Italian Wonder Ways, alla scoperta del Lazio lungo la Via Francigena del nord

(NewTuscia) – VITERBO – E’ l’itinerario più conosciuto, poiché ricalca il diario di viaggio dell’arcivescovo di Canterbury, Sigerico ed era in realtà l’antica via di penetrazione e di conquista dei Franchi. Nel Lazio va dai confini della Toscana, attraverso la Tuscia Viterbese, sino a Roma e lungo il tragitto si incontrano 18 Comuni. Un percorso fatto di suggestioni, dove ogni borgo che si incontra rievoca tempi lontani, storie di santi e di cavalieri, di tradizioni, profumi e sapori genuini. Partendo da Viterbo, città d’arte e storia, lungo gli antichi tracciati di origine etrusca, il cammino diviene man mano racconto, un susseguirsi di scenari sempre molto diversi che conducono infine alla meta desiderata, Roma, la città eterna sede della cristianità.

Le tappe, tra le tante possibili, sono state scelte in base a tre criteri: suggestività dei paesaggi e panorami, agevolezza di percorrenza, presenze storico-artistiche e di prodotti tipici tali da definire culturalmente il Cammino ed il territorio circostante.

Domenica 25 settembre, il gruppo di “pellegrini –social”, provenienti da Italia, Belgio, Olanda, Inghilterra, Austria, Cina e Sudamerica, capeggiato dal tour leader Simone Quilici, componente del gruppo di lavoro regionale per la valorizzazione della Francigena del Nord, dopo aver già percorso i tratti toscani del Cammino, arriva ad Acquapendente dove, dopo essersi ristorati con cena a base di prodotti tipici, li attende la visita in notturna della Cripta del Santo Sepolcro, curata dall’Amministrazione comunale, per la quale Acquapendente è anche detta la Gerusalemme d’Europa. La cripta romanica, risale al XII secolo ed occupa lo spazio sottostante il transetto e l’abside della cattedrale.

Lunedì 26 settembre, Tappa San Lorenzo Nuovo -Bolsena (Km 13)

San Lorenzo Nuovo domina dall’alto il versante settentrionale del lago di Bolsena del quale offre una splendida visione panoramica. La parte più antica, chiamata San Lorenzo alle Grotte, fu abitato dagli Etruschi a partire dal 770 a. C. Il cammino di questa tappa coincide perfettamente con la Via Francigena, che scende dolcemente lungo i declivi dei monti Volsini fino alle sponde del Lago di Bolsena, offrendo suggestivi panorami, prima di raggiungere la città nota per il miracolo eucaristico. A seguire è previsto il trasferimento a Montefiascone, situato lungo la Cassia nel cuore di una zona agricola e vitivinicola. Testimonianze etrusco-romane sul territorio attestano le antichissime origini della cittadina. Il borgo odierno si costituì in epoca medioevale. Il gruppo visiterà la Chiesa di San Flaviano inizialmente consacrata alla Vergine e solo in seguito dedicata al Santo di cui si custodiscono le reliquie. A seguire, nella Rocca dei Papi, fulcro della storia politica e culturale di Montefiascone, agli ospiti sarà offerto un con buffet di benvenuto a cura della Pro Loco di Montefiascone e dell’Enoteca Provinciale.

Nel pomeriggio partenza per Viterbo e tour in pullmino per ammirare il centro storico e il quartiere medievale e poi,  lungo la Cassia Cimina si raggiunge San Martino al Cimino,  borgo creato nel  XIII secolo, a partire dall’edificazione di  un’abbazia ad opera dei monaci cistercensi di Pontigny. La parte alta del centro dell’abitato conserva la chiesa e il secentesco Palazzo Doria Pamphili, costruito per iniziativa di Donna Olimpia, utilizzando parte dei materiali avanzati dalla ristrutturazione del palazzo romano di piazza Navona. Tutto intorno boschi di castagni dai quali proviene uno dei prodotti più importanti dell’economia della zona: la castagna.

Il gruppo farà un passaggio attraverso la Riserva del Lago di Vico, che comprende l’intero bacino lacuale dalla tipica forma a ferro di cavallo, nonché la cinta montuosa che lo circonda, in un paesaggio unico dai colori sempre diversi con il cambiare delle stagioni.  E, infine una sosta a Sutri per visitare la Chiesa della Madonna del Parto, con il mitreo e gli affreschi medievali dei pellegrini. Un luogo suggestivo trasformato in chiesa cristiana, quando il culto di Gesù Cristo ha soppiantato quello di Mitra, dedicata inizialmente a San Michele Arcangelo e nel Medioevo alla Madonna col Bambino (e da qui il  nome).

Alcuni dei Prodotti tipici che verranno fatti degustare ai partecipanti: 

Aglio rosso di Proceno – L’aglio rosso, coltivato nei comuni di Proceno e di Acquapendente, possiede sapore forte, profumo intenso e persistente, buona digeribilità e soprattutto una grande attitudine alla conservazione. Inoltre, lo scapo fiorale dell’aglio rosso può essere consumato fresco o conservato sott’olio. In quest’ultimo caso si ottiene una preparazione, detta “tallo sott’olio dell’aglio rosso di Proceno”.

Farro del pungolo di Acquapendente – Durante l’impero romano il farro era dato in ricompensa agli eroi e come simbolo di onore e gloria; veniva anche utilizzato nei riti propiziatori dalle Vestali. Attualmente in Italia la coltivazione è limitata ad alcune zone della dorsale appenninica, soprattutto in aree di alta collina o montagna. 

Patata dell’alto viterbese IGP – La patata dell’alto viterbese IGP viene coltivata nella zona a nord del lago di Bolsena, in un’area delimitata geograficamente dai comuni di Grotte di Castro, San Lorenzo Nuovo, Gradoli, Latera, Bolsena, Onano, Valentano, Acquapendente e Proceno. In questo territorio la patata trova le condizioni ideali di sviluppo e, grazie alla sua naturale predilezione per i terreni sciolti di origine vulcanica, permeabili, poveri di calcare e ricchi di elementi nutritivi, in particolar modo potassio, ottiene alte rese produttive, insieme ad elevati standard qualitativi.

Fagiolo del Purgatorio di Gradoli – Il fagiolo del Purgatorio di Gradoli è un prodotto la cui lavorazione riguarda una varietà locale seminata da tempo immemorabile. Ne è testimonianza il pranzo organizzato fin dal 1600 a Gradoli in occasione del mercoledì delle ceneri, denominato pranzo del Purgatorio, di cui il fagiolo costituisce il piatto fondamentale.

Olio extravergine di oliva Canino DOP – Il disciplinare della Denominazione di Origine Protetta identifica questo olio come olio extravergine d’oliva prodotto con olive della varietà “Caninese” e cloni derivati,  Leccino, Pendolino, Maurino e Frantoio, coltivate su una fascia collinare compresa tra i 250 e i 450 metri s.l.m. L’ottima resistenza alle alte temperature lo rende ideale per le fritture, ma esalta il meglio delle sue caratteristiche sul pane casereccio leggermente bruscato.

EST EST EST!!! – il pregiatissimo vino di Montefiascone. Secondo la tradizione, fu il vescovo tedesco Johannes Defuk , al seguito di Enrico V di Germania (che nell’anno 1111 stava raggiungendo Roma con il suo esercito, per ricevere dal papa Pasquale II la corona di Imperatore del Sacro Romano Impero) ad  attribuire, in segno d’apprezzamento,  al vino locale l’appellativo EST! EST!! EST!!! 

 

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