Amarcord di Giulio Marini sul Trasporto della Macchina di Santa Rosa: “Nella mia prima volta da sindaco tremavo dall’emozione”

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(NewTuscia) – VITERBO – E’ passata la giornata di Ferragosto e cominciano ad essere più evidenti i preparativi per il passaggio della Macchina di S.Rosa.

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Giulio Marini

Tutti i preparativi sono di carattere organizzativo, oggi è visibile l’aspetto lavorativo di quello che è il clou della festa di S. Rosa. Passeggiando per Viterbo cominci a vedere gli operai delle varie ditte appaltatrici che lavorano con lo spirito giusto, essere protagonisti per quella sera in Italia è qualcosa di eccezionale e, grazie ad un’azione di promozione centellinata nel tempo, il 3 Settembre ha attraversato i confini internazionali.

Ogni anno ripercorro i ricordi di questa esperienza con la determinazione che l’età non dovrà mai farmi dimenticare, perché dietro ai lavori degli operai di oggi c’è l’esperienza di Tutti per organizzare nel modo migliore una manifestazione unica al Mondo.

Oggi possiamo fregiarci del riconoscimento Unesco, frutto di una battaglia politica a livello nazionale vinta in collaborazione con altre feste molto importanti.

Ma, purtroppo, non possiamo immaginare quanto sia difficile competere con territori agguerriti nella promozione della loro cultura, pensate che il riconoscimento Unesco delle Macchine a Spalla è passato dietro la mediazione politica di un Governo di centrodestra,  avallato dal successivo Governo di centrosinistra, significa che il progetto era stato costruito molto bene e che aveva basi solide, altrimenti non sarebbe mai arrivato a Baku.

Ritornando per le vie della città, vediamo i lavori di allestimento delle strutture per vedere le immagini riguardanti la diretta del passaggio della Macchina in via Marconi fino a piazza del Sacrario in onore del Giubileo della Misericordia. Vediamo le forze dell’ordine che stanno predisponendo nei minimi particolari i vari servizi, perché, con l’allungamento del percorso, ci sarà un impegno di gran lunga superiore agli anni passati, vediamo i costruttori carichi di adrenalina che operano attentamente per fare  la loro parte alla amata città, aspettiamo le cene organizzate dal Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa per contribuire allo sviluppo solidale.

Quest’anno, in onore del Giubileo, poi ci saranno manifestazioni eccezionali come il trasporto del corpo di S. Rosa lungo le vie cittadine e qui entra un ricordo indelebile, quando nel 2008, per i 750 del trasposto della Santa, si fece analoga manifestazione e quel pomeriggio, in piazza del Plebiscito, dovetti per la prima volta da Sindaco della città di Viterbo onorare  S. Rosa, un’emozione indescrivibile, un groppo alla gola che non mi permetteva di parlare, le gambe che mi tremavano, cosa poteva essere più emozionante per un viterbese incallito come me? Parlare ad una platea immensa accanto al corpo di S. Rosa  disposto nell’urna, che avevo contribuito, nell’esperienza di Presidente della Provincia negli anni passati, a qualificare con le più moderne tecnologie.

Il miracolo di S. Rosa ogni anno esplode in una città che a volte sembra assonnata, ma poi, come lo sbocciare di un fiore prezioso, si carica di grande forza e, sulle spalle dei suoi facchini, marcia per le vie di Viterbo.

Per un amministratore affrontare l’organizzazione della Festa, dalla fase progettuale a quella dell’attuazione, arrivando al momento in cui la sera del 3 settembre si afferma che il percorso è libero e si passa l’elemento che aggrega migliaia di persone ai Facchini, è una carambola di sensazioni  di una forza indescrivibile, che nella vita solo i viterbesi hanno la fortuna di avere. Viva S. Rosa!