Gli 80 anni di Via col vento

Federica Marchetti

(NewTuscia) – Il 30 giugno del 1936 negli Stati Uniti usciva Gone with the Wind (Via col vento) romanzo d’esordio di Margaret Mitchell, sconosciuta giornalista trentaseienne che non avrebbe mai immaginato il destino della sua opera e della sua vita.

Margaret Mitchell detta Peggy, nata ad Atlanta nel 1900 sposata in seconde nozze con il pubblicitario John Marsh, viveva a Peachstreet quando, per colpa di un problema alle caviglie che la costriil_ritorno_del_gn_2015_con_foto_1_201503241110711_vobttotxuimpp2kg8m00uchgbnse a letto per un paio di mesi, scrisse il romanzo che presentò timidamente alla casa editrice Macmillan subito convinta a chiudere un contratto nel 1935. Dieci mesi di revisione (durissimi, secondo la stessa Mitchell, ancor più della prima stesura) con tagli, controlli e riscrittura, il titolo preso a prestito dal verso di una poesia di Ernest Dowson, poi il romanzo viene lanciato dall’agente letteraria Annie Laurie Williams. Dopo due settimane il romanzo ha venduto 200 mila copie e un milione solo dopo sei mesi, ma l’autrice, schiva e riservata, non concede interviste. Quasi subito Katherine Kay, story editor di David O. Selznick, geniale produttore indipendente, inizia a distribuire copie del libro a tutte le donne di sua conoscenza e la storia della Mitchell e i suoi protagonisti finiscono sulla bocca di tutti. Nel luglio del 1936 Selznick riesce ad acquistarne i diritti dalla casa editrice (la Mitchell si era opposta a lungo) per l’enorme somma di 50 mila dollari. La sceneggiatura viene riscritta per ben quattro volte e anche la regia del film cambia mani e da George Cukor e Sam Wood passa a Victor Fleming. La maniacalità di Selznick lo porta a controllare ogni dettaglio, dalle location agli abiti, dal cast (selezioni infinite per scegliere Rossella O’Hara: si parla di 1.400 promargaret-mitchellvini) ai dialoghi (per la margaret-mitchell2celebre battuta finale di Rhett, “Francamente, me ne infischio” in inglese “Frankly, my dear, I don’t give a damn!” per l’epoca troppo volgare, lo stesso Selznick scomoda il capo della censura). Il film costa un vero e proprio patrimonio (3,9 milioni di dollari) ma è ancora oggi il film con il maggiore incasso di tutti i tempi.

Nel 1937 Margaret Mitchell vince il Premio Pulitzer e l’anno dopo viene candidata al Premio Nobel per la letteraura. Il 15 dicembre del 1939 ad Atlanta ha luogo la première del film a cui seguono tre giorni di celebrazioni. Tante sono le curiosità e numerosi gli aneddoti sul film ma su tutti va ricordato che l’attrice Hattie McDaniel, la Mammy del film, che non partecipò alla prima visione del film a causa delle leggi razziali, nel 1940 sarà la prima attrice di colore a vincere il Premio Oscar proprio per il suo ruolo in Via col vento.

Negli anni ’40 la Mitchell si dedica a numerosi progetti umanitari e durante la Seconda Guerra Mondiale fa parte della Croce Rossa. Quando pensa di riprendere a scrivere, ha un incidente: la sera dell’11 agosto del 1949 davanti alla sua casa di Peachstreet viene investita da un tassista ubriaco e dopo cinque giorni di coma muore il 16 agosto senza aver mai ripreso conoscenza.

 Via col vento, unico romanzo di Margaret Mitchell, è un caso editoriale senza precedenti e unico. È un libro entrato nella cultura popolare ed è diventato un punto di riferimento per numerosi scrittori. All’interno dell’affresco storico melodrammatico creato dalla Mitchell, il vero grande capolavoro è il ritratto di Scarlett (Rossella) O’Hara donna volitiva, ribelle che ha insegnato alle donne di tutti i tempi a non piegarsi all’autoritarismo degli uomini e a cavarsela da sola con ottimismo e forza d’animo. Una vera e propria eroina moderna.

Il romanzo ha avuto anche due sequel: nel 1991 Rossella di Alexande Ripley e nel 2008 Il mondo di Rhett di Donald McCaig (sequel del romanzo della Mitchell ma narrato dal punto di vista di Rhett Butler).

Gaetano Alaimo

Direttore responsabile www.newtuscia.it

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