Bernini: Approvato ddl Caporalato, attacco alla “Ghetto economy”

(NewTuscia) – ROMA – “Il provvedimento che abbiamo votato favorevolmente alla Camera è solo il primo passo di un lungo percorso nella lotta al Caporalato ed allo sfruttamento del lavoro in ambito agricolo. Abbiamo seguito il provvedimento sin dal principio e dato il nostro contributo con proposte concrete frutto del confronto con i cittadini italiani e stranieri e le varie rappresentanze.

Tuttavia siamo coscienti che ci sono ancora tanti aspetti che andrebbero potenziati, da una gestione esclusivamente pubblica del collocamento agricolo e dei trasporti, a scelte più coraggiose nell’ambito degli alloggi, al fine di eliminare definitivamente la ghettizzazione dei lavoratori stranieri”. Lo ha dichiarato Massimiliano Bernini, portavoce del Movimento 5 Stelle, nel corso dei vari interventi in Aula, durante l’esame del ddl a Montecitorio.

“Abbiamo provato a migliorare il provvedimento con delle nostre proposte, come ad esempio il rafforzamento delle ispezioni nei luoghi di lavoro, l’intensificazione dell’informazione e del supporto ai lavoratori, l’incrocio della domanda e offerta di lavoro tramite i centri per l’impiego pubblici e le liste di prenotazione dei lavoratori, anche attraverso applicazioni informatiche, l’interdizione dai fondi della Pac agli imprenditori agricoli condannati ai sensi del nuovo articolo 603 bis del Codice Penale sull’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, l’attivazione di un numero telefonico di utilità sociale anti sfruttamento, attraverso il quale poter denunciare i fenomeni di sfruttamento, mantenendo l’anonimato, rivolto a tutti i cittadini italiani e stranieri, ecc.

Sappiamo – continua Bernini – che quando lo Stato abdica alle proprie funzioni, la situazione non migliora, ma finisce, spesso e volentieri, per essere governata dal crimine, in un clima di deregolamentazione nel quale datori di lavoro e intermediari senza scrupoli fanno il bello e il cattivo tempo e dove i diritti delle persone vengono tranquillamente sacrificati sull’altare del profitto.

L’agricoltura, a differenza degli altri settori economici, è più vulnerabile rispetto a determinati  fenomeni, visto che di fronte al crollo dei prezzi dei prodotti, spesso frutto delle scellerate politiche neoliberiste di questi ultimi anni, non potendo delocalizzare “la terra”, può avvalersi di “schiavi moderni” italiani e stranieri, al sicuro da occhi indiscreti, data la mancanza di controlli e l’omertà di certe realtà.

Noi crediamo che il DDL approvato rappresenti un segnale forte e doveroso lanciato contro queste forme gravi di illegalità e sfruttamento, e non solo nel comparto dell’agricoltura. Ora attendiamo di vedere come le nuove norme verranno recepite sui territori. Naturalmente – conclude Bernini – vigileremo in tutte le sedi istituzionali sulla reale efficacia della norma affinché il caporalato cessi di essere fenomeno strutturale all’interno della filiera produttiva”