Centro storico, Michelini fa “strage” delle minoranze. “Sappiamo già cosa c’è da fare”

Zio Fester

(NewTuscia) – VITERBO –  Il consiglio straordinario sul centro storico, richiesto e ottenuto da centrodestra e M5S, si è aperto con due momenti di commemorazione: quello ai morti del terremoto e dell’ex assessore Graziotti. Oltre a ciò è stata accettata all’unanimità la proposta di Paolo Moricoli di devolvere il gettone di presenza alle popolazioni terremotate.

Subito dopo, però, i dissidi politici sono riesplosi in tutta la loro forza.palazzo_dei_priori_cortile_201510291174207_rrx4sxthz7zat0diy1vi3g3ik

Si conclude il tutto  con una sportellata in faccia a tutte le proposte delle minoranze e le considerazioni di chi ha voluto questo appuntamento. Sì, perché se, da una parte, sono pronti a partire la chiusura programmata del centro storico e (deo gratias!) l’ascensore di Porta Faul, si rischia di fare l’ennesimo salto nel buio per una serie di ragioni.

Ma facciamo un salto indietro.

Chiamatela chiusura programmata del centro storico nelle fasce orarie 10,30-13 e 15,30/20 ma non chiamatela pedonalizzazione. Parola dell’assessore Alvaro Ricci che, se si facesse quattro passi in questi giorni di fine estate, rischierebbe di essere preso sotto da auto non autorizzate che sfrecciano, spesso senza alcun controllo, per le vie del cuore cittadino. Intanto Santucci (Fondazione) rincara la dose: “Da Porta Romana al Sacrario spesso fanno gare assurde di velocità”.

Ricci poi si sofferma sull’inciviltà di chi ha distrutto già due videocamere di sorveglianza della zona a traffico limitato: “Solo a Viterbo succedono certe cose…”.

Dalla cruda realtà di un centro storico fai da te, tra buone intenzioni e risultati mediocri, passiamo al vil denaro.

Giustamente Giulio Marini (Forza Italia) e Gianluca De Dominicis (M5S), nei loro interventi, hanno fatto notare al duo Saraconi-Ricci,  rispettivamente che, per il Plus, siamo ormai quasi a un anno dalla presentazione ed è ancora tutto fermo, mentre prevedere una chiusura del centro storico senza servizi come bus navetta è inutile. “Inoltre i soldi Francigena per i bus navetta non li ha”, chiosa De Dominicis, quindi ecco i rischi di buco nell’acqua.

La querelle centro storico fa rima anche con sicurezza. Ma non se ne parla, o quasi. Al centro del consiglio comunale straordinario sul centro storico c’è il Masterplan, che l’assessore Saraconi vede come motivo del successo della prossima Ztl: “Siamo già in fase avanzata e, dopo la condivisione con i cittadini, sarà pronto a ottobre”. I residenti verranno esonerati dalle fasce orarie ma, puntuali come ogni volta, insieme ai dubbi sollevati sopra dalle minoranze ci saranno quelli relativi ai controlli e la perenne assenza di personale di Polizia locale disponibile. Anche se le nuove assunzioni previste potrebbero essere una risposta.

Su questi concetti si è snodato l’intervento di Claudio Ubertini, che parla addirittura della prossima campagna elettorale del centrosinistra sul tema del Masterplan.

L’ex consigliere delegato allo sport, Sergio Insogna ora al Gal con Moltoni, ha criticato lo scambio tra Ricci e Saraconi per l’assessorato al centro storico: “Si è azzerato il lavoro e cambiata nettamente strategia, vanificando tutto”.

A intervenire per ultimo è, come di consuetudine, il sindaco Leonardo Michelini, che critica l’impostazione dei testi presentati dalle minoranze alla votazione dell’aula e ricorda, contro ogni polemica, l’intenzione di partecipare all’adesione al Piano nazionale per la sicurezza del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Per Michelini quest’ultimo punto, così come il Masterplan e la prossima chiusura del centro storico, sono di per sé dei fatti di rilievo per parlare di impegno di questa amministrazione verso il centro storico.

Per ora, sintetizzando, ci sono tante buone intenzioni. Michelini & co. si giocano buona parte della loro speranza di riconferma sull’inversione di tendenza di un centro storico viterbese con viabilità allo sbando, degrado dei vicoli medievali e assenza di una vera programmazione pluriennale di sviluppo.

Con l’avvento di altre realtà della grande distribuzione, tra cui Upim e Decathlon, il rischio è il colpo mortale per il cuore di Viterbo. Se Michelini fa 4 passi tra via Saffi e via Cavour sa il deserto che già trova, mentre ci sono già intere aree-dormitorio e di espansione della sola presenza extracomunitaria perché private di ogni fermento commerciale e di eventi.

E Michelini, tutto ciò, lo sa benissimo.