Comune di Perugia, le prossime commissioni consiliari

IV COMMISSIONE CONSILIARE CULTURA/PROSSIMA SEDUTA LUNEDI’ 17 OTTOBRE ALLE ORE 10,00

(NewTuscia) – PERUGIA – La prossima riunione della IV Commissione Consiliare Permanente Cultura è prevista per lunedì 17 ottobre, alle ore 9,00 in prima convocazione e alle ore 10,00 in seconda convocazione, per trattare il seguente o.d.g.:

1.Ordine del giorno presentato dal consigliere Felicioni su : Utilizzo dell’ Esercito italiano per attività di presidio e pattugliamento nel quartiere di Fontivegge;

  1. Ordine del giorno presentato dal consigliere Camicia su : Umbria Jazz Evento spento, riaccendiamo il grande evento musicale e cambiamo il nome alla Manifestazione chiamandola “ Perugia Umbria Jazz”.

II COMMISSIONE CONSILIARE BILANCIO/SEDUTA DEDICATA A DUP E STATO ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI: AGENDA URBANA E SERVIZI SOCIALI

La II Commissione Consiliare Permanente Bilancio ha dedicato la seduta odierna agli approfondimenti sulla Pre. 84/2016: Dup: 2017-2019 e stato di attuazione dei programmi, con particolare riferimento ai temi dell’Agenda Urbana e dei servizi sociali.

Ad illustrare l’iter di agenda urbana è stato l’assessore Michele Fioroni, il quale ha parlato del progetto più importante del Comune di Perugia. “Riteniamo – ha detto – di aver prodotto un progetto, peraltro molto partecipato, di altissima qualità, come c’è stato riconosciuto in vari ambiti”. Agenda Urbana è finanziato per il 50% dalla Commissione europea, per il 35% dallo Stato e per il restante 15% dall’autorità urbana, ossia dai Comuni.

La Regione in questo percorso svolge un ruolo di co-progettazione e mediazione.

L’assessore ha confermato che il Comune ha cercato, in questo contesto, di coinvolgere al massimo i tecnici della regione, anche se il progetto è sostanzialmente comunale. Tutti gli interventi, dunque, sono stati concordati  con l’Ente di piazza Italia, tanto che gli stessi sono stati presentati nel corso di un’apposita conferenza stampa il 9 maggio a Fontivegge.

Nell’ambito di Agenda Urbana assume, tra gli altri, un certo rilievo il cosiddetto Asse Cultura. Ivi, originariamente, si era deciso di destinare un milione di euro per la riqualificazione del Turreno. Successivamente, tuttavia, la Regione ha segnalato l’opportunità di rivisitare questa scelta, invitando il Comune a destinare l’intera somma (1,6 milioni) dell’asse Cultura al Turreno. Ciò è stato fatto contestualmente alla costituzione di un tavolo tecnico-giuridico intorno al quale siedono rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti (Comune, Regione, Fondazione). Va ricordato che, ad oggi, la Fondazione Cassa di Risparmio, che ha acquisito dal privato l’immobile, non ha ancora provveduto a donare lo stesso a Comune e Regione, trattandosi di un’operazione complessa.

Nelle more, a fine luglio 2016, la Regione ha modificato il proprio intendimento, segnalando la necessità di attivare, per il Turreno, lo stralcio funzionale. Le parti, all’uopo, si sono riviste il 19 settembre, quando il Comune ha proposto una possibile soluzione, ossia di arrivare ad un’approvazione condizionata di Agenda Urbana; su questa ipotesi è attesa ancora una risposta.

Fioroni ha tenuto a precisare, rispetto a dichiarazioni pubblicate sulla stampa, che non corrisponde al vero che il Comune di Perugia abbia bloccato il progetto di Agenda Urbana. La verità è che, sia in passato sia oggi, l’interlocuzione con la Regione è costante nell’ambito di una co-progettualità virtuosa e di assoluto spessore.

L’attuale stasi, pertanto, è dovuta solamente a questioni di carattere tecnico-burocratico.

L’auspicio è che possa essere superata quanto prima trattandosi di un progetto importante che si basa su una visione di sistema della città anche nel medio e lungo termine.

La dirigente, dott.ssa Pedini, ha riferito che per il triennio 2017-2019 l’Amministrazione comunale aveva già previsto di attivarsi sul tema della riqualificazione del Turreno, elaborando delle procedure specifiche con consentissero, tra le altre cose, di individuare il futuro gestore della struttura. Ciò in considerazione della complessità della vicenda che ha fatto registrare un passaggio di proprietà a luglio da un privato ad un altro (Fondazione), che prevede per il futuro un ulteriore passaggio tramite donazione, mettendo in contatto soggetti privati e pubblici, nonché finanziamenti di vario genere.

