Perugia: v commissione consiliare controllo e garanzia

V COMMISSIONE CONSILIARE CONTROLLO E GARANZIA/AL CENTRO DEL DIBATTITO LE DISTILLERIE DI LORENZO

(NewTuscia) – PERUGIA – La V Commissione Consiliare Controllo e Garanzia ha dedicato la seduta odierna agli approfondimenti relativi alla richiesta di attivazione della consigliera Rosetti su: “Abusi edilizi distillerie Di Lorenzo”.

L’atto era stato illustrato in aula il 18 gennaio e poi nuovamente discusso il 7 marzo.

 

Nell’atto la capogruppo Cristina Rosetti, ha evidenziato come, nel corso degli anni, la società in questione abbia esteso il complesso immobiliare in cui ha sede la distilleria stessa a Ponte Valleceppi, effettuando delle trasformazioni della proprietà in difformità alle autorizzazioni o addirittura in loro assenza. In particolare, la consigliera ha fatto riferimento alla totale demolizione di un edificio in muratura di circa 200 mq effettuata dall’azienda in assenza di concessione edilizia, alla pavimentazione di un piazzale per complessivi 6.000 mq destinato a deposito, anch’esso realizzato senza concessione edilizia e senza rispettare i vincoli ambientali ed urbanistici e alla realizzazione di una recinzione in difformità alla concessione rilasciata. Tutte situazioni per le quali il Comune di Perugia, già nell’aprile del 2000, aveva emanato nei confronti dell’azienda un’ordinanza con cui ordinava sia la rimozione del piazzale che delle ulteriori difformità. Nello stesso periodo –prosegue la consigliera- sono stati contestati dal Comune altri sedici diversi abusi, ma in tutti i casi l’azienda ha impugnato gli atti davanti al Tribunale Amministrativo, che ha risposto nel 2004 a tutti i ricorsi suddetti, respingendoli.

Con riferimento, in particolare, al piazzale suddetto, l’azienda aveva presentato istanza di sanatoria, ma anch’essa è stata respinta. Nel 2006, il Comune ha quindi rinnovato l’ordine di rimozione delle opere abusive e di ripristino dello stato dei luoghi e di nuovo l’azienda ha impugnato l’istanza. Ad oggi, resta ancora pendente il ricorso in appello che l’azienda ha presentato contro la sentenza del TAR che ha respinto il ricorso in primo grado e la possibilità di sanatoria.

Il Consiglio di stato, a sua volta, nel 2010 ha respinto i ricorsi dell’azienda confermando l’abusività delle opere realizzate, confermando quanto sostenuto dal giudice di primo grado. Tuttavia, nel frattempo, la distilleria ha continuato a realizzare opere in assenza dei necessari titoli edilizi e paesaggistici, opere peraltro contestate dal Comune ancora una volta, e che, allo stesso modo, la Distilleria Di Lorenzo ha impugnato al TAR. Quest’ultimo, nel 2013 ha respinto, ancora una volta, i ricorsi dell’azienda.

Di fronte a una situazione di reiterati abusi, peraltro confermati dal Tar e dal Consiglio di Stato (resta pendente, come detto, il procedimento del Consiglio di Stato solo relativamente al condono), la consigliera ha chiesto di verificare la legittimità dell’operato dell’amministrazione per l’inerzia seguita alla sentenza del Consiglio di Stato, che, oltre a confermare l’abusivismo perpetrato, stabiliva la necessità della demolizione e autorizzava il Comune a dare esecuzione al giudicato, così come le eventuali responsabilità al riguardo dei dirigenti e dei tecnici del Comune.

All’incontro di oggi hanno partecipato i rappresentanti del comitato I Molini di Fortebraccio, i quali, preliminarmente, hanno chiarito che lo stesso non è nato nel 1996 per porsi contro le distillerie, bensì per valutare la situazione ambientale del territorio in cui insistevano diverse aziende insalubri: due impianti di betonaggio, un importante depuratore, le distillerie, Agriflor, ecc.

L’area in menzione – sostengono – è stata lasciata a se stessa da tutte le Amministrazioni che si sono susseguite; per questo il comitato ha provveduto a vari accessi agli atti, non confidando nei provvedimenti assunti nel tempo dalle Istituzioni.

