Il consiglio Nazionale dei comuni italiani riunito in assemblea a Roma in Campidoglio con l’intervento del neosindaco Virginia Raggi

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Stefano Stefanini

 

(NewTuscia) – ROMA –

Il sindaco di Roma Virginia Raggi
Il sindaco di Roma Virginia Raggi

In questi giorni che precedono la pausa estiva sono emerse nei vari interventi istituzionali le priorità dei nuovi sindaci eletti nel giugno scorso. Il consiglio nazionale dell’Associazione di Comuni italiani che si è riunito in Campidoglio a Roma ha visto il primo intervento del neo sindaco di Roma, Virginia Raggi.

“L’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani svolge un ruolo fondamentale sia nel rapporto con gli altri livelli istituzionali sia come supporto ai piccoli Comuni e per la diffusione di buone pratiche. Tutelare al meglio l’interesse dei cittadini, indipendentemente dal colore politico. Siamo tutti uguali, i Comuni hanno tutti gli stessi problemi.

 

Portiamo la voce dei cittadini e questa deve essere la nostra forza e il nostro minimo comune denominatore”, ha detto il neosindaco di Roma, Virginia Raggi.

“Grazie a tutti di essere qui” ha proseguito Raggi, rimarcando come sia “un onore avervi nella casa dei romani e oggi casa di tutti i sindaci italiani. E’ un onore essere tra voi. Oggi entro in questo consesso e devo fare i compiti. Il ruolo dell’associazione è fondamentale – ha concluso – sono onorata di farne parte e farò tutto quello che mi compete ed è nelle mie facoltà per supportare come posso l’attività dell’associazione”.

“Il prossimo appuntamento di Bari – dove probabilmente verrà eletto il nuovo presidente dell’Anci al posto del presidente uscente Piero Fassino – avrà un respiro congressuale, ma ci sono da affrontare subito questioni di ampio respiro che attengono all’essenza stessa del nostro stare. Anci è stata forte in questi anni ogni qualvolta è riuscita a rappresentare al meglio le istanze di tutti i Comuni”, ha detto da parte sua Paolo Perrone, sindaco di Lecce e vice presidente vicario di Anci.

 

All’assemblea di Bari in autunno verrà eletto il successore di Piero Fassino alla presidenza dell’Associazione dei Comuni Italiani, con un auspicato metodo di condivisione il più esteso possibile

 

Perrone ha indicato due temi centrali per il dibattito in vista della prossima assemblea: da un lato la riforma costituzionale ed istituzionale e dall’altro “la separazione che si sta aprendo tra città metropolitane ed altre città. Le aree vaste sono al momento prive di garanzie, se queste arriveranno – sottolinea il vice presidente Anci – l’intero sistema di rappresentanza sarà riequilibrato”. Infine sulla scelta del futuro presidente dell’Anci, Perrone auspica che “si utilizzo un modello nuovo non più solo interno all’associazione, ma condiviso da tutti i sindaci, non più in modo solo formale ma soprattutto sostanziale.

“Dobbiamo fare ogni sforzo per arrivare a costruire una istituzione che deve essere unitaria perché questa è la precondizione del suo ruolo di negoziatore nei confronti del governo. Bisogna arrivare a settembre, perlomeno, con una piattaforma condivisa e definita”. Lo ha detto il sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli, nel corso del consiglio nazionale di Anci, spiegando che Anci deve essere pronta ad affrontare la legge di stabilità, in modo da creare il pavimento su cui poi si svilupperà l’azione della nuova presidenza Anci. “Il 2017 può essere un punto di svolta per i comuni”.

 

Sul disegno  di legge Enti Locali i sindaci chiedono di superare i divari tra città metropolitane e le altre città  certezze su  investimenti, personale, sanzioni sul patto di stabilità,  bilanci e qualificazione dei partecipanti agli appalti pubblici.

Umberto Di Primio, vice presidente Anci e sindaco di Chieti, si è invece augurato che “a Bari l’assemblea dell’Associazione sappia esprimere un presidente che sia il migliore interprete dell’attuale momento politico e sociale. Di Primio ha indicato due argomenti di stringente attualità da cui l’azione dell’Anci dovrà ripartire: gli emendamenti sul Disegno di Legge  enti locali da un lato: “Non dico che dovremmo ottenere l’accoglimento di tutti i nostri 70 emendamenti, ma se non passano almeno quelli su investimenti, personale, sanzione sul patto di stabilità e bilanci a pagare pagheremo un prezzo ancora una volta salato”. E il nuovo codice degli appalti dall’altro. “Su questo punto, prima che vengano emanati tutti i Dpcm dovremo intervenire a partire dalla questione delle qualificazione. Il rischio altrimenti – ribadisce il sindaco teatino – è la paralisi dell’intero sistema economico nazionale”.

 

I ringraziamenti per l’impegno Piero Fassino

“Ringrazio Piero Fassino per la sua azione positiva di questi anni e sono contento che tu voglia proseguire il tuo percorso in Associazione fino all’appuntamento di Bari”, ha affermato il vice presidente Roberto Pella. Il quale ha appoggiato la proposta del suo collega, Paolo Perrone di “adottare un metodo nuovo nella scelta del prossimo presidente”. Secondo un percorso che non parta dalle segreteria politiche ma sia condiviso dal

l’intera assemblea dei sindaci”, ha sottolineato.

“A Bari si dovranno prendere discussioni di portata congressuale, si sono questioni che richiedono un esame approfondito da parte dell’intera Associazione”, ha evidenziato il presidente di Anci Sardegna Pier Sandro Scano.

 

Per la Finanza locale richieste più risorse per i servizi erogati in prossimità ai cittadini e attenzione maggiore alle problematiche dei migranti.

A suo parere bisognerà riflettere innanzitutto “sul ruolo dei Comuni nella finanza locale”, ma anche su “un profilo più aggressivo da parte dell’Anci nei confronti del governo, così da ottenere maggiori risultati”. Lo stesso presidente dei Comuni sardi si è augurato una maggiore attenzione sul tema dei migranti a suo dire sottovalutato nel suo reale impatto sul tessuto sociale”.

Infine, il sindaco di Messina Renato Accorinti ha posto l’accento sul “piano di riequilibrio che grava su molte amministrazioni comunali è insostenibile, non abbiamo la possibilità di pagarlo visto che la sua rata è molto pesante. Quando i cittadini busseranno alle nostre porte saremo costretti a non garantire più i servizi essenziali”. “Il governo deve trovare le risorse per consentire alle amministrazioni comunali in stato di pre-dissesto di poter spalmare i loro debiti nell’arco di trenta anni”, ha concluso il sindaco di Messina.