LETTERE D’AMORE DI ENRICO VIII AD ANNA BOLENA

Federica Marchetti

(NewTuscia) – Una delle più grandi e controverse storie d’amore di tutti i tempi letta attraverso le missive dell’aspirante amante: quelle del re d’Inghilterra Enrico VIII Tudor all’agognata Anna Bolena, dama di corte e sua futura regina.il_ritorno_del_gn_2015_con_foto_1_201503241110711_vobttotxuimpp2kg8m00uchgb

Incastonate tra l’introduzione di Nadia Fusini e la postfazione di Iolanda Plescia, le lettere dell’impetuoso monarca dirette all’ambiziosa giovane dama rivelano tutto l’amore nascente.

La vicenda è nota: alla fine della Guerra delle Due Rose, Enrico Tudor si aggiudica il trono grazie al matrimonio con Elizabeth York e diventa re Enrico VII. Alla sua morte, sale al trono il primogenito Arturo, quindicenne e sposo della principessa Caterina d’Aragona, figlia dei sovrani spagnoli sponsor di Cristoforo Colombo. Ma dopo cinque mesi lui muore e lei viene data in sposa al successore, Enrico VIII. I due si piacciono, si amano ma vivono un dramma: la difficoltà di avere un erede maschio. Dopo ben sette gravidanze solo la principessa Mary è sopravvissuta e si comincia a parlare della maledizione di Dio sull’unione tra cognati. Enrico si distrae andando in guerra e con le amanti (da Bessie Blunt avrà pure un figlio Henry Fitzroy che, considerato bastardo, non potrà mai ereditare il trono) mentre Caterina si dedica completamente alla figlia. A questo punto il re incontra Anna Bolena. Già amante della madre e della sorella maggiore Mary, Enrico è colpito dal suo sexy appeal: cresciuta alla corte francese, Anna è una donna modera, vivace, ambiziosa. lettere_damore_di_enrico_viii_a_anna_bolena_201504101091946_yx24frz3ihrixwvzxvq5qinqiI suoi detrattori la dipingono come una donna brutta, scura di pelle, con un’escrescenza sul collo (che è solo un neo) e sei dita nella mano destra. Damigella della regina Caterina, Anna, intuitiva, orgogliosa e ambiziosa, non si concede al re senza la promessa di diventare regina. Enrico spera di poter ottenere da questa donna l’agognato erede maschio e si appella al Papa per ottenere l’annullamento del matrimonio incestuoso con la cognata Caterina. Dal Vaticano il rifiuto è netto, Enrico risponde con la scissione dalla Chiesa di Roma. L’Inghilterra ha di fatto due regine: Enrico trascorre il Natale del 1532 a Greenwich con Caterina e il capodanno a York Palace con Anna. Thomas Cromwell prende il posto di Wolsey e Thomas Cramner viene nominato arcivescovo di Canterbury. Il 25 gennaio del 1933 Enrico e Anna, incinta di quattro mesi, si sposano in gran segreto. Dopo 24 anni di matrimonio Caterina viene ripudiata e Mary è dichiarata illegittima. Il potere di Anna è tutto concentrato nella possibilità di dare un figlio maschio al re ma, dopo due aborti, nasce Elizabeth. Enrico è dilaniato dalla rabbia e si rifugia nella superstizione: per Anna ha rotto con Roma, ha rinnegato Mary e ora Dio lo punisce impedendogli di avere un figlio maschio. Rivolge le sue attenzioni a Jane Seymour, composta e mite dama di corte. Per Anna si apre il baratro: accusata di aver usato la stregoneria per sedurre Enrico e farsi sposare, di aver avuto rapporti adulterini con altri uomini, di aver commesso incesto con il fratello George Boleyn e di aver cospirato per uccidere il re, viene condannata a morte e decapitata nella Torre di Londra il 19 maggio 1536. L’indomani Enrico sposa Jane che gli darà il tanto atteso figlio: Edward. Nel gennaio era morta Caterina.

Ma al destino poco importa del potere, della Ragione di Stato e del re. Incoronato alla morte del padre a nemmeno 10 anni, Edward muore sei anni dopo forse di tubercolosi forse avvelenato. tudor_enrivo_ottavo_201504101091945_35s3e9mefq5dinwhxvqfycex2Sale al trono Mary che a 42 anni muore di tumore lasciando il trono a Elizabeth, la più grande regina che l’Inghilterra abbia avuto. Solo con lei il nome di Anna Bolena verrà riabilitato.

Le ventuno lettere del volume sono una preziosa testimonianza per due motivi. Secondo Nadia Fusini, che approfondisce la qualità della relazione amorosa anche nei meandri più intimi della coppia, testimoniano la passione tra Enrico e Anna, donna emancipata, amante moderna e audace tra le lenzuola così come nelle scelte politiche. Secondo Iolanda Plescia, che approfondisce il valore linguistico e storico dei documenti, le lettere ci rivelano l’evoluzione di un amore delicato ma anche fragile perché legato alla Ragione di Stato. Diciassette missive di Enrico ad Anna, un po’ inglese, un po’ in francese; due messaggi di Anna Bolena al Cardinale Wolsey; l’ultima lettera disperata di Anna, condannata a morte, a Enrico; una sola lettera di Enrico a Jane Seymour, affine, nel tono a quelle precedentemente inviate alla Bolena.

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