Nel tempo la situazione è andata aggravandosi. Innanzitutto – chiarisce il comitato – non è vero che le distillerie sono sorte in loco prima del centro abitato; al contrario, negli anni, le stesse hanno provveduto all’abbattimento di opere di pregio, come un mulino risalente al 1500 in una zona storica in cui, ad esempio, il condottiero Braccio Fortebracci aveva una struttura per il ricovero degli animali.

Dal 2003 ad oggi, poi, si sono susseguiti molteplici ampliamenti e modifiche agli impianti con successiva presentazione di richieste di autorizzazione e/o condono.

A fronte di queste irregolarità l’Amministrazione comunale, allora al governo, avrebbe avuto il compito di far demolire queste opere abusive, ma ciò non è stato fatto.

E’ evidente che i pericoli e le criticità sono molteplici, tenuto conto del fatto che l’azienda insiste a ridosso del Tevere in zona totalmente non edificabile.

Insomma – dice il comitato – dal 1996 ad oggi vi è la chiara dimostrazione di come non si governa un territorio: in presenza di interessi prioritari, come la salute dei cittadini, si dovrebbe valutare con attenzione la permanenza di attività individuate dalla normativa come insalubri di prima classe.

Secondo Mencaroni la storia della distilleria è fondamentale per capire lo scenario attuale.

Si parla, in sostanza, di un’azienda che nasce alla fine degli anni ’50 (in precedenza era solo un’attività artigianale). Nel tempo la stessa ha avuto una forte espansione con conseguente aumento dell’occupazione, ma anche delle criticità. Ed infatti, sulla scorta della direttiva Seveso è compito di un’Amministrazione valutare i possibili scenari ambientali che si configurerebbero in conseguenza di gravi fenomeni naturali (alluvioni o terremoti). Ora è evidente che l’area delle distillerie è a rischio sotto entrambi i profili e che i segnalati abusi non hanno fatto che aggravare uno scenario così complesso e delicato.

Insomma lì vi è una percezione di pericolo ed insalubrità e sarebbe necessario capire perché il contenzioso tra le parti non trova un’adeguata soluzione.

L’arpa, peraltro, ha più volte sancito che i valori sono stati sforati; una denuncia cui l’Amministrazione non ha saputo rispondere in modo adeguato.

Il capogruppo Pd, pur riconoscendo che anche nel recente passato non sono stati assunti i provvedimenti necessari, ha comunque fatto rilevare che è anomalo che il sindaco Romizi sia andato in visita alle distillerie in pendenza di contenziosi tra Comune ed azienda.

A questo proposito Mencaroni ha chiesto di poter audire in commissione proprio il sindaco, responsabile della salute pubblica, per comprendere la posizione dell’Amministrazione sul tema; una questione che si potrebbe concludere con una auspicata delocalizzazione.

Rosetti ha chiesto di sapere dai comitati se, a loro parere, l’azienda sia compatibile o meno con l’area in cui insiste. Inoltre ha domandato chiarimenti sull’esistenza di un tavolo di confronto (Comune, comitato, Distilleria).

Il comitato ha riferito che effettivamente l’Amministrazione ha voluto con forza il tavolo di confronto, cui il comitato ha deciso di partecipare con scelta assunta a maggioranza.

Il tavolo, tuttavia, non ha prodotto risultati apprezzabili in quanto nel suo ambito sarebbe stato proposto una sorta di baratto: l’abbandono dei contenziosi tra le parti a fronte della realizzazione di opere pubbliche a spese dell’azienda nel quartiere.

Quanto alla questione della compatibilità, il comitato fa rilevare che, sulla base della normativa vigente, appare illogico che la distilleria continui ad essere ubicata in un’area limitrofa al Tevere ed al centro abitato.

Tracchegiani ha fatto notare che la situazione in esame perdura ormai da tantissimi anni e, dunque, era ben nota anche alle precedenti Amministrazioni di centro-sinistra che nulla hanno fatto per risolverla. Per questo il consigliere di FI ha evidenziato che tutte le colpe non possono essere scaricate sulle spalle dell’attuale giunta.

Nel merito Tracchegiani ha ricordato che il piazzale, del quale si contesta la legittimità, non è più utilizzato da tempo, al fine di adempiere alle prescrizioni provenienti da Comune e Tar. Il consigliere ha manifestato perplessità anche sulla correttezza della definizione delle distillerie quale azienda insalubre, visto che la stessa, alla fine dei conti, lavora prodotti naturali. Peraltro non emerge dalle relazioni arpa che sarebbero stati rilevati valori fuori norma.