Si era ipotizzato, in origine, di effettuare una unica gara sia per l’affidamento lavori che per l’assegnazione in gestione dell’immobile; tuttavia ciò non è più possibile in base al nuovo codice degli appalti. Per questo l’ultima progettualità, emersa dalla commissione tecnica interistituzionale, è di dar vita a procedure distinte.

La dirigente, come l’assessore, ha confermato che su questa partita il confronto Comune-Regione è stato costante e continuo onde individuare soluzioni e procedure soddisfacenti per tutti. In attesa che arrivi una risposta in merito alla proposta del Comune sull’approvazione condizionata di Agenda Urbana, con riferimento al progetto-Turreno, Pedini ha ribadito che tutti gli interventi contenuti in Agenda Urbana sono stati presentati formalmente e ritenuti congrui.

L’assessore Fioroni, concludendo l’esposizione, ha riferito, altresì, che in virtù di una delibera di giunta dello scorso 1 giugno è stato affidato, in accordo con le altre parti che siedono intorno al tavolo tecnico-giuridico, ad una società esperta in materia di effettuare uno studio concernente l’affidamento in gestione del futuro Turreno. La soluzione proposta appare congrua, anche sotto il profilo dei costi, e risponde all’impegno assunto dal Comune di Perugia nel protocollo d’intesa. Nel dettaglio a palazzo dei Priori è già arrivata una manifestazione d’interesse riferita alla gestione dell’immobile.

In sostanza il Comune ha fatto tutto il possibile, cercando di adempiere adeguatamente agli impegni assunti, ivi compresi quelli attinenti alla progettualità.

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere Arcudi per dire che “non si impara il governo di una città in pochi mesi e che, nel contempo, servirebbe un maggior rispetto istituzionale. Al di là del merito della questione, va denunciato il seguente atteggiamento: si chiedono risorse ad altri Enti, le si ottengono, ma poi si fa propaganda politica su opere progettate ed ideate in fasi precedenti e finanziate per il 90% da altri soggetti, spacciandole interamente per proprie ed ergendosi a salvatori della città”.

Tante opere – secondo il capogruppo SR – sono state inaugurate dal sindaco Romizi, ma sono state finanziate da altri senza citare questa circostanza (si pensi alla scuola di Mugnano, finanziata dal Governo Renzi) e senza invitare i diretti interessati.

La Regione dell’Umbria, rileva Arcudi, ha finanziato negli ultimi due anni vari progetti, molti dei quali proposti dalle precedenti amministrazioni di centro-sinistra: mercato coperto 4,5 milioni), Turreno (3,1), Arconi (3), San Francesco al Prato (2,8), Ascensori Kennedy (900 mila), Sant’Andrea delle Fratte, PalaEvangelisti.

“Questo è il quadro reale; pertanto è assurdo accusare la Regione di ritardi, quando è lei che sta tenendo in piedi un Comune che sarebbe, altrimenti, in grandissima difficoltà ed isolato perché privo di idee e visioni”.

Numerini ha precisato che di tanti progetti si è parlato molto nel corso delle precedenti legislature, ma senza mai fare nulla di concreto. Ora, finalmente, molte opere sono partite, perché questa Amministrazione ha avuto la capacità di intercettare fondi provenienti da altri Enti, cui va trasmesso il dovuto ringraziamento.

La seconda materia, oggetto di approfondimento, è stata quella del sociale.

I chiarimenti sono stati proposti, innanzitutto, dalla consigliera Rosetti.

Il capogruppo del M5S ha chiesto all’assessore Cicchi di relazionare in generale sulla situazione dei servizi sociali, con particolare riferimento a otto questioni.

In primis sulle comunità educative residenziali per minori (dove vengono insediati e quali problematiche presentano); poi sull’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (quale iter segue); ed ancora gli assegni di cura (perché siano diminuiti e se gli utenti vengono informati delle possibilità di accesso all’assistenza indiretta); accoglienza profughi (gestione progetto Sprar e quali controlli il Comune effettui visto che la gestione non è diretta); alloggi: sostegno ai cittadini in difficoltà (stato di pagamento dei contributi); piano di aiuti (in cosa consiste); alloggi Erp (quali siano e perché siano stati inseriti dei nuovi criteri comunali legati al disagio e quali cambiamenti interverranno sui dati delle assegnazioni).

