Giulia Farnese: femina, mater et domina

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A “La Cascina” di Capodimonte la presentazione dell’ultimo libro di Giuseppe Moscatelli

(NewTuscia) – CAPODIMONTE – Dopo 522 anni Giulia Farnese torna a Capodimonte! La donna più bella e ammirata del rinascimento italiano, amante di papa Alessandro VI Borgia e sorella di Papa Paolo III, è infatti nata nel borgo lacustre nel 1474 e per l’ultima volta vi è tornata il 12 luglio del 1494 allorché, trovandosi a Pesaro ospite dell’ amica Lucrezia Borgia, andata in sposa al signore di quella città Giovanni Sforza, si precipitò al capezzale del fratello Angelo ormai in fin di vita, senza tuttavia riuscire ad arrivare in tempo. Si fermò comunque a lungo nel bel Palazzo di famiglia che, come un bastimento pronto a salpare, si protende sulle acque cristalline del lago, per consolare la cognata Lella Orsini e per rigenerarsi all’aria natia in un momento difficile della sua vita.

E proprio a Capodimonte, presso i suggestivi locali de “La Cascina”, non lontano dal frontelago, sabato 8 ottobre alle ore 18.30 sarà presentato l’ultimo libro di Giuseppe Moscatelli, appena pubblicato da Annulli Editori, e dedicato proprio a colei che la storia  ha incoronato come “la Bella”, ovvero: “Giulia Farnese, femina mater et domina”. All’evento, che si svolgerà con il patrocinio del Comune di Capodimonte, interverranno l’Autore, l’Editore e la studiosa farnesiana Felicita Menghini di Biagio che, prendendo spunto dalle vicende narrate nel libro, approfondirà questa straordinaria figura  femminile, i suoi tempi e, più in generale, la storia dei Farnese, gli unici, veri “Signori della Tuscia”.

Giuseppe Moscatelli sui Farnese ha già scritto un volumetto su papa Paolo III e, pubblicato da Annulli Editori, il libro “Itinerari farnesiani in Tuscia” insieme a Giacomo Mazzuoli. Ma con questo ultimo libro, ha voluto fare qualcosa di diverso, di meno convenzionale.

Non si tratta in effetti propriamente di un saggio (seppur tutti gli episodi narrati sono storicamente documentati) bensì di un testo di impronta narrativa che “racconta”, prima ancora di spiegare, la vicenda pressoché unica di questa donna straordinaria. Dalla prima giovinezza trascorsa in Vaticano nel talamo del corrottissimo (ma innamorato) papa Borgia; al matrimonio sfortunato con il ricco e deforme marito Orsini Orsino da cui nacque la sua unica e amatissima figlia Laura; agli anni della maturità, vissuti a fianco di un intellettualmente modesto ma assai prestante compagno dal nome evocativo di “Bozzuto” quale “domina” ovvero “Signora” di Carbognano;  fino alla prematura morte, allorché il fratello Alessandro, cardinale rampante della curia vaticana e futuro papa, fece probabilmente scomparire i suoi ritratti e finanche la sua memoria, per non compromettere i suoi ambiziosi progetti di carriera ecclesiastica.

Il volume, che si avvale della prefazione della studiosa Francesca Giurleo, è un testo che getta nuova luce su un personaggio che la storia ha spregiato ben oltre i suoi demeriti e che l’Autore, in qualche modo, riabilita allorché, pur riconoscendo la sua natura di cortigiana, la qualifica come “pia”, vale a dire devota ai destini della sua famiglia, i Farnese, alla cui ascesa sociale ha sacrificato la sua anima e il suo corpo.