“Pesticidi e agricoltura – Gli effetti sull’uomo e l’ambiente” a Sutri

PESTICIDI E AGRICOLTURA”- GLI EFFETTI SULL’UOMO E L’AMBIENTE

CONFERENZA INFORMATIVA – 29 SETTEMBRE ORE 17,00 – 20,00

BIBLIOTECACOMUNALE SUTRI

INTRODUCE
LILLO DI MAURO – Presidente associazione di promozione sociale Futuro Anteriore, associazione culturale il Nuovo Lavatoio

 INTERVENGONO

 PATRIZIA GENTILINI – Medico oncologo ed ematologo, membro di Isde e Medicina Democratica

 RICCARDO VALENTINI – Premio Nobel, Vice Presidente: Commissione Agricoltura, artigianato, commercio, formazione professionale, innovazione, lavoro, piccola e media impresa, ricerca e sviluppo economico, Membro Commissione Affari comunitari e internazionali, cooperazione tra i popoli e tutela dei consumatori Regione Lazio

 BENGASI BATTISTI – Presidente associazione Comuni virtuosi d’Italia

 Dr. ROBERTO MARIOTTI – dirigente ARSIAL

 ESPERIENZA EMBLEMATICA

giovane imporenditore agricolo di Corchiano

Panorama_del_Lago_di_Vico STEFANO FIASCHIè stato invitato

CARLO HAUSMANN – Assessore Agricoltura, Caccia e Pesca – Regione Lazio

 organizzata da associazione di promozione sociale futuro anteriore – associazione culturale il nuovo lavatoio

 

 “Gli stati membri adottano misure volte ad informare la popolazione e a promuovere e agevolare i programmi di informazione e di sensibilizzazione e la disponibilità di un’informazione accurata ed equilibrata sui pesticidi per la popolazione, in particolare sui rischi e i potenziali effetti acuti e cronici per la salute umana, gli organismi non bersaglio e l’ambiente che comporta il loro impiego, e sull’utilizzo di alternative non chimiche” Direttiva 2009/128/CE art. 7

Il modo di produrre in agricoltura è cambiato. In questi ultimi decenni abbiamo assistito alla trasformazione da un modello agricolo diffuso dove ogni famiglia aveva a disposizione piccoli appezzamenti di terreno per coltivare il proprio orto che possiamo definire “biologico” perché si usavano sistemi di concimazione e antiparassitari naturali, si è passati ad una produzione industriale governata e controllata da latifondisti e dall’industria chimica. Una trasformazione radicale avviata dagli anni ’50 del novecento che viene presentata come un grande progresso nonostante sia riconosciuto che le attuali pratiche agricole  sono dannose per la salute dell’uomo e di tutti gli ecosistemi. Noi, sulla base di dati scientifici e di ricerche non possiamo esimerci dall’informare i cittadini dei potenziali rischi a cui sono esposti a causa dell’uso a volte massiccio e indiscriminato di queste sostanze. Prove solide che attestano la tossicità acuta e cronica richiedono da parte degli stati e degli enti locali l’adozione di misure di protezione e prevenzione fino al divieto di tali sostanze. Nonostante i trattati internazionali e le norme approvate per creare un sistema di protezione delle risorse ambientali la massiccia diffusione di pesticidi in acqua, aria, suolo e alimenti è tale da richiedere un’attenzione più particolare la comunità scientifica riconosce che la contaminazione da agenti chimici coinvolge l’intera biosfera e l’umanità. Una tale e diffusa contaminazione è impossibile monitorarla e studiarne i reali effetti  e rischi che ne derivano infatti i danni variano secondo la tipologia e quantità delle molecole utilizzate, nonché dalla compresenza di più principi attivi, alla diversità dei contesti dove si disperdono e degli organismi esposti una tale contaminazione. Dai dati REACH (Regulation on Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals) risulta che tali sostanze sono circa 150.000. l’OMS  ha elencato 550 molecole attive in uso e circa 150 obsolete. Ogni anno vengono rilasciate nell’ambiente 2,5 milioni di tonnellate di pesticidi di sintesi, in prevalenza per usi agricoli, il 40% sono erbicidi, seguono insetticidi e fungicidi. In Europa, l’Italia è il paese che utilizza le quantità maggiori di pesticidi sia in termini assoluti (61.890 t), sia in termini di consumo per unità di superficie coltivata (5,6 Kg/ettaro, o Kg/ha). In Italia sono state consumate 81.450 t di pesticidi a fronte delle 71.612 t della Francia, delle 31.819 t della Germania, e delle 21.151 t del Regno Unito. Di questi prodotti utilizzati dall’Italia il 39% di fungicidi, il 36% di insetticidi, il 10% di erbicidi e il 37% degli altri composti impiegati nell’intero territorio comunitario. Noi crediamo che bisogna cambiare radicalmente il modello di coltivazione perché i cittadini  hanno il diritto di consumare cibi esenti da inquinanti e tutelare la propria salute. Vi sono realtà locali  e circuiti commerciali solidali che hanno capito l’importanza della coltivazione biologica e ne hanno adottato il sistema che andrebbe promosso e sviluppato per arrivare ad un’eliminazione completa di questi prodotti chimici di sintesi. Il ruolo dell’informazione è quello non solo di criticare ma di aiutare a comprendere quali sono i percorsi migliori da intraprendere accrescendo la consapevolezza fra gli addetti ai lavori, i tecnici e i pro-duttori e i consumatori. Ci sono numerosissimi studi che confermano che l’assunzione di cibi senza pesticidi possiedono migliori qualità nutrizionali e mag-giori quantità di antiossidanti, acidi fenolici, flavonoidi, antocianine e altri elementi nutritivi in grado di prevenire una lunga serie di problemi di salute e proteggerci da malattie croniche come quelle tumorali, cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative. Il modello di agricoltura biologica non minaccia la biodiversità ne l’integrità fisica-chimica-biologica dei suoli e delle acque. Ma ciò che più sorprende è che la differenza di resa produttiva tra l’agricoltura biologica e quella  convenzionale è molto più ridotta di quanto si creda.