Riforma Boschi: 100 Senatori intoccabili

(NewTuscia) – VITERBO – Il Comitato per Il No alla modifica per la Costituzione di Viterbo e provincia, scende in piazza del Teatro a Viterbo,  sabato 13 dalle ore 17,30-20, per informare la popolazione sul perché questa Costituzione non debba essere modificata. Uno dei più grandi motivi di propaganda è l’abolizione del Senato, ma questo è palesemente falso, come spiegano Alessandro Pace e di Andrea Aurelio Di Todaro

“La riforma Boschi, nell’attribuire ai consigli regionali, e non ai cittadini, il diritto di

eleggere il Senato (100 senatori), viola la sovranità popolare, di cui «la volontà dei cittadini espressa attraverso il voto (…) costituisce il principale strumento di manifestazione», come

affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 1 del 2014.

La riforma non abolisce affatto il Senato ed anzi ne ribadisce la funzione legislativa e

quella di revisione costituzionale, ancorché, non essendo stato eletto direttamente dal

popolo, il Senato sarebbe privo della legittimazione democratica.

Inoltre, la riforma prevede che i senatori esercitino contemporaneamente anche le funzioni di

consigliere regionale o di sindaco, senza considerare che l’importanza e l’onerosità delle

funzioni senatoriali (funzione legislativa ordinaria e costituzionale; raccordo tra lo Stato, le

Regioni e i comuni, con l’Unione Europea; valutazione delle politiche pubbliche e

dell’attività delle pubbliche amministrazioni; verifica dell’impatto delle politiche

dell’Unione Europea sui territori ecc. ecc.) ne renderebbero aprioristicamente impossibile

il puntuale espletamento.

I futuri 100 senatori, in quanto sindaci o consiglieri regionali, non saranno compensati

per le loro funzioni di senatore, ma avranno soltanto un “rimborso-spese”. Godranno

dell’insindacabilità giudiziaria per i fatti posti in essere nell’esercizio delle proprie funzioni

– il che è condivisibile – e, ancorché senatori solo part time, godrebbero anche

dell’immunità “personale” dagli arresti, dalle perquisizioni personali e domiciliari, e dai

sequestri della corrispondenza, col rischio – connesso all’abnorme numero dei consiglieri

regionali attualmente indagati o addirittura rinviati a giudizio – di trasformare il Senato in

un refugium peccatorum.”

Il Comitato per il No di Viterbo e Provincia invita associazioni, enti, sindacati, etc ad unirsi a questa lotta e a formare Comitati in ogni paese della provincia. nfo: cdcviterbo@gmail.com

Il Comitato per il No di Viterbo e Provincia