Pur ritenendo che alcune questioni urbanistiche nel tempo dovevano essere trattate in maniera diversa, Tracchegiani ha chiarito che la pavimentazione in cemento è stata realizzata quanto il terreno non era ancora stato definito di pregio agricolo dal prg del 2002. Dunque l’illiceità è emersa solo successivamente all’opera stessa; su questo punto, tuttavia, dovrà essere la magistratura a mettere un punto fermo e non certo il Comune, cui non si può chiedere di adottare provvedimenti di riduzione in pristino nelle more della definizione dei procedimenti giudiziari.

Infine Tracchegiani ha ricordato che la distilleria dà lavoro a tantissime famiglie; dunque serve attenzione per tutelare i livelli occupazionali. Per questo un dialogo è la strada da privilegiare.

Rosetti, chiudendo il dibattito, ha sottolineato che, a suo parere, l’approfondimento sulla vicenda può dirsi concluso; pertanto non resta che redigere la relazione finale da cui risulterà un punto fermo, ossia che gli abusi segnalati sono stati definitivamente accertati, con obbligo, dunque, del Comune di far eseguire le ordinanze di demolizione.

Il capogruppo del M5S ha sancito che da questa vicenda emerge come le varie Amministrazioni comunali nel tempo hanno poco tutelato il territorio e molto l’interesse del privato. Oggi la conclusione non può essere che una sola: l’azienda non può rimanere nell’attuale sede perché è incompatibile con l’ambiente circostante in quanto classificata dalla normativa come ad elevato rischio.

Infine Rosetti ha definito gravissimo il fatto che si sia tentato, nell’ambito di un tavolo di confronto, di barattare la salute ed il lavoro dei cittadini con altro, perché le illegittimità non si possono sanare.

All’esito della discussione la commissione ha ritenuto opportuno procedere ad ulteriori approfondimenti convocando in audizione: il sindaco Romizi, il vice sindaco Barelli, i dirigenti Antinoro ed Asfalti, il dirigente dell’Avvocatura comunale Zetti, i rappresentanti della Distilleria.

 

IV COMMISSIONE CULTURA/PROSSIMA SEDUTA DOMANI, MARTEDI’ 27 SETTEMBRE ALLE ORE 10,00

La IV Commissione Cultura si riunirà domani, martedì 27 settembre alle ore 9,00 in prima convocazione e alle ore 10,00 in seconda convocazione, per trattare il seguente o.d.g.:

1.Ordine del giorno dei consiglieri Bori, Bistocchi, Vezzosi, Mencaroni: Perugia Sensibile City, politiche sociali ed amministrative di inclusione ed integrazione delle disabilità.

  1. Ordine del giorno del Consigliere Camicia: A Perugia “niente strategia di cura dell’HCV”.

 

Perugia: il nuovo girone dantesco degli automobilisti/Nota stampa e interrogazioni del capogruppo pd diego mencaroni

Siamo di fronte ad una crisi di traffico senza precedenti. La città di Perugia è stretta in una morsa di traffico che non si allenta neanche nelle ore “morte”, i cittadini esasperati segnalano come per percorrere pochi chilometri occorra anche oltre un’ora di tempo. Nelle principali vie di accesso alla città si registrano cantieri di varia natura che strangolano quartieri e frazioni del Comune.

Molti di questi cantieri, come quello della galleria Kennedy, sono aperti e abbandonati a sé stessi. Su questo tema specifico ho intenzione di presentare una interrogazione per conoscere, nelle sedi ufficiali, la situazione e cercherò di svegliare Romizi dal torpore.

Il Sindaco e la sua Giunta di fronte ad un problema complesso come quello del traffico perseguono, scientemente, la politica dello struzzo, per dirla con Eduardo de Filippo cercano di far passare la nottata lasciando i perugini ingolfati lungo le strade di accesso alla città. I perugini sono stanchi.

Era ampiamente prevedibile che si creasse un mix letale per il traffico sommando chiusure sul Raccordo, lavori per la fibra ottica, lavori per il Bulagaio e riapertura delle scuole in concorso con una Giunta insipiente e lontana dalle problematiche dei perugini arroccata dentro palazzo dei Priori e nella città medievale.  Perché determinati cantieri sono rimasti inoperosi nel periodo estivo quando i disagi al traffico sarebbero stati molto minori?

