Firma della convenzione tra il Comune di Perugia e il Conservatorio di musica Morlacchi

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FIRMA DELLA CONVENZIONE TRA IL COMUNE DI PERUGIA E IL CONSERVATORIO DI MUSICA F. MORLACCHI GIOVEDI’ 27 OTTOBRE ORE 17,30

(NewTuscia) – PERUGIA – Sarà firmata domani, giovedì 27 ottobre, alle ore 17,30 nel Foyer dell’Auditorium del Conservatorio di Musica di Perugia “F. Morlacchi” la nuova convenzione tra lo stesso e il Comune di Perugia.

Ad apporre le firme saranno il Presidente del Conservatorio, Andrea Sassi e, per il Comune, il dirigente dell’U.O. Acquisti e  Patrimonio Fabio Zepparelli, alla presenza del Sindaco Romizi, degli Assessori Bertinelli e Severini e del Direttore del Conservatorio Piero Caraba.

La convenzione regolerà l’uso e la gestione del cinquecentesco palazzo in cui il Conservatorio stesso ha sede, di proprietà del Comune.

Al termine, gli ospiti assisteranno al concerto finale del Bach Festival che, dal 5 ottobre ha visto incontri di approfondimento e concerti dedicati al celebre compositore tedesco e alla sua musica. L’appuntamento, con il coordinamento della prof.ssa Annalisa Martella, si chiuderà proprio il 27 ottobre alle ore 18,00, con il concerto “Tra sacro e profano” del Coro e gruppo d’Archi del Conservatorio.

III COMMISSIONE CONSILIARE (URBANISTICA/ PROSSIMA SEDUTA DOMANI, GIOVEDI’ 26 OTTOBRE ALLE ORE 10

La seduta della III Commissione Consiliare Permanente (Urbanistica) si terrà domani, giovedì 26 ottobre, alle ore 9.00 in prima convocazione e alle ore 10.00 in seconda convocazione, con il seguente ordine del giorno:

1)Ordine del giorno presentato dal consigliere Giaffreda su: Intervento urgente di ripristino della segnaletica orizzontale;

2) Ordine del giorno presentato dal consigliere Giaffreda su: Viabilità e ingresso  nelle scuole;

3) Ordine del giorno presentato dal consigliere Camicia su: Il degrado delle rotatorie a Perugia.

Complesso “ex Mercato Ortofrutticolo”: interventi per deterioramento copertura e possibile rischio di dispersione amianto/odg e nota stampa del consigliere pd leonardo miccioni

E’ stato presentato questa mattina dal consigliere PD Leonardo Miccioni l’ordine del giorno che impegna Sindaco e Giunta ad attivarsi al fine di effettuare accurati controlli e a rimuovere, qualora se ne riscontri la necessità, il tetto della struttura dell’“ex mercato ortofrutticolo”, nonché a bonificare degli spazi ad essa circostanti in modo da scongiurare il rischio di dispersione di amianto.

Il Sindaco, responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio, ha infatti poteri di programmazione, giudizio e controllo sull’operato delle ASL competente che dovrà mettere a disposizione uffici e strutture all’ente comunale per permettere che vengano adottate, se necessario, anche ordinanze contingibili ed urgenti.

Il rischio amianto è considerato ormai da anni un problema prioritario, riconosciuto a tutti i livelli (Comunità Europea, Stato, Regione), e quindi sostenuto con bandi che si susseguono in modo ininterrotto a sostegno di progetti di rimozione e smaltimento dei manufatti che contengono questo materiale.

Chiediamo al Sindaco di porre la massima attenzione alla questione sollevata visto che il tema coinvolge la salute pubblica, condizione che un buon amministratore non si può più permetter di ignorare.

 

Questo il testo integrale dell’ordine del giorno:

Complesso “ex – Mercato Ortofrutticolo” : interventi per deterioramento copertura e possibile rischio di dispersione amianto

 

PREMESSO CHE

–             La struttura individuata come “ex mercato ortofrutticolo” di via Settevalli, è un importante complesso, di grande volumetria, inserito nel contesto urbanistico di una zona ad alta densità di attività commerciali e produttive che richiamano quotidianamente un notevole flusso di persone;

–             ha rappresentato, e tutt’ora potenzialmente rappresenta, uno dei perni su cui si sono basati, nel corso degli anni, gli interventi e i progetti volti alla riqualificazione di questo cuore pulsante dal punto di vista commerciale, nonché fulcro e snodo di raccordo tra i diversi quartieri della città;

CONSIDERATO CHE

–             il complesso, dismesso da anni e ceduto tramite asta pubblica, è oggi presentato come una struttura in “fase di progettazione”, posta all’interesse di eventuali compratori e/o affittuari;

