Comune di Perugia: dibattito sull’affidamento degli impianti sportivi

(NewTuscia) – PERUGIA – Si è tenuta questa mattina in V commissione, Controllo e Garanzia, la discussione della richiesta di attivazione presentata dai consiglieri del Gruppo PD, riguardo all’affidamento in concessione del Palasport Evangelisti, del Palazzetto Pellini e del complesso sportivo Santa Giuliana secondo la determina dirigenziale 73/2015.

I consiglieri in particolare hanno chiesto di verificare la sussistenza di tutti i requisiti necessari richiesti dal bando in oggetto al fine dell’aggiudicazione dell’affidamento in capo alla società aggiudicatrice Kronogest ssd arl, nonchè l’effettiva sottoscrizione del contratto di affidamento tra il Comune di Perugia e la stessa società.

Chiedono, altresì la verifica dell’effettività e della correttezza della gestione e manutenzione ordinaria degli impianti oggetto dell’affidamento da parte della società Kronogest ssd arl, anche sulla base ed in conformità dei progetti e piani presentati in sede di offerta e che hanno contribuito all’ottenimento di un punteggio complessivo superiore rispetto alle altre ditte concorrenti  di quella straordinaria, ed infine, dell’andamento dei rapporti lavorativi in essere alle dipendenze della suddetta ditta, anche sulla base della lettera inviata dal Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione CGIL Umbria alla società Kronogest ssd arl in data 29 aprile 2016 (di cui si allega copia) e a verificare l’effettivo regolare pagamento degli stipendi ai lavoratori.

Come ha spiegato nel dettaglio il capogruppo Pd Diego Mencaroni in commissione, la richiesta di attivazione dei consiglieri parte a seguito di alcune istanze di accesso atti agli uffici competenti e finalizzate a comprendere le cause del cattivo stato di manutenzione degli impianti sportivi oggetto di affidamento, dalle quali è emerso che l’amministrazione dapprima (6 agosto 2015) ha indetto un bando pubblico per l’affidamento dei tre impianti sportivi di rilevanza economica (Palasport Evangelisti, Palazzetto Pellini e Stadio Santa Giuliana), poi annullato il 24 agosto in autotutela. Il comune ha quindi emanato un altro bando per l’affidamento dei tre impianti sportivi lo scorso 8 ottobre, con una gara aperta a rilevanza comunitaria, per la durata di 4 anni e con importo complessivo a base d’asta di 180.000 euro, dalla quale, peraltro, era escluso l’impianto fotovoltaico del Palasport.

Gia all’epoca –ha ricordato Mencaroni- il gruppo consiliare PD, preso atto della revoca dell’avviso pubblico per gli impianti di rilevanza economica, aveva richiesto in data 26 agosto 2015 la revoca immediata degli avvisi pubblici di manifestazione d’interesse per gli altri impianti sportivi di rilevanza municipale per varie ragioni, diffidando l’Amministrazione a ristabilire la legalità violata revocando senza ritardo gli avvisi pubblici in oggetto al fine di evitare le gravi illegittimità che si prospettavano.

Mencaroni ricorda ancora che il 22 dicembre scorso avveniva l’aggiudicazione definitiva del bando alla società Kronogest ssd arl, per un importo annuale di € 171.000,00. “Ma la situazione degli ultimi giorni –ha detto- ci dimostra come la questione sia da trattare con la massima attenzione, nell’interesse della città.”

In commissione erano presenti, insieme all’Assessore allo Sport Emanuele Prisco, anche l’ing. Moretti e il geometra Giacomo Capone, a spiegare ai commissari sia gli aspetti politici che amministrativi della vicenda.