Il perugino medio che viene dalla città densa o dalle frazioni e ha necessità di recarsi al lavoro, ad accompagnare i figli a scuola, ad andare presso il nosocomio cittadino o presso il poliambulatorio di piazzale Europa invece si trova ormai imbottigliato in una sorta di girone dantesco dal quale sembra non poter più uscire senza che si prospettino idee da parte dell’amministrazione Romizi per poter superare il problema. Non si propongono soluzioni di alcun tipo: non si incentiva in alcun modo la mobilità alternativa, le proposte che abbiamo presentato come Opposizione (ad esempio la navetta per collegare l’Ospedale con il Minimetrò) sono state rigettate per meri interessi di bottega, mentre nuove linee di autobus come la “U” girano per la città completamente vuote.

Per quanto riguarda i mezzi pubblici mi chiedo anche a che punto sia il nuovo Piano della Mobilità Sostenibile. A ormai metà consiliatura non vi è alcuna traccia e Sindaco ed Assessore competente, tanto per cambiare, fanno melina sul tema evitando di condividere con i cittadini un Piano che ha ripercussione sulla vita quotidiana dei perugini. Auspico che una scelta importante come quella del nuovo Piano della Mobilità venga partecipata con tutti i cittadini e le categorie sociali e non calata dall’alto degli uffici comunali e di Palazzo dei Priori.

 

Qui di seguito le interrogazioni presentate:

INTERROGAZIONE

Oggetto: Situazione dell’ascensore presso la Galleria Kennedy

 

Ai sensi dell’art. 68 comma 1 del Regolamento del Consiglio Comunale si interroga la S.V. per avere informazioni:

 

–        Circa la sussistenza del seguente fatto:

La città di Perugia è da sempre stata all’avanguardia per quello che riguarda la mobilità alternativa. Da oltre trent’anni esistono vari sistemi di risalita verso il Centro Storico.

 

Uno di questi sistemi era rappresentato da due ascensori che dal piano strada della galleria Kennedy conducevano fino alla piazzetta della Rupe permettendo a perugini e turisti di accedere in una manciata di minuti al Centro Storico.

 

–     Considerato che:

Dopo trent’anni di servizio gli ascensori sono stati messi fuori servizio e ne è stata decisa la sostituzione con un ascensore nuovo posizionato vicino alla strada di accesso per il  Mercato Coperto.

 

Dopo varie vicissitudini è stato presentato il progetto definitivo e a fine luglio 2015 è stato aperto il cantiere prevedendo il termine dell’opera per fine 2015.

 

–       circa la verità del seguente fatto:

Nonostante periodici comunicati stampa del Comune in cui, con toni trionfalistici si prospetta la fine dei lavori entro pochi mesi i tempi di realizzazione si sono prolungati e ad oltre un anno dall’inizio dei lavori il cantiere risulta spesso vuoto o con pochissimo personale recando solamente disagi al traffico e ai pedoni che devono attraversare la strada per salire, attraverso una malferma scala da cantiere, verso il Centro.

 

–       circa i motivi e gli intendimenti  della seguente attività del Sindaco/della Giunta:

Qual è la situazione attuale dei lavori dell’ascensore della galleria Kennedy e quali tempi certi sono previsti per il completamento dei lavori.

 

Si chiede risposta orale

 

INTERROGAZIONE

Oggetto: Nuovo PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile)

 

Ai sensi dell’art. 68 comma 1 del Regolamento del Consiglio Comunale si interroga la S.V. per avere informazioni:

 

–        Circa la sussistenza del seguente fatto:

la legge n. 340 del 24.11.2000 con l’art. 22 ha istituito i Piano Urbani di Mobilità (PUM), intesi come progetti del sistema della mobilità comprendenti l’insieme organico degli interventi sulle infrastrutture di trasporto pubblico e stradali, sui parcheggi di interscambio, sulle tecnologie, sul parco veicoli, sul governo della domanda di trasporto che gli obiettivi dei PUM sono quelli di “soddisfare i fabbisogni di mobilità della popolazione, assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, la riduzione dei consumi energetici, l’aumento dei livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale, la minimizzazione dell’uso individuale dell’automobile privata e la moderazione del traffico, l’incremento della capacità di trasporto, l’aumento della percentuale di cittadini trasportati dai sistemi collettivi anche con soluzioni di car pooling e car sharing e la riduzione dei fenomeni di congestione nelle aree urbane”.

