Bengasi Battisti: “…e così si fermarono le Terre dell’ILVA di Taranto”

Livio Martini ovvero le Istituzioni che coraggiosamente , nel silenzio e contro egoistici interessi difendono il futuro delle Comunità .

(NewTuscia) – CORCHIANO – Come  ex Sindaco di Corchiano , come padre di due figli e  come abitante della terra Falisca , sento il dovere di ringraziare Livio Martini perché con coraggio , resistendo a forti  pressioni  e contro enormi  interessi arrestò una  operazione  di sfruttamento di una cava a Castel Sant’Elia per lo smaltimento di fanghi provenienti dall’ILVA di Taranto .

Era il giugno del 2015 quando  , nel silenzio  più assoluto  , nei nostri territori giungevano importanti quantità di fanghi provenienti dal ciclo produttivo dell’ILVA di Taranto .

Venivano scaricati  nella valle del Tevere , in una di quelle lacerazioni della terra dove lo sfruttamento dell’uomo ha scoperto le falde acquifere profonde mettendo a serio rischio  la “nostra acqua” quella gli avi ci hanno consegnato come bene indispensabile per la vita .

Un grande affare per gli speculatori e per  l’ILVA  , a Castel Sant’Elia si poteva scaricare a 90 euro a tonnellata , prezzo speciale ben al di sotto della media nazionale , forse perché la nostra salute , il nostro futuro , la nostra acqua non valgono  poi così tanto !

Livio era Presidente del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre quando fu avvisato da alcuni agricoltori e non esitò un attimo prese carta e penna e scrisse al subcommissario per la bonifica dell’ILVA di Taranto esprimendo le preoccupazioni di un territorio che guardava alla agricoltura di qualità e alla qualità della vita come nuovo e entusiasmante modello di sviluppo .

Quella lettera , fortemente contestata e criticata anche da alcuni amministratori locali , colse nel segno e sollevò preoccupazioni così forti al subcommissario dell’ILVA che interruppe il rapporto con la società  e dopo 700 tonnellate sversate in località la Chiusa di Castel Sant’Elia  il preoccupante progetto si arrestò .

Si fermò con lo stesso silenzio con cui era partito , con le stesse modalità con cui tante Comunità della nostra Italia vengono definitivamente compromesse .

Oggi quel muro di silenzi è stato abbattuto , grazie alla collaborazione di un bravo deputato locale , è emersa una storia inquietante dove un onesto e solido amministratore  , senza clamori, senza fracasso  con calma , rigore e onestà  ha arrestato un’azione scellerata e salvato il futuro di una Comunità .

Ha interrotto una ennesima brutta storia , di quelle che troppo spesso uccidono le speranze degli abitanti e allontanano le migliori sensibilità ,  con la forza delle coraggiose e efficaci parole scritte che lo stesso subcommissario dell’ILVA sintetizza con questa affermazione : “ successivamente ogni conferimento fu interrotto per ragioni di opportunità , cautela e sensibilità istituzionale “

Comunque continueremo  a lottare per  conoscere bene la natura di quelle 700 tonnellate , provenienti dal ciclo produttivo dell’ILVA perché è un nostro diritto sapere  cosa contengono quelle terre e esse hanno compromesso l’acqua di falde che rappresentano la fonte di approvvigionamento idrico di intere comunità necessaria per la vita degli esseri viventi , indispensabile per una buona agricoltura e per sani allevamenti zootecnici .

Grazie Livio è proprio vero che “chi non lotta per qualcosa ha comunque perso “

Bengasi Battisti      

Presidente dell’associazione nazionale comuni virtuosi  e soprattutto Cittadino e Padre di due figli che hanno scelto di abitare come i nostri avi la nostra Terra