Mauro Franceschini “Un accordo che è un’opportunità, ma sono necessari senso di responsabilità e coesione”

(NewTuscia) – TERNI – La necessità, per Terni, di chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico il riconoscimento dello stato di Area di Crisi Complessa, è stata condivisa da Confartigianato Imprese Terni in tempi non sospetti; a partire dai dati del centro Studi della nostra Confederazione Nazionale che dal 2008 ad oggi hanno sempre evidenziato una situazione critica del Sistema Imprenditoriale Ternano, in tutti i settori, dall’industria, al commercio, all’artigianato, all’agricoltura, ai servizi.

Il grido di allarme di oggi lanciato più volte da Confartigianato Imprese Terni, riferito ai dati oggettivi e agli effetti devastanti che si sono riversati su imprese e lavoratori, innescando una profonda recessione e crisi nell’economia reale portando una riduzione di 1130 unità lavorative, oggi è esteso anche ad altre criticità che si sono di recente sfociate in un vortice che preoccupa l’Associazione.

“Accogliamo e giudichiamo con positività il tanto discusso riconoscimento di Area di Crisi Complessa”, ha detto il Presidente di Confartigianato Imprese Terni Mauro Franceschini, “siamo più che mai convinti che sia uno strumento fondamentale per intervenire sulla ripresa dell’economia locale, tutelando il Territorio attraverso misure di investimento che sono diventate necessarie. Tuttavia, le problematiche cui dobbiamo far fronte, pare non riguardino unicamente la definizione e collocazione delle risorse messe a disposizione, ma destano forte preoccupazione anche le vicende che riguardano chi occupa un ruolo centrale e che sembra non godere di un’adeguata stabilità ed organizzazione.”

“Entrando nel merito delle risorse messe a disposizione e agli interventi di rilancio dell’economia di Terni,” continua Franceschini “auspichiamo  che venga tenuto presente su tutti un dato importante che può aiutare a focalizzare e direzionare con criterio tali risorse. Il  98% delle Imprese che insistono sul Territorio, ha meno di 20 addetti ed oltre il 60% di questi lavorano nelle stesse Imprese. E’ necessario porre particolare attenzione alle Imprese Artigiane, alle Micro e Piccole Imprese partendo da questo semplice ed inconfutabile dato e ponendo l’accento su una questione altrettanto importante che riguarda le risorse destinate alle start-up innovative. In tal senso sarebbe auspicabile che tali disponibilità economiche venissero riservate  non solo alle nuove Imprese innovative, ma estese altresì sia alle attività già esistenti e strutturate che nel tempo hanno intrapreso la strada dell’innovazione, sia al consolidamento del tessuto produttivo esistente.”

“Ci aspettiamo, conclude il Presidente Franceschini,  senso di responsabilità da parte di chi in questo momento ha un dovere istituzionale ed etico nei confronti dei cittadini e delle Imprese. Sarebbe sconcertante e deprimente prendere coscienza di avere tra le mani una preziosa opportunità  in grado di poter rilanciare il nostro Territorio (infrastrutture, misure concrete per le Imprese, ecc.), e doverci trovare, invece, a fare i conti con sfumature e dietrologie che non agevolerebbero, ma anzi paralizzerebbero l’operatività degli strumenti messi a disposizione per dare ossigeno alle imprese e incentivare l’occupazione.”

“Riteniamo che questioni riguardanti il riequilibrio finanziario del Comune di Terni ed ancora le “manovre di assestamento” della Giunta Comunale, con temporeggiamenti, bagarre e colpi di scena, secondo l’Associazione  potrebbero minare ed impedire  una lucida visione del da farsi, ora che gli strumenti per poter rimettere al centro il lavoro e far ripartire l’economia di Terni sono stati accordati.

Rimettere al centro il lavoro e far ripartire l’economia è l’unico obiettivo che deve impegnare tutti i soggetti tecnici ed istituzionali; per questo sosterremo con forza ed impegno,  all’interno della “cabina di regia” che auspichiamo possa avviare il proprio lavoro nell’immediato,  lo sforzo che  Regione e Comune andranno a mettere in atto per rendere operativo l’Accordo sottoscritto al MISE.