 

–     Considerato che:

Il Comune di Perugia con DG n. 415 del 28.09.2006 ha approvato il Piano Urbano della Mobilità (PUM) per il comune di Perugia.

 

Nelle attività previste dal piano esecutivo è stata inserita anche una fase di partecipazione; tale fase è stata introdotta in quanto il P.U.M., strumento di pianificazione strategica che delinea il sistema della mobilità con un orizzonte temporale decennale, è un piano attorno al quale si ritiene opportuno creare il più ampio consenso possibile, poiché esso deve andare ad incidere sulle abitudini dei cittadini; la fase di partecipazione ha previsto due piani di comunicazione e partecipazione rivolti a soggetti differenti: un piano rivolto ai singoli cittadini, allo scopo di facilitare l’informazione sul PUM e quindi per permettere a tutti di portare il proprio contributo, ed un altro rivolto a soggetti di tipo qualificato, quali rappresentanti delle forze politiche, associazioni di categoria, associazioni di residenti, sindacati, associazioni di cittadini, Consigli di Circoscrizione ecc.; I singoli cittadini sono stati incontrati attraverso le Circoscrizioni: è stato realizzato un primo ciclo di incontri, rivolti ai cittadini delle singole Circoscrizioni, in cui sono stati presentati i contenuti proposti per il Piano Urbano della Mobilità; successivamente è stato realizzato un secondo ciclo di incontri in cui raccogliere le considerazioni, le osservazioni e le proposte di modifica avanzate dai cittadini.

 

Attualmente le necessità legate ai collegamenti si sono modificate vista l’apertura delle nuove direttrici viarie verso Foligno e verso Ancona andando a aumentare sensibilmente il traffico nella zona di Collestrada.

 

–       circa la verità del seguente fatto:

Ad inizio consiliatura il Sindaco e l’assessore Casaioli hanno più volte dichiarato che in tempi brevi si sarebbe provveduto alla realizzazione di un nuovo PUMS per venire incontro alle nuove esigenze dei perugini e di chi si reca a Perugia anche dal resto della regione.

 

Ad ormai metà consiliatura non vi è traccia nei documenti ufficiali del Comune di Perugia del nuovo PUM ne di iniziative di partecipazione e di ascolto delle esigenze della cittadinanza in merito al nuovo PUM.

 

 

–       circa i motivi e gli intendimenti  della seguente attività del Sindaco/della Giunta:

Se si sta procedendo alla stesura del nuovo PUM.

Se si è provveduto a partecipare con i cittadini e le categorie sociali il nuovo PUM.

Quale iter si seguirà per l’approvazione del nuovo PUM.

Se nel nuovo PUM sarà previsto di implementare il servizio della ex ferrovia centrale umbra per favorire i collegamenti tra la zona nord e il Centro Storico e tra il resto della regione Umbria e Perugia.

 

Si chiede risposta orale

 

PERUGIA: RIGENERAZIONE URBANA. Come rilanciare l’economia locale ricucendo e riprogettando una città. Perugia Sabato 1 ottobre, sala S.ANNA dalle ore 9.00/nota stampa del capogruppo ncd scarponi

Uno dei temi sempre più affrontato è quello della rigenerazione urbana. Le politiche nazionali hanno messo in campo numerose iniziative per il recupero architettonico di intere

aree: il porto di Trieste, il recente bando per i comuni capoluogo sul recupero delle periferie, incentivi fiscali sulla ristrutturazione, ora anche il progetto “Casa Italia” legato all’adeguamento sismico maturato dopo il recente terremoto del centro Italia.

In una nota stampa, il Capogruppo NCD in Comune, Emanuele Scarponi, invita cittadini, tecnici, rappresentanti Enti Locali, associazioni del territorio e associazioni di categoria a  partecipare all’incontro Perugia: Rigenerazione urbana, che si terrà sabato 1 ottobre alla Sala Sant’Anna, in Viale Roma a Perugia, a partire dalle 9,00, che vuole essere un’ occasione d’incontro per riflettere su quali potranno essere gli scenari futuri, i possibili progetti e strategie per rilanciare lo sviluppo di Perugia non solo come capoluogo della Regione, ma anche come capoluogo dell’ipotetica Macroregione.

Ogni partecipante avrà a disposizione un intervento della durata di 10 minuti.