–             la dismissione ha comportato un naturale deperimento dell’edificio nella sua parte strutturale, anche in considerazione del fatto che interventi di manutenzione e progetti di ristrutturazione sono stati procrastinati in attesa di definitive decisioni circa la nuova destinazione dell’area: oggi la struttura presenta segni evidenti di deterioramento, soprattutto per quanto riguarda il tetto che è realizzato in matrice cementizia contenente amianto;

 

EVIDENZIATO CHE

–             l’amianto è un materiale fibroso e piuttosto friabile ed è facile che le piccolissime particelle di cui è costituito possano, a seguito di qualsiasi sollecitazione (manipolazione/lavorazione, vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni di umidità, agenti atmosferici, ecc.), essere sprigionate nell’aria, essere inalate e quindi concentrarsi nei bronchi, instaurando meccanismi patogenetici di natura irritativa, degenerativa, cancerogena;

–             da molti anni ormai Comunità Europea, Stato e Regioni hanno ritenuto che progetti di rimozione e smaltimento dei manufatti contenenti amianto (eternit), specialmente ove si trattava di tetti e coperture, dovessero essere promossi e incentivati, tanto è che quasi in modo ininterrotto si susseguono bandi di varia natura e di diverso indirizzo, per contribuire alla realizzazione degli interventi: settore agricolo, attività produttive, terziario e spazi commerciali, nonché piccoli interventi di privati cittadini, sono solo una parte degli ambiti oggetto di progetti finanziati il cui principale scopo è quello del miglioramento del livello di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;

–             la valutazione del rischio amianto nei luoghi di lavoro è definita nell’art. 249 del D.Lgs 81/08 in cui viene esplicitamente ricordato l’obbligo del proprietario di effettuare la valutazione dei rischi;

–             lo smaltimento dell’amianto deve e può essere eseguito soltanto da personale qualificato e da imprese autorizzate che abbiano requisiti e strumenti per la rimozione in sicurezza; la rimozione sconsiderata dell’asbesto, seguita all’entrata in vigore del D.Lgs 257/92, svolta da personale inesperto, non adeguatamente protetto e non al corrente del rischio da esposizione, ha in molti casi in passato generato problemi ben più significativi di quelli che sarebbero forse derivati evitando di movimentarlo;

–             il Sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio e ad esso sono affidati poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sull’operato delle ASL;

–             il Sindaco deve conoscere lo stato di salute della popolazione, deve prendere provvedimenti se le condizioni ambientali sono critiche, se esistono pericoli incombenti e, per la direttiva Seveso, deve informare la popolazione dei rischi rilevanti cui è sottoposta;

 

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO, IL CONSIGLIO COMUNALE SU ISTANZA DEL PRESENTATORE DEL PRESENTE ORDINE DEL GIORNO IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

–             Di verificare l’esistenza della documentazione relativa alla valutazione del rischio amianto nei luoghi di lavoro;

–             Ad effettuare accurati controlli necessari a valutare lo stato di deterioramento della copertura del tetto della struttura in oggetto e a determinare la salubrità e l’eventuale pericolo che interessa la zona circostante;

–             A coinvolgere, come previsto dalla legge, i responsabili della ASL competente, il cui obbligo è quello di mettere a disposizione i propri uffici e le strutture di cui il Sindaco abbia bisogno per l’esercizio dei poteri ad esso spettanti quale l’adozione di ordinanze contingibili ed urgenti;

–             Ad agire, qualora si riscontri lo stato di necessità, salvo rivalsa, affinché, stante un rilevato pericolo, il tetto venga rimosso e venga effettuata una bonifica attenta e accurata della zona interessata.

Altro che Esercito: dal Governo arrivano 16 milioni per la rigenerazione urbana di Fontivegge/nota stampa dei consiglieri comunali del gruppo pd

Dopo le parole del Questore, di cui è stata bocciata l’audizione in Comune, si può archiviare la questione Esercito come una boutade elettorale: è del tutto evidente che la vera soluzione per Fontivegge non è schierare i soldati e militarizzare la zona, ma riportarvi vitalità, persone, attività economiche e aggregazione sociale. Affiancandola con i serrati controlli e le indagini approfondite delle Forze dell’Ordine.

Sarebbe preferibile che tutti gli amministratori pubblici accettino la sfida della qualità urbana e delle periferie, una delle più difficili e affascinanti del nostro tempo: per la prima volta nel nostro paese c’è un Governo che investe, e molto, sulle periferie sia a livello economico che culturale, quasi sempre nel silenzio dell’amministrazione comunale.

