Creare i conflitti tra paesi poveri…approfondimento fatti

– Simpatia: empatia …….tutto e’ collegato… Meccanica quantistica ….ogni creatura e’ dotata di connaturale dignità …… rispetto e gestione dell’acqua come bene comune …..rispetto a sfide…..siamo figli delle stelle….. terra….. Vivere insieme vivere aprendo la coscienza… Consapevolezza di saperi logici.

-Esperienza:  con i nuovi mondi della virtualizzazione si rischia  un impoverimento della coscienza dello spirito di discernimento di critica e di senso della realtà …. Contro mancanza di senso della realtà La Comunicazione mediaetica deve farsi “Volto a volto”, nel contatto quotidiano con le questioni della vita, lasciando al lettore capacità di valutazione e conoscenza.

L’ ING.ROBERTO COLOSIMO, ha parlato di ridistribuzione dell’Acqua pulita con l’esempio pilota del Quartiere EUR di Roma.

14886001_10209972857232359_801334192_nOccorre sperimentare e attuare Fonti alterative con un riutilizzo sistematico delle acque depurate.  Ad esempio  Israele riutilizzò le acque del Giordano per irrigazione del deserto Negheb…… A livello industriale realizzazione nei centri urbani, e’ utilissima la differenziazione: l’ esempio del quartiere    Eur di Roma dove vengono irrigati 60 ettari di verde… A partire dal  1939.

La questione dell’Acqua potabile e dell’ Acqua irrigua : Viterbo ha bisogno di una seconda rete di acqua depurata anche utilizzando acque termali…..  Per irrigazione colture, es. Mais con pozzi .

CORSI ACQUA IN ITALA  sono stati abbandonati nella manutenzione. L’ Acqua per vita, per usi industriali e difesa dall’acqua problemi intimamente connessi e trattati nella globalità questa politica manca.

Nella presentazione curata dal presidente UCSI Viterbo Mario Mancini e’ stato sottolineato come l’iniziativa abbia per finalita’ laggiornamento degli operatori della comunicazione sul corretto modo di presentare il vitale problema dellapprovvigionamento idrico e dellutilizzazione della risorsa idrica nel contesto di una richiesta crescente a fronte di una disponibilità decrescente, con i riferimenti al caso emblematico  della provincia di Viterbo.

Altra finalità dell’incontro formativo è stata quella di  sviluppare un’opportuna  sinergia tra operatori della comunicazione e quelli delle scienze della terra, in specie dell’università della Tuscia per  migliorare l’informazione per la popolazione.  I Relatori inviati sono professionisti dell’Informazione, Ingegneri e Legali esperti nella Depurazione, Geologi e Idrologi accomunati da una visione innovativa dell’Uso e del Riciclo della risorsa “Acqua.”

Come operatori dell’informazione e direttori di testate giornalistiche – chi scrive aderisce all’UCSI di Viterbo ed è direttore responsabile della rivista “Il Centro Italia” e vicedirettore del giornale on-line newtuscia.it, abbiamo richiamato la così detta “Carta di Olbia”, in materia di Informazione e Tutela Ambientale.

Anche in relazione alle tematiche  dellapprovvigionamento idrico e dellutilizzazione della risorsa idrica nel contesto di una richiesta crescente a fronte di una disponibilita decrescente è  opportuno richiamare  le indicazioni  del  documento di Olbia  quando prende atto che “nella odierna realtà dei sistemi di comunicazione, caratterizzata da rumore dispersivo e da mezzi personali di connessione che spingono all’individualismo, la professione giornalistica conserva un ruolo insostituibile a favore della coesione sociale, della legittimazione della politica in contrasto con la regressione populista, della possibilità concreta di reinventare le ragioni di fondo della pace e del vivere civile, anche di fronte a fenomeni epocali come il riscaldamento globale e le migrazioni. Appare evidente che pace, giustizia e salvaguardia del creato sono tre questioni del tutto connesse, e che la questione ambientale presenta un punto di rottura.

