Zona Pratoleva, discarica a cielo aperto da due anni (tra rischi di esplosione, per la salute e danni economici)

(NewTuscia) – PRATOLEVA (VITERBO) – “Attenzione pericolo colera”. E’ la scritta, con tanto di frecce indicatori, che campeggia in zona Pratoleva, una località situata nel Comune di Viterbo (con circa 10 residenti), che è un crocevia tra i Comuni di Bagnoregio, Viterbo, Celleno e Montefiascone.

Il perché di questa scritta? Presto detto. Lo si capisce guardando gli occhi della titolare del Bar Burla, storica attività commerciale di zona Pratoleva che da oltre 60 anni, s sconfortata perché prima il Comune di Viterbo si è dimenticato per oltre mezzo secolo che Pratoleva esistesse, quindi fa orecchie da mercante a una discarica con rifiuti di ogni genere che si sono accumulati dietro l’attività che la signora gestisce da subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

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I fatti.  “Abbiamo segnalato che per decenni Pratoleva era stata del tutto ignorata dal Comune di Viterbo per quanto riguarda i servizi ambientali – dice la madre di Paola Burla e titolare dell’omonimo bar -. Dopo le segnalazioni, il 1° giugno del 2014 sono arrivati gli addetti ai lavori e messo alcuni cassonetti. Non l’avessero mai fatti. In poche settimane la zona di Pratoleva, che è di passaggio e crocevia tra i Comuni di Bagnoregio, Viterbo, Montefiascone e Celleno, è diventata un ininterrotto punto di scarico dei rifiuti”.

Il fatto era già noto ma escono fuori delle notizie che lasciano senza parole.

“Succede che qui, tutti i giorni – fa eco Paola Burla – vengono e riempiono tutti i cassonetti in poco tempo e buttano di tutto affianco ad essi. Non c’è nessun criterio, ormai è da due anni un punto usato come discarica a cielo aperto. Per oltre mezzo secolo il Comune di Viterbo si è del tutto dimenticato che esistevamo, da due anni hanno portato i cassonetti ma non effettuano nessun intervento sulla discarica che è qui fissa da due anni e mai nessuno si è premurato di ripulire e controllare. E’ un continuo via vai di persone che scaricano”.

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La situazione, poi, ha riflessi anche economici e di incolumità personale.

“Ho un appartamento sopra il bar – continua Paola Burla – e da anni cerco di affittarlo. E’ impossibile per la discarica dietro l’angolo che fa de panorama. Ma questo è nulla. Insieme alla nostra attività c’è attaccato un distributore di benzina: sotto ci sono circa 10 mila litri che, periodicamente, vengono rimessi per permettere l’erogazione del carburante. Il distributore è a pochi metri dai rifiuti, che sono di ogni tipo e provengono da un po’ tutti i comprensori qui vicino. Mi chiedo: se qualcuno desse fuoco per un motivo qualsiasi a questa discarica, magari qualcuno esasperato per la situazione di incuria o qualcuno senza un particolare motivo, cosa potrebbe succedere? Il Comune di Viterbo ha mai esaminato la situazione? Un incendio a due passi da un distributore di benzina, secondo il sindaco e l’assessore all’Ambiente, è del tutto innocuo? Sono consapevoli che si rischia anche un’esplosione?”.

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Oltre il danno non la beffa, quindi, ma addirittura il rischio serio per l’incolumità personale. Se il tutto non fosse stato segnalato qualche appiglio Palazzo dei Priori ce l’avrebbe, ma non è assolutamente così.

“Abbiamo inviato più di una lettera e varie email al sindaco Leonardo Michelini e all’assessore all’ambiente – continua Paola Burla – ma tutto è rimasto nel silenzio più assoluto. La prima segnalazione è stata fatta il 25 agosto 2014 e quindi una lettera raccomandata al sindaco Michelini. L’ultima comunicazione è del 24 agosto 2016 sempre al sindaco, a Viterbo Ambiente e al IX settore del Comune di Viterbo. Nessuna risposta. Stamattina mi recherò a parlare direttamente con l’assessore Maurizio Tofani e mi aspetto finalmente una risposta concreta. Altrimenti mi rivolgerò alla Procura perché siamo stanchi di questa situazione, che non solo ci crea un danno economico ma pone seri rischi anche per l’incolumità personale, a causa della presenza del serbatoio di benzina, e per la salute, essendo due anni che respiriamo queste schifezze a pochi passi da un’attività di bar”.

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Oltre a tutto ciò, inoltre, Paola Burla ci spiega come “i cassonetti stessi non sono a norma di legge. Per posizionarli il Codice della strada è chiaro: servono chiare distanze dal bordo della carreggiata, segnalazioni colorate ad hoc per vederli di notte ed altro ancora. I cassonetti che sono stati messi nel 2014, invece, questi criteri non li rispettano, stanno in mezzo alla strada”.

Ormai, quindi, i residenti di Pratoleva hanno deciso di passare dalle lettere e le mail alle carte bollate in Tribunale se continuerà il silenzio del Comune di Viterbo. Le foto documentano la discarica a cielo aperto che si è formata da due anni. I sopralluoghi ci sono stati ma nulla è poi seguito.

La titolare, che lavora qui da 60 anni, ci ha anche riferito di un quasi scontro fisico avvenuto tra un residente e un gruppo di persone che, senza alcun problema, in pieno giorno è venuto a scaricare i rifiuti.

Ricapitolando: danno ambientale, economico e salute dei residenti a rischio: se tutto ciò non basta per un intervento immediato di ripulitura del sito da parte di Viterbo Ambiente, su sollecitazione delle autorità competenti, allora davvero i cittadini che pagano le tasse hanno il diritto di chiedersi per quale motivo.

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