I casolari abbandonati del Lazio possono essere riconvertiti in agriturismi per la ricettività del turismo rurale

Gli effetti del regolamento regionale  ad un anno dall’adozione.

di Simone  Stefanini Conti

(NewTuscia) – ROMA – La regione Lazio ha messo  a disposizione degli imprenditori agricoli lo strumento innovativo della  “ruralità  multifunzionale”,  che permette  di trasformare i vecchi casolari e le strutture abbandonate nelle campagne del Lazio in agriturismi e luoghi di ristorazione e vendita dei prodotti tipici.

E’ questo l’obiettivo del Regolamento sulla ruralità multifunzionale entrato in vigore a fine 2015. Gli ambiti di intervento su cui punta la regione Lazio sono il turismo rurale, la ristorazione, la trasformazione, la degustazione e la vendita di prodotti agricoli e tipici, le attività didattiche, quelle socio-culturali, ricreative e terapeutico-riabilitative.

I contenuti del Regolamento della regione Lazio sulla ruralità multifunzionale.

Il  Regolamento – aveva dichiarato Riccardo Valentini, capogruppo del Pd al consiglio regionale del Lazio – permette agli imprenditori agricoli di demolire, ricostruire o delocalizzare all’interno dell’azienda agricola i manufatti esistenti, con l’obbligo di mantenerne la destinazione agricola.

Le  opportunità  nella Tuscia per incentivare le attività economiche nel settore agricolo e dei servizi: il turismo rurale, la ristorazione, la trasformazione, la degustazione e la vendita di prodotti agricoli e tipici, le attività didattiche, quelle socio-culturali, ricreative e terapeutico-riabilitative.

Grazie al Regolamento di attuazione della ruralità multifunzionale le aziende agricole – a condizione che il 90% del proprio territorio aziendale sia destinato all’attività agricola e che i prodotti utilizzati siano per almeno il 50% provenienti dalla stessa azienda o da altre aziende agricole che operano nel territorio regionale –  possono  presentare progetti e proposte ai Comuni per l’utilizzo dei manufatti esistenti con nuove funzioni come il turismo rurale, la ricettività rurale, la trasformazione e la vendita dei prodotti agricoli e tipici, la ristorazione e la degustazione di prodotti tipici, le attività didattiche, socio-culturali, ricreative e terapeutiche-riabilitative

“Si tratta di un processo che potenzia il ruolo delle aziende agricole – sempre secondo il prof. Riccardo Valentini –  che in questi anni hanno enormemente sofferto la crisi e ne accresce l’importanza nel ciclo economico.  Il Regolamento, infatti, può essere una leva importante di sviluppo sostenibile del sistema economico e per creare nuovi posti di lavoro soprattutto per i giovani, salvaguardando e potenziando il ruolo dell’impresa agricola”.