Graforubrica. Alla ricerca della scrittura e della personalità di Santa Rosa da Viterbo

loading...

Tiziana Agnitelli (www.grafologiaequilibrio.com)

graforubrica(NewTuscia) – Ben trovati cari lettori e care lettrici,in questo periodo mi sono dedicata alla ricerca di un “manoscritto” di Santa “Beata” Rosa da Viterbo per poter eseguire un profilo grafologico della sua personalità, purtroppo è stata una ricerca vana in quanto anche chi si occupa da sempre del centro studi che la riguarda mi ha confermato che di scritti di suo pugno non esistono, e probabilmente la stessa non sapeva neanche scrivere; pertanto, avendo invece rinvenuto uno scritto interessante datato 1457, mi dedicherò al ritratto grafologico del notaio “Bartolomeo De Tineosinis” che stilò la minuta del processo di canonizzazione di Rosa da Viterbo.

La prima immagine si riferisce all’intera pagina dello scritto del notaio, ovviamente il modello calligrafico dell’epoca è molto differente da quello attuale, come anche la lingua, ma ciò che colpisce è la personalizzazione e l’eleganza del procedere del filo grafico: chi scrive dimostra di essere un esteta, cultore delle cose/esperienze piacevoli e belle, con una notevole personalità originale e peculiare, certamente indipendente, fiera e orgogliosa, nonché un’intelligenza sottile. In base al simbolismo grafico (studiato e spiegato da Max Pulver) possiamo dire che il notaio Bartolomeo cerca di “sganciarsi” da una madre possessiva e da un passato che non lo rappresenta più (margine sinistro); risulta essere una persona equilibrata (spazio tra righe), non ha paura del futuro e dell’incerto in quanto consapevole delle proprie risorse e capacità (margine destro e tenuta del rigo), mentre mal sopporta le “regole” stabilite dall’Alto, anche se sa adattarcisi per non “subirne” le conseguenze (impostazione generale dello scritto). Il notaio cerca di controllare la propria aggressività e il proprio decisionismo, a volte con scarso successo (tratti lanciati e svolazzanti).

manoscritto-santa-rosa1

Proseguendo l’analisi grafologica nel dettaglio e nel particolare del filo grafico si nota come il notaio sia molto attivo su più fronti, gli piaccia cimentarsi nel realizzare più progetti e attività sia ludiche che lavorative, inoltre lo stesso ha una passione per tutto ciò che riguarda gli affari e il “guadagno”, i soldi gli permettono di concedersi ciò che più gli piace e ama: sono il mezzo, non il fine.

Nei modi risulta essere gentile e cordiale, ma pronto a “colpire” e affondare l’avversario. Certamente è anche generoso con chi ha bisogno e difficilmente nega il proprio aiuto, sempre che tale aiuto non leda i propri interessi.

Ha un’intelligenza vivace, sottile e dotata di ampi collegamenti, gli bastano un paio d’indizi per rendersi conto del quadro generale e mettere a posto tutti i pezzi del puzzle.

Quello che mi ha colpito di più di questo piccolo grande uomo romantico, ma anche molto combattivo, è il tratto (segue la foto del particolare): possiede un ritmo molto originale e direi quasi unico nel suo genere (almeno per me e gli studi eseguiti in tanti anni di attività).

particolare-manoscritto-santa-rosa

 

Il notaio mentre scrive (ricordo che la scrittura è il prodotto del cervello) imprime una propria cadenza e una peculiare pressione al solco grafico; infatti, se osservate attentamente le lettere si alternano tra un tratto leggero e un tratto pastoso (anche le stesse lettere) e tale alternanza non corrisponde alla gestualità perché a volte le lettere con tratto pastoso riguardano i tratti discendenti, altre volte riguardano le vocali che sono “oscurate” e riempite dall’inchiostro (cerchi rossi). Un animo che si dibatte tra leggerezza e pesantezza, tra luce e ombra, tra spirito e materia. Un uomo particolare e unico, peccato non possa “contestare” o “asseverare” il mio profilo, ma chissà che non possa arrivarmi un segno da parte sua, ovunque si trovi. Una prece.