Noi siamo convinti – si legge ancora nel documento dell’UCSI – che i giornalisti debbano svolgere un ruolo importante nel sollecitare la società a affrontare questi problemi, e che così facendo i giornalisti stessi possano trovare risposte a quella carenza di credibilità della categoria che è forse la causa principale della crisi professionale.

Anche nel Convegno di ieri e’ emerso  il diritto dell’umanita’ e di ogni uomo alla terra,m all’acqua  e alla loro salvaguardia,  come beni indisponibili. Certi poteri finanziari,  la  corruzione e l’egoismo individualistico ne ostacolano il rispetto. Il controllo  democratico dei cittadini sul potere politico si esercita anche attraverso l’informazione corretta e puntuale della stampa sulla tutela ed i rischi che corre l’ambiente .

“Gli amministratori pubblici, gli imprenditori, chiunque abbia poteri rilevanti è chiamato a operare in modo trasparente e responsabile”.

I singoli cittadini – proseguono i giornalisti dellUCSI – devono maturare la consapevolezza che ogni nostra azione ambientale avrà conseguenze sul futuro dei nostri figli.   Noi giornalisti proviamo dunque a fare un esame di coscienza. Sappiamo svolgere il nostro ruolo di cani da guardia nella società civile?

Ci limitiamo a rincorrere la cronaca, o facciamo un giornalismo di inchiesta, di investigazione, sui fenomeni che riguardano la vita di tutti? Di fronte ai fiumi che non si puliscono, ai ponti mal costruiti, alle costruzioni erette dove non dovrebbero esserci, raccontiamo o stiamo zitti? O piuttosto siamo portati a scaricare le responsabilità delle carenze informative sui nostri editori? Siamo convincenti nel mostrare modelli virtuosi di comportamenti pubblici e privati, o piuttosto consideriamo ogni doverosa attenzione educativa come estranea alla nostra missione professionale?  Se i cittadini non controllano il potere politico – nazionale, regionale e comunale – neppure è possibile un contrasto dei danni ambientali. E come può esercitarsi questo potere dei cittadini in assenza di una informazione corretta? Come si può realizzare un dibattito ampio e approfondito sulle analisi di impatto ambientale dei nuovi progetti, non alterate da tentativi di corruzione o di pressioni indebite, in assenza di meccanismi trasparenti di informazione pubblica professionalmente certificata? Per realizzare politiche condivise, occorre che tutti siano adeguatamente informati nella prospettiva del bene comune.  Per diffondere la nuova cultura ecologica – prosegue – i giornalisti devono approfondire le proprie competenze con un approccio interdisciplinare, e promuovere alleanze responsabili con chi analizza fenomeni complessi e fornisce interpretazioni e previsioni.

La professione giornalistica avrà un futuro solo attraverso la riscoperta della sua utilità sociale e della capacità di sollecitare rispettosamente le coscienze dei lettori sui temi dellambiente.

I giornalisti devono maturare questa consapevolezza, impegnarsi a fondo reinventando il proprio ruolo al servizio delle comunità, e imparare a far buon uso di tutti gli strumenti che le nuove tecnologie mettono a loro disposizione, nei linguaggi ed i toni utilizzati, che consentono di costruire con i propri lettori/spettatori un rapporto nuovo basato sulla fiducia e la credibilità. La tutela dell’ambiente – e in ntale contesto delle risorse idriche –  è un tema privilegiato in questo percorso.

Noi giornalisti -conclude la nota dell’Ucsi – vogliamo dichiarare il nostro forte impegno a approfondire e realizzare questi obbiettivi nelle nostre scelte professionali, anche attraverso nuove iniziative di formazione, e ci impegniamo a fondo perché i nostri editori maturino le nostre stesse convinzioni: il futuro della informazione professionale sta nella sua utilità sociale e, in ultima analisi, nell’esercizio concreto e responsabile di una “mediaetica”, e non nella ulteriore esaltazione di modelli consumistici già ampiamente diffusi nelle pratiche della comunicazione.

Come operatori dellinformazione  e direttori di testate giornalistiche  non possiamo che farci convinti promotori di questa dichiarazione, calandola concretamente nella nostra professione di tutti i giorni, in materia di tutela ambientale e delle risorse idriche in particolare.