Durante l’assemblea dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani il presidente del Consiglio Renzi ha annunciato lo stanziamento di 2 miliardi di euro per il piano periferie del Governo. Tradotto sul piano locale vogliono dire 16 milioni di euro per Fontivegge.

È giusto ricordare che il Comune di Perugia ha partecipato al bando del Governo proprio grazie ad una mozione del Partito Democratico in Consiglio Comunale. A dimostrazione del nostro ruolo di opposizione costruttiva, con una grande cultura di governo.

Questa mole di investimenti ministeriali va nella giusta direzione per rigenerare Fontivegge. Sono, infatti, a fondo perduto ma vincolati ad azioni specifiche nel quartiere:

– alla manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche o private e di strutture edilizie già esistenti;

– al miglioramento della qualità del decoro urbano, all’accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana;

– al potenziamento delle prestazioni e dei servizi di scala urbana, tra i quali lo sviluppo di pratiche del terzo settore e del servizio civile, per l’inclusione sociale e la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano e urbano;

– alla mobilità alternativa e sostenibile, all’adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi e didattici, nonché alle attività culturali ed educative promosse da soggetti pubblici e privati.

I 16 milioni di euro stanziati dal Governo non sono gli unici fondi pubblici stanziati per Fontivegge: nella logica della leale cooperazione istituzionale la Regione Umbria investe quasi 12 milioni di euro tramite l’Agenda Urbana sulla città di Perugia ed, in particolare, nella zona della stazione.

Le domande che si fanno i cittadini oggi è come cambierà il volto di Fontivegge e cosa migliorerà nella loro vita quotidiana?

I progetti finanziati dal Governo e dalla Regione sono numerosi e toccano ambiti diversi:

  • 1 milione di euro sarà utilizzato per intervenire nell’area della stazione ferroviaria, dei bus e del Minimetrò, prevedendo una nuova pavimentazione delle vie, la ridefinizione dei percorsi pedonali provenienti da piazza Vittorio Veneto e la separazione di tali percorsi dai flussi veicolari. Le pensiline per la protezione del percorso pedonale saranno con copertura fotovoltaica. Le isole pedonali e i percorsi ciclo-pedonali saranno risistemati e valorizzati tramite il verde pubblico.
  • 970 mila euro finanzieranno l’intervento che riguarderà la riqualificazione dell’area a parcheggio (60 nuovi posti auto) e il completamento della pavimentazione dell’edificio ex-scalo merci. Il tutto a servizio della stessa stazione ferroviaria e delle nuove attività, come la biblioteca delle nuvole che ospita eccezionali collezioni di fumetti, che nasceranno all’interno dell’ex scalo merci con aree a verde ornamentale attrezzato e fruibile, nonchè percorsi pedonali che garantiscano la continuità ciclo-pedonale tra il parcheggio e la stazione.
  • Lo stanziamento più alto, 1 milione e 260 mila euro, riguarda la mobilità dolce nell’area che da Fontivegge arriva fino ai parchi urbani Chico Mendez e Vittime delle Fobie attraverso la creazione di un corridoio ciclopedonale di collegamento tra i vari luoghi.
  • Ulteriore intervento, da 640 mila euro, riguarda il sottopasso ferroviario di via del Macello che prevede lavori di riqualificazione con l’obiettivo di incrementare la sicurezza del luogo, migliorarne la luminosità, facilitarne la fruizione anche con le biciclette, nonché migliorare complessivamente la qualità urbana dello snodo.
  • I progetti di rigenerazione urbana non riguardano solo interventi su edifici, strutture o aree, ma anche misure per il potenziamento dei servizi e interventi a favore dell’inclusione sociale con 500 mila euro. Finanziamenti per l’aumento della videosorveglianza, il potenziamento dell’illuminazione, l’accesso a servizi di Wi-fi, installazione di pannelli LED, la spettacolarizzazione delle fontane della zona e il miglioramento della vivibilità.
  • In quest’ottica è stato approvato il Regeneration Center, che vede i giovani protagonisti di una rinnovata vita di quartiere, con la presenza di “portieri di quartiere” e la formazione di giovani creativi e socialmente attivi tramite borsa lavoro e servizio civile. Così da favorire la creazione di nuove reti sociali, un maggior controllo del territorio e del decoro urbano, rafforzando la dimensione creativa e innovativa dell’intera area.
  • Infine il recupero della palazzina Rfi che diventerà sede della Croce Rossa, la riqualificazione dell’edificio della scuola Pestalozzi e dell’area sportiva e verde in via Diaz.

Questa è la strada giusta per la nostra città, non quella dettata dagli estremismi di destra e dai populismi tramite facili e comode propagande.