La creazione del distretto turistico culturale dell’Etruria Meridionale al convegno “Cambiare l’Italia, cambiare l’Etruria”

LA CULTURA TRA  LE COMPETENZE FONDAMENTALI DEI NOSTRI COMUNI. OCCORRONO ADEGUATE RISORSE E PROGRAMMAZIONE COORDINATA

di Stefano Stefanini

 

(NewTuscia) – VITERBO – Domani venerdi 23 settembre presso l’Hotel Terme Salus di Viterbo il Centro Studi Aldo Moro si terrà il convegno “Cambiare L’Italia, Cambiare l’Etruria”, per discutere, tra l’altro,  delle prospettive e delle potenzialità del neonato Distretto Turistico dell’Etruria Meridionale.

Il provvedimento elaborato recentemente dal ministro dei Beni e Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini di costituzione del Distretto Culturale   dell’ETRURIA MERIDIONALE, vede opportunamente il coinvolgimento, tra i 106 comuni aderenti:

– i 60 comuni della Tuscia viterbese, tra gli 82 comuni del Lazio;

– i 20  dell’Umbria;

– i 22 della provincia di Roma;

– i   4  della regione Toscana

La creazione del Distretto turistico-culturale dell’Etruria Meridionale conferma che  per  i comuni italiani la cultura deve essere sempre più elemento costitutivo dello sviluppo, riconoscendo ai comuni il ruolo fondamentale e le competenze operative.  

Nell’iniziativa promossa dell’on. Giuseppe Fioroni, già sindaco di Viterbo e nei commenti del sindaco di Viterbo,  Leonardo Michelini e della sua vice Luisa Ciambella, come in altri esponenti e sindaci del Centro Destra e del Centro Sinistra viterbese si sottolinea unanimemente, come  risulterà significativo il ruolo dei comuni nella nascita e nello sviluppo del Distretto, quale strumento e volano della valorizzazione turistico-culturale del  territorio caratterizzato dalle comuni origini nella  civiltà etrusco-romana.

Il metodo di amministrare non ha nulla a che vedere con il colore della politica  e delle singole amministrazioni. Al centro c’è’ il Bene del territorio, in questo caso di tre regioni e il patrimonio culturale che vanta ogni comune,  così si sono espressi gli amministratori del comune di Viterbo, che ha seguito da Protagonista l’iter del  Decreto ministeriale Franceschini.

Gli interventi programmati nel corso del Convegno da parte della vice sindaco di Viterbo Luisa Ciambella,  del Sindaco di Viterbo Leonardo Michelini,  del  Direttore dell’ENIT Giovanni Bastianelli, del Direttore Generale del Turismo del Mibact, Francesco Palumbo, del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e del Sottosegretario del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo Dorina Bianchi, chiariranno competenze, risorse e programmazione dell’attività del Distretto .

Ricordiamo che i benefici del Distretto turistico-culturale sono costituiti da finanziamenti, sgravi fiscali, tutela giuridica per le imprese aderenti ed inoltre, cosa di non poco conto i distretti culturali costituiscono zone “a burocrazia zero”.

“La cultura da elemento aggiuntivo deve diventare elemento centrale e costitutivo dello sviluppo nazionale. Solo facendo questo salto di approccio si potranno avere politiche e strategie nazionali organiche, che integrino al massimo il ruolo centrale che i Comuni da anni svolgono in questo settore. E si potrà arrivare ad un utilizzo ottimale di questo asset fondamentale per il nostro sistema paese. Ma per farlo bisogna sciogliere alcuni nodi, a partire dal riconoscimento delle politiche culturali e del turismo come funzioni fondamentali svolte dai Comuni”. Questo in sintesi il ragionamento svolto dal presidente dell’Anci, Piero Fassino, che, alla presenza del ministro Franceschini nel corso dei  lavori di un convegno Organizzato proprio un anno fa  dall’associazione dei Comuni Italiani ANCI, con i responsabili culturali dei Comuni per discutere le proposte per il rilancio della Cultura  nei territori,  per incrementare l’efficienza delle politiche territoriali di tutela e valorizzazione dei beni culturali, di promozione della cultura e di rilancio del turismo.

Il Distretto dell’Etruria dovrà tener presente il Piano strategico del Turismo 2017-2022 che ha ricevuto il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni del 15 settembre con l’obiettivo di farne rientrare principi, obiettivi e contenuti in tempi utili per il varo della prossima legge di stabilità.

Il piano è previsto dal DL 179/2012 (art. 34-quinquies ) convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221.  A questo programma pluriennale) ha lavorato lungamente il Comitato permanente di promozione del turismo in Italia, (istituito con decreto ministeriale 8 agosto 2014 ai sensi  del Codice del Turismo) di cui fanno parte soggetti pubblici e privati coinvolti nel settore, tra cui anche i rappresentanti delle istituzioni territoriali.

Il frutto di questo lavoro è stato proprio il documento relativo al Piano strategico di sviluppo del turismo in Italia (PST), valido per gli anni 2017-2022, che dovrà essere tradotto in piani operativi regionali e che sarà sottoposto a revisioni annuali.

E’ stato dunque seguito un metodo fondato sulla partecipazione e sulla consultazione che ha avuto anche una forte dimensione territoriale. Non a caso il l Piano riconosce nella differenziazione e nella valorizzazione territoriale dell’offerta una leva per la crescita complessiva della competitività del sistema turistico italiano, ma ha lo scopo principale di dare all’Italia del turismo una cornice unitaria, nell’ambito della quale tutti i soggetti interessati possano operare secondo regole omogenee e condivise.  Per questi motivi il documento prevede un insieme di strategie concrete, obiettivi e linee di intervento, per un impegno partecipato e condiviso di istituzioni ed operatori del settore.