Viterbo, tra Plus e … “menus”

ufficio turistico viterbo
La pensilina del Sacrario, è stato creato dentro l’ufficio turistico di Viterbo

Gaetano Alaimo

(NewTuscia) – VITERBO – “Apre anche la nuova struttura ricavata dalla pensilina del capolinea dei bus, questa opera è stata finanziata dalla UE per un progetto di sviluppo economico della città, un’opera che abbiamo pensato per valorizzare le produzioni, ma oggi l’amministrazione ha deciso di posizionare l’ufficio turistico, non è un problema, l’importante è che sia funzionale, all’interno c’è tutto quello che serve per accogliere, questo credo sia un buon segnale, accogliere. Anche questa volta un ringraziamento a chi ha lavorato per raggiungere questo risultato. Dobbiamo continuare così, investire sull’accoglienza”.

Giulio Marini, dopo l’ìnaugurazione dell’ascensore a Valle Faul, parla della pensilina del progetto Plus, realizzata per rilanciare il capolinea dei mezzi urbani.

ascensore valle faul
L’ascensore dei Valle Faul

E’ un Marini che sembra un assessore ai lavori pubblici dell’attuale amministrazione Michelini, lo vediamo presente e intervenire per ogni inaugurazione e un riferimento della stampa se si parla del Plus. In realtà fu lui a captare i fondi europei e a spingere per la realizzazione delle opere.

Quello che conta è che Viterbo esca dalle secche di un turismo ancora non all’altezza della situazione: ascensore e pensilina nuovi sono un segnale, ma timido e insufficiente. Serve anche che l’ordinario venga sviluppato e subito: parliamo in primis delle strade disastrate e di una viabilità da rivedere.

Nel primo caso stride  vedere, come da foto sopra, una struttura moderna, attesa da decenni (anche se tutta da valutare nel suo utilizzo da parte dei cittadini) con  a fianco un asfalto ormai da rifare completamente. E’ anche una questione di gusto, perché modernizzare una città dà per scontato che l’ordinario sia stato già espletato. Ma a Viterbo non è così. Urge un programma di lavori pubblici dopo i primi, flebili segnali, che si stanno avendo per la (ri)programmazione del commercio e del centro storico.

Quindi la viabilità. Non è possibile vedere ancora ingorghi in molte aree per la mancanza di criteri logici. Stride, come nel caso del confronto strutture moderne-asfalto colabrodo, la viabilità proprio in zona Sacrario. Da anni denunciamo che non è possibile convogliare il senso di marcia verso via Marconi in direzione di valle Faul per farlo ritornare verso il centro con la strada in curva, discesa e strettoia di via San Giovanni Decollato.
Quello che fu il percorso del torrente Urcionio è incredibilmente ancora percorso nel senso sbagliato. La città si snoda da via Marconi, scendendo da via Ascenzi e in direzione di piazza Verdi e via fratelli Rosselli.

Sono solo poche considerazioni per ridisegnare una Viterbo davvero da terzo millennio dopo decenni di immobilismo.