Boldorini non molla: “Avevano già deciso di farmi fuori”

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Riceviamo e pubblichiamo

(NewTuscia) – BASSANO ROMANO – Non si placano le roventi polemiche all’indomani dell’esternazioni pubbliche di Alfredo Boldorini. Il consigliere comunale, dopo aver manifestato a tutti il suo particolare momento circa la crisi in maggioranza, rincara la dose. Dopo le pesanti accuse di ieri, Boldorini passa in rassegna altri momenti della ventotto giorni di frizioni che sta – in qualche modo – creando scompiglio in paese.

“La sera del 1 agosto u.s. – aggiunge particolari alla vicenda, Boldorini – senza che io ne sapessi nulla, all’oscuro di tutto, senza essere informato che la mia testa stava per essere tagliata, senza conoscere ulteriori dettagli, senza essere stato invitato, veniva organizzata – a mia insaputa, quindi – una riunione segreta dove si sarebbe discusso il mio futuro, in relazione a

Alfredo  Boldorini
Alfredo Boldorini

i possibili risvolti, anche legali, del caso del dipendente. Che ovviamente avrebbe avuto strascichi d’immagine anche sulla “Casa di vetro”. Da questa riunione sono usciti con un verdetto: dimissioni totali per problemi lavorativi. Si, avete capito bene. Secondo loro, io mi sarei dovuto dimettere da tutti gli incarichi dopo soli due mesi. Agli occhi dell’opinione pubblica questo mio doppio passo indietro (da Presidente del Consiglio comunale e da consigliere comunale ndr) doveva passare come un “improvviso cambio di turnazione che non mi consentiva più di seguire l’attività amministrativa”. Fatto questo passo, compiuto questo gesto, nulla sarebbe successo, nulla sarebbe andato avanti, tutto era sotto controllo, tutto sarebbe stato gestito a modo, tutto sarebbe stato tranquillo sotto un certo – particolare – profilo. Non so se mi sono spiegato. Io sono stato al gioco. Ho fatto quello che mi hanno chiesto di fare, ho assecondato il loro volere. Con riserva però, con una restrizione. Che significa? Significa che per formalizzare le dimissioni, per rendere efficace la procedura, la lettera – secondo quanto stabilito dall’articolo 38 comma 8 del Testo Unico degli Enti Locali – andava consegnata di persona o tramite delega autenticata. In caso negativo si sarebbe trattato di un foglio privo di efficacia, di un pezzo di carta qualsiasi. Da questo momento in poi – visto il mio rifiuto – è iniziato uno scontro frontale con tutti. Ho ribadito che non mi sarei mai dimesso, per di più prendendo in giro i miei concittadini con la storiella del lavoro. Non sarei mai andato al protocollo a consegnare quella lettera. Mai. Ed infatti no

n l’ho fatto. Per il rispetto che ho verso i concittadini che mi hanno dato fiducia e poi perché non ho fatto nulla di grave per cui giustificare un tale passo. Ma chi ci avrebbe creduto a questa storiella? Dopo soli due mesi poi? Suvvia amici, abbiamo un ruolo di responsabilità, non dobbiamo cadere in queste facili tentazioni, non dobbiamo mistificare la realtà. Eppure questa cosa mi è stata prospettata. Anzi, sono stato caldamente invitato a fare questo passo. Ma hanno fatto i conti senza l’oste…”.

 

 

Alfredo Boldorini

Consigliere Comunale Bassano R.