“Il contratto con la società Kronogest –ha spiegato Moretti- non è stato ancora firmato, nell’attesa di completare tutte le verifiche sui documenti presentati dalla società, in ogni caso, essa ha preso in gestione gli impianti dal 1° febbraio, avendo tutti i requisiti richiesti dal bando e essendosi regolarmente aggiudicata la gara. Dobbiamo evidenziare –ha spiegato ancora Moretti- che gli impianti ci sono stati riconsegnati dal vecchio gestore (la società Darwin) in condizioni precarie, non più adeguati alle autorizzazioni che avevano, per cui abbiamo dovuto rifare tutte le certificazioni e questo è stato uno de motivi per cui ci sono stati ritardi nella consegna stessa degli impianti.”

Il consigliere PD Tommaso Bori ha insistito nel chiedere spiegazioni rispetto al fatto che all’emanazione del primo bando la società che Kronogest non esisteva nemmeno, ma sarebbe stata creata tra il primo e il secondo bando (quello annullato e quello a valenza europea): “Non esistendo non poteva nemmeno presentare i bilanci né tantomeno l’esperienza richiesta nel bando –ha spiegato Bori – senza considerare che abbiamo lettere dei lavoratori che denunciano una situazione lavorativa non adeguata e il mancato pagamento degli stipendi.”

A queste domande ha risposto il geometra Capone, spiegando che al momento del primo bando Kronogest esisteva e ha presentato domanda, una domanda che non è stata peraltro aperta dal momento che il bando è stato annullato. Per l’aggiudicazione c’è stata una apposita commissione che ha valutato idonei i requisiti presentati, peraltro nell’ambito di un bando che prevedeva la partecipazione allargata, secondo quanto previsto dalle norme vigenti in materia e dalle indicazioni dell’autorità di vigilanza.

“In passato –ha aggiunto Capone, su richiesta di alcuni consiglieri- abbiamo fatto diversi controlli e segnalazioni al vecchio gestore, ma la scelta è stata quella di andare avanti nell’interesse delle società sportive, finchè la Darwin, in preda alle difficoltà, ci ha restituito gli impianti in anticipo e abbiamo trovato una situazione problematica sotto molti aspetti.”

Sulla questione dei lavoratori, Capone ha anche spiegato che il comune è obbligato a richiedere il DURC emesso da Inail e Inps, dal quale risulta che sia tutto a posto, che i pagamenti siano regolarmente effettuati.

I consiglieri Bori e Mencaroni hanno voluto sottolineare che non si tratta di un muro contro muro, ma di trovare la soluzione ad un problema che investe la città. “Non facciamo come con le mense –hanno sottolineato- perché il problema diventa insostenibile per le società sportive e richiede una mediazione politica dell’amministrazione nell’interesse della città.”

Su questo è stato esplicito l’intervento dell’Assessore allo Sport Emanuele Prisco, che in apertura ha ricordato come nel 2005, quando fu fatto il precedente bando, i requisiti richiesti erano talmente stringenti e particolari che solo una società poteva di fatto partecipare .

“In quell’occasione –ha ricordato Prisco- la stessa Autorità di vigilanza dell’epoca ha segnalato che l’individuazione di criteri troppo specifici poteva avere effetti distorsivi ingiustificati sulla concorrenza. Ma il comune è andato avanti con i risultati che poi conosciamo tutti e quindi con la restituzione anticipata degli impianti che ha rischiato di lasciare utenti e lavoratori a piedi.”

L’assessore ha quindi spiegato nel dettaglio che la scelta di distinguere gli impianti sportivi di rilevanza economica  e polifunzionali dagli altri invece più specialistici, legati ad una disciplina piuttosto che ad un’altra, è stata dovuta ad una volontà di mettere al riparo l’attività sportiva stessa (o almeno gran parte di questa) da situazioni come quella vissuta nel 2015 dove il Comune si è visto restituire in blocco tutta l’impiantistica sportiva a causa dei problemi finanziari del gestore dell’epoca. Questo, tra l’altro, ha consentito all’Ente  un consistente risparmio, con una base d’asta dei tre impianti a rilevanza economica già più bassa (180 mila euro contro i 220 mila euro precedenti) e quindi un minor esborso da parte del Comune, affidando gli altri impianti direttamente alle società sportive che ne usufruiscono specificatamente,  ma comunque mediante procedura ad evidenza pubblica.

