Orvieto Ludica: il gioco fa innovazione e formazione professionale

(NewTuscia) – ORVIETO – orvietoLe nuove tecnologie e la didattica innovativa già coinvolge i bambini, gli adolescenti, gli insegnanti, i genitori, e i giovani che si preparano per entrare nel mondo del lavoro. Al LinuxDay, la giornata sulle nuove tecnologie open source organizzata da OrvietoLug sabato 22 al Liceo Majorana, ci saranno iniziative di avvicinamento giocoso al mondo delle tecnologie informatiche ed alla programmazione. Lo staff dell’associazione Orvieto Ludica è coinvolto per favorire ed accelerare questi processi nei quali emergono e si rafforzano competenze ed abilità creative attraverso i quei nuovi strumenti di apprendimento come la realtà virtuale immersiva ed aumentata, la gamification, la programmazione creativa, la fabbricazione digitale, la creazione di videogame e la robotica. In parole povere le competenze in ascesa nel mercato del lavoro. Anche per questo le associazioni orvietane dell’innovazione più seria e concreta e quella del coinvolgimento ludico hanno voluto fare rete facendo di Orvieto un’avanguardia.

«Va detto che Gamification significa semplicemente applicare le logiche tipiche dei giochi per rendere più interattiva l’esperienza e coinvolgere maggiormente l’utente o dello studente in formazione. Utilizzando le dinamiche classiche del gioco è infatti possibile in molti casi riuscire a comunicare argomenti spesso complessi e dal limitato appeal, guadagnando attenzione e coinvolgimento, ed è interessante notare che non funziona solo con i più giovani ma anche con le fasce d’età seniores. Noi di Orvieto Ludica crediamo fermamente nella potenzialità dello strumento del gioco anche per il suo impatto economico e sociale, non solo come forma sana e pulita di socializzazione ed intrattenimento in compagnia.» Silvio Torre, vicepresidente e fondatore di Orvieto Ludica

«Al LinuxDay si imparerà a programmare giocando, anzi creando giochi. Ma per ottenere grandi risultati quello che sarà creato dovrà essere divertente, facile e longevo cioè deve venire voglia di giocarci ancora ed ancora. E’ in questa fase di secondo livello del processo creativo che, con i programmatori già esperti, talentuosi e vogliosi, entriamo in campo noi. Ed il nostro obbiettivo non è che i programmi semplicemente funzionino, o funzionino un po’ meglio, ma piuttosto che siano interessanti per il pubblico, coinvolgenti e diversi da quanto già esiste.» Raimondo Cecere, ludologo, presidente di Orvieto Ludica

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