Il consigliere Arcudi, invece, ha sottolineato che moltissime procedure amministrative avviate dal Comune finiscono per essere impugnate di fronte al Tar: è il caso del bando per le assegnazioni delle case popolari, del concorso per le educatrici (risulta che circa il 60% delle candidate, pur essendo esperte, è stato bocciato), mense scolastiche, impianti sportivi.

“Se non si ha una visione chiara del punto di arrivo, è chiaro che si attivano procedure inadeguate e che regni l’anarchia”.

Entrando nel dettaglio delle case popolari, il capogruppo SR segnala che aver inserito la residenza quale ulteriore requisito di disagio conferma un approccio, dal punto di vista amministrativo, sbagliato e che produrrà inevitabili ricorsi al Tar.

L’assessore Cicchi ha cercato di rispondere a tutti i quesiti formulati, partendo proprio dal tema delle case popolari. Secondo l’assessore sono emerse polemiche paradossali, visto che in realtà nel nuovo bando è stata inserita solamente una nuova opzione rispetto a quelle già esistenti in passato, tutte peraltro riconfermate. Dunque non è stato cancellato alcun requisito, ma inserita la possibilità di ottenere 4 punti in caso di residenza da più di 10 o 15 anni. Ciò in quanto, attualmente, si registra la disponibilità di molte case sfitte che sono adatte (45-50 mq) solo a nuclei mono-parentali (anziani soli o genitore separato rimasto senza casa, ecc.): senza la previsione dell’ulteriore requisito in esame questi nuclei non avrebbero mai potuto avere i punti sufficienti per accedere alle abitazioni, finendo in fondo alla graduatoria. Di fatto quindi l’offerta è stata ulteriormente arricchita e non certo ristretta.

Si parla, impropriamente, di “ulteriori condizioni di disagio” solo perché questa è la dicitura inserita nella legge regionale.

Piani di aiuto: si tratta – ha spiegato l’assessore – del numero complessivo delle persone che il Comune ha sostenuto nei vari ambiti.

Alloggi, sostegno ai cittadini in difficoltà: Cicchi ha chiarito che per l’anno 2015 la Regione ha erogato solo la metà delle quote previste. Per questo il Comune è stato costretto ad operare una redistribuzione tra tutti gli aventi diritti dei contributi al 50% in attesa che la parte restante venga erogata.

Contrasto povertà: il cosiddetto SIA è una misura nazionale sperimentata nelle città metropolitane ed oggi estesa a tutte le altre città. A livello nazionale prevede l’erogazione di un contributo annuale attraverso una carta-acquisti che verrà emessa da Poste Italiane dopo le opportune verifiche sui requisiti effettuate dall’Inps. Ad oggi il Comune non ha ancora ricevuto da Inps le risposte in merito alle 189 domande trasmesse e valutate dall’Ente di palazzo dei Priori.

Sprar ed accoglienza immigrati: l’assessore ha parlato di un tema molto discusso a livello nazionale e già portato da tempo all’attenzione del Ministero competente. Recentemente il Ministero, a tal proposito, ha trasmesso una direttiva che prevede una redistribuzione delle persone nei Comuni che hanno lo sprar, prevedendo finalmente una gestione diretta da parte dei Comuni stessi e non più mediata dalla Prefettura. Lo sprar è, comunque, un sistema che funziona perché dà la possibilità di essere realmente integrati, avviando percorsi di vita indipendente. Si ricorda, infine, che il centro di Ponte Felcino a Perugia assume il solo ruolo di centro “hub”, ossia di smistamento dei profughi verso le definitive destinazioni territoriali.

Assegni di cura: il Comune gestisce la parte socio-sanitaria del fondo sociale, ma ciò va valutato come processo di integrazione socio-sanitaria; pertanto non decide solamente l’Ente di palazzo dei Priori, ma si tratta di scelte assunte in condivisione con gli altri soggetti competenti, in primis Asl. L’assessore segnala che, in  questa partita, si è deciso di non proseguire con la mera erogazione degli assegni di cura, spesso inutili ex sé, favorendo servizi alternativi e mirati alle specifiche esigenze delle persone.