“Gli impianti più significativi purtroppo –ha spiegato ancora Prisco- non ricevevano interventi di manutenzione da tempo: il Santa Giuliana, dal 1998, e abbiamo oggi un nuovo progetto,  che intendiamo condividere insieme al Coni e alla Federazione di atletica per riqualificarlo soprattutto sotto l’aspetto sportivo ed in particolare della pista; il Palazzetto Pellini non ha mai ricevuto un intervento di manutenzione ed è evidente che un impianto degli anni 50 abbia oggi necessiti di qualche ritocco, che questa amministrazione ha messo in campo stanziando per Pellini e Palasport 290.000 euro per manutenzione e gli adeguamenti normativi degli stessi. Per il palasport si aggiungono altri 300.000 euro da parte del Comune più altri 300.000 da parte della regine, per farne un vero centro polifunzionale, punto di riferimento a livello non solo regionale, ma nazionale  garantendo sempre la sua vocazione polifunzionale e polisportiva.”

Prisco ha anche spiegato che l’impianto fotovoltaico è stato escluso dal bando perché c’erano ancora molte cose da chiarire al riguardo e, comunque, l’impianto  dal punto di vista energetico non serve il Palasport, ma l’energia prodotta viene immessa sul mercato. Sul punto si è dato seguito ad un odg del consigliere Camicia, approvato pressoché all’unanimità dal Consiglio comunale nel 2015.

“In sostanza –ha concluso Prisco- finora le risorse sull’impiantistica sportiva sono state gestite poco e male e vorremmo mettere in atto un radicale cambio di tendenza, nonostante le ristrettezze economiche dell’EnteIl capitolato di gara è vincolante e va rispettato e su questo l’amministrazione vuole esercitare tutti i controlli di competenzaVerificheremo l’aspetto legato ai lavoratori, che peraltro sono stati tutti riassunti come hanno spiegato gli e per i quali, comunque, il DURC è l’unico atto che fa fede per l’Amministrazione e solo a seguito della regolarità di questo può procedere al pagamento degli eventuali contributi gestionali. Per completezza d’informazione dei commissari ricordo anche –ha aggiunto-che non c’è stato nessun ricorso né contro il bando né contro il provvedimento di aggiudicazione. E’ comunque nostra intenzione verificare anche le eventuali istanze dei tifosi della SIR.  L’amministrazione intende ribadire che resta ferma la volontà di salvaguardare tutte le società sportive del territorio che operano sugli impianti, istanza peraltro pervenutaci da più parti a cominciare dal CONI. Nel loro rispetto  e dei tifosi –ha concluso Prisco- ho evitato di rispondere agli articoli di giornale, inserendo l’amministrazione in una polemica di cattivo gusto. Mi limito a ricordare che lo sport –ha detto annunciando di aver già invitato il campione di nuoto parolimpico Roberto Baciocchi a Palazzo dei Priori- non è solo impianti sportivi (pur necessari) e  competizioni di alto livello (pur rilevanti), ma anche altro e questo va tutelato e valorizzato.  Le due cose non sono alternative e non possono esserlo. La città di Perugia, comunque, si ama e si tifa nello sport perché di Perugia ed è per questo che abbiamo inteso mettere in campo, già da questo anno, un investimento copioso come quello sul Palaevangelisti, anche per rispondere ad un mondo, quello del volley, che grazie anche al sostegno di importanti sponsor locali e dei tifosi di Perugia, si sta affermando a livello nazionale e  merita tutta la considerazione del caso”.

Al termine della discussione, la commissione ha rinviato la votazione per la richiesta di audire in commissione la società assegnataria Kronogest e la società Sir Volley Perugia per un confronto aperto oltre alle altre società sportive.

 

3 pensieri riguardo “Comune di Perugia: dibattito sull’affidamento degli impianti sportivi

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