Una serata da “Gloria”

Virginia Duranti

(NewTuscia) – VITERBO – Trenta metri di altezza per cinDSC_4259que tonnellate di peso, Gloria in Excelsis illuminerà Viterbo per le vie del centro storico , portata in spalla da centotredici uomini. In memoria di Nadia Benedetti, concittadina brutalmente uccisa a Dacca, capitale del Bangladesh il luglio scorso, i viterbesi tutti e le vittime del terremoto del 24 agosto.

Da un’idea di Raffaele Ascenzi architetto ed ex facchino, il campanile di luce ha linee in stile gotico e barOcco che nella giusta misura donano all’intera struttura un’armonia perfetta. Non mancano i richiami ai simboli di Viterbo, particolarmente intensa l’impronta religiosa.

” Nei momenti più importanti la matita andava da sola” dichiarerà l’architetto a dimostrazione che davvero, per i viterbesi, Rosa è ispirazione di fede.

Tutto è pronto per il Trasporto della Macchina di Santa Rosa 2016.

Viterbo appare completamente blindata elevati i controlli, diversi i dispositivi di sicurezza. Un percorso più lungo attende la nostra piccola Santa poichè quest’anno ricorre il Giubileo della Misericordia: circa due chilometri per sette soste previste. I facchini, dopo il tradizionale tratto, arriveranno a Piazzale dei Caduti, torneranno indietro a Piazza Verdi e percorreranno di corsa, la salita che porterà la Macchina di fronte alla Basilica di Santa Rosa dove si concluderà la manifestazione.

Le sale del Comune hanno un’aria solenne e rispettosa . Tra gli ospiti il rappresentante dell’Unesco Francisco Morales. gli assessori di Palmi, Sassari e Nola le tre città che insieme a Viterbo costituiscono l’associazione delle macchine da pesa che hanno permesso alla Macchina di Santa Rosa di diventare patrimonio immateriale dell’umanità, il sottosegretario del Ministero degli affari esteri Benedetto Della Vedova,  l’antropologo Antonio Riccio, il pittore caravaggista, Roberto Ferri, l’ambasciatore di Svezia Robert Rydberg e l’architetto di fama internazionale Gianni Quaranta.

Previsto un doppio “sollevate e fermi” di fronte al Santuario di Santa Rosa. A sorpresa, e questo è l’ultimo dono che il Sodalizio ha voluto fare alla città, improvvisamente la Macchina di Santa Rosa si illumina di fiamma viva.

Esplode la gioia e la gratitudine di tutti per un percorso ancora una volta, difficile, ma completato,.