Caravaggio come Pasolini, Sgarbi: “La Macchina di Santa Rosa esempio di promozione, altro che i Bronzi di Riace…” (VIDEO)

Gaetano Alaimo

(NewTuscia) – VITERBO – “L’intuizione di portare la Macchina di Santa Rosa ad Expò è stata molto intelligente da parte del Comune di Viterbo, uno dei pochissimi casi di lungimiranza. Renzi mi fa ridere quando ha detto che i Bronzi di Riace traevano vantaggio indiretto dall’Expò: a Milano ci sono state decine di milioni di persone, a Reggio Calabria 40 mila”.

E’ un Vittorio Sgarbi incontenbile quello che si è visto ieri sera per la chiusura della stagione teatrale di Ferento. La serata, interamente dedicata alla descrizione della vita e delle opere del Caravaggio, ha ammaliato tutto l’attento pubblico che, quasi in ogni ordine di posti, ha assiepato il teatro romano di Ferento.

In prima fila il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini e gli assessori comunali Antonio Delli Iaconi e Giacomo Barelli che, ovviamente, hanno sentito musica per le loro orecchie quando Sgarbi ha parlato della Macchina di Santa Rosa come esempio di lungimirante gestione amministrativo-promozionale “per fare conoscere a milioni di persone un evento come la Macchina di Santa Rosa”. La battuta su Renzi e i Bronzi di Riace, “che per la mancanza di alberghi attirano 40 mila visitatori all’anno, mentre la Macchina di Santa Rosa all’Expò milioni”, la dice lunga sulla personalità del professor Sgarbi. Che dice sempre quello che pensa, senza eccezioni. Così come per la presunta trattativa Stato-Mafia, quando “mandai un mio incaricato a trattare per il recupero, in sinergia con il ministero degli Interni, di importanti opere d’arte tra cui uno degli ultimi capolavori del Caravaggio: li presero e non ci fu il tempo di recuperare l’opera d’arte”.

 

Il parallelismo continuo tra il Caravaggio e Pasolini è una costante dello show di Vittorio Sgarbi, che analizza la natura strettamente umana dei due personaggi che, a distanza di 400 anni, possono essere considerati quasi il maestro e il discepolo. Due uomini che hanno anticipato i tempi, il primo introducendo i primi concetti di fotografia e immagini in movimento con i suoi quadri, il secondo analizzando in modo diretto e senza conformismo la società del suo tempo e prevedendo evoluzioni che oggi conosciamo. Entrambi anticonformisti Caravaggio e Pasolini, tutti e due geni e precursori dei loro tempi, insieme segnati da una fine drammatica.

“Come Caravaggio anche Pasolini rappresentava nelle sue opere la propria vita, senza filtri – ha detto Sgarbi – il suo era un amore molto fisico e le immagini e i film che metteva in scena non lo nascondevano. Pasolini lavorava in un periodo in cui la DC comandava e dettava le regole: molto del genio di Pierpaolo era incompreso e messo al bando”. Così come Caravaggio, che ebbe il merito di “trasferire nelle immagini sacre, come quelle della Madonna, del bambino Gesù e dei santi, una umanità inedita, e anche pitture sacrificali come il taglio delle teste non avevano una funzione celebrativa ma interamente realistica”.

Dal canto suo, il pubblico ha riservato una vera e propria ovazione a Sgarbi, anche quando ha ricordato le sue idee su vari fatti di attualità. Puoi essere o non essere d’accordo sul fatto che “il cristianesimo è la religione della vita, l’Isis solo della morte, senza attenuanti ideologiche” o che “sono inetti quei presidi che si ostinano a negare il presepe e il crocifisso nelle scuole, il primo è l’essenza stessa della nostra civiltà occidentale, il secondo simbolo di vita”, ma non puoi negare la genuinità e convinzione contro tutto e tutti del professore di Ferrara.

Sgarbi è il personaggio per eccellenza: non solo prolusioni culturali ma analisi sull’attualità, che si intrecciano con scambio pepato di battute ironiche col pubblico e con gli ammistratori in prima fila.

“Quello che lascia stupefatti – ha detto ancora Sgarbi – è che molti under 40 oggi confondano nomi dell’arte come Ligabue e Morandi con i due cantanti, mentre per l’accostamento tra Tiziano e il cantante Tiziano Ferro ci stiamo lavorando…”.
Il professore, a fine spettacolo, ha firmato il suo ultimo libro e ci ha parlato del suo amore per Viterbo e ringraziato NewTuscia per le riprese che abbiamo effettuato e che gli invieremo.

Intanto facciamo un microappello al sindaco Michelini affinché inviti il professor Sgarbi come ospite d’onore al prossimo Trasporto della Macchina di Santa Rosa, il binomio con Viterbo di Vittorio è ormai inscindibile.