Accoglienza dei minori stranieri non accompagnati: non avendo il Comune lo sprar per i minori, attualmente si sta valutando l’ipotesi di chiederne l’attivazione. Per ora questa tipologia di minori viene accolta secondo le stesse modalità che riguardano i minori italiani allontanati dalle famiglie: pronta accoglienza e ospitalità in comunità educative sulla base del provvedimento all’uopo emesso dal Tribunale competente.

Per i minori stranieri va ricordato che il ministero rimborsa una quota giornaliera pari a circa 45 euro su rette che vanno da un minimo di 80 euro al giorno. La parte residua è in capo al Comune. Per i minori stranieri occorre rivedere questo sistema, perché nei loro confronti serve un’accoglienza mirata a tale target di persone.

Per i minori allontanati dalla famiglie, emerge una forte crescita del fenomeno, tanto è vero che le comunità di accoglienza sono tutte piene. Qui si ricorda che i costi per le rette sono integralmente a carico del Comune.

Arcudi ha chiesto di valutare l’ipotesi di utilizzate i ragazzi stranieri accolti per fare interventi di manutenzione o servizi di pubblica utilità, favorendone così l’integrazione.

L’assessore ha riferito che questo sistema è già esistente da tempo ed è stato recentemente prorogato.

All’esito dell’approfondimento delle due tematiche sopra citate, alcuni consiglieri hanno chiesto di poter analizzare altre questioni.

Arcudi ha proposto di porre l’attenzione sulla situazione del personale, visto che sarebbe bloccata da tempo. Rosetti ha condiviso la necessità di approfondire il tema del personale (riorganizzazione e contratto integrativo decentrato) ed ha proposto di analizzare la questione della digitalizzazione dell’Ente.

A questo punto la Commissione ha deciso di accogliere tali richieste. Nel corso della prossima seduta verranno auditi gli assessori e dirigenti competenti sui due temi indicati e poi si procederà alla votazione finale di Dup e stato attuazione programmi.

PROGETTO CUORE “ORATORI SICURI” – CORSO BLSD/ COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIERE CAMICIA (COR)

Il Comune di Perugia, tra le sue iniziative, proporrà nella serata di oggi venerdì 14 ottobre presso l’Abbazia (ex Seminario Regionale) di Montemorcino, strada San Galigano, n. 12/A, in collaborazione con il dr. Filippo Maria De Marinis “Oratori Sicuri e Cardio Protetti”: dalle ore 18:00 alle ore 23:00 sessantasei responsabili degli Oratori di tutte le Diocesi Regionali s’incontreranno a Perugia (Città Cardio Protetta), per effettuare un percorso di formazione all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico.

Le attività ludiche e sportive, che tanta rilevanza hanno in questi ambienti, permettono di attivare positivamente questo Progetto che si occupa di Primo Soccorso, utilizzo D.A.E.; ma, anche di cultura legata all’educazione alla salute. Il progetto vede tra i partecipanti il Responsabile del Progetto Cuore del Comune di Perugia Consigliere Carmine Camicia.

Si ricorda, altresì, che il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha stabilito – per Decreto – che entro il 30/11/2016 tutte le Associazioni Sportive Dilettantistiche e Società Sportive Dilettantistiche dovranno dotarsi di defibrillatore.

CONCORSO PER LE EDUCATRICI DEGLI ASILI/  COMUNICATO STAMPA DEI CONSIGLIERI BORI, BISTOCCHI (PD) E ARCUDI (SR)

“Nei giorni scorsi, dopo due anni di attesa, si è svolta la prova scritta per il concorso delle educatrici degli asili comunali. Apprendiamo dai giornali che la commissione giudicatrice ha bocciato alla prima prova quasi i due terzi delle candidate, tutte persone che da anni, in alcuni casi anche dieci, hanno lavorato per la cura e l’educazione dei nostri figli all’interno degli asili comunali con contratti a tempo determinato.

Tenuto conto che gli asili di Perugia da sempre sono stati una eccellenza regionale e nazionale, sconcerta davvero sapere che personale impiegato da molto tempo presso gli asili comunali non sia stato ritenuto idoneo ad accedere alle prove successive. Molte delle persone escluse stanno in queste ore sottolineando come ci siano vizi procedurali e come la valutazione data ai titoli risulti errata. Auspichiamo che venga fatta piena chiarezza da parte dell’Amministrazione comunale sulle decisioni prese dalla Commissione esaminatrice, da parte nostra faremo immediatamente accesso agli atti per verificare la veridicità delle istanze delle educatrici escluse ed a portare in Commissione Controllo e Garanzia tutti gli atti del concorso per verificarne la regolarità”.