V COMMISSIONE CONSILIARE PERUGIA (CONTROLLO E GARANZIA) / I TEMI DISCUSSI: MANUTENZIONE CALDAIE ED AGRIFLOR

(NewTuscia) – PERUGIA – La V Commissione Consiliare (Controllo e Garanzia) ha discusso, questa mattina, due argomenti.

perugiaIn primis è ripreso l’esame della richiesta di attivazione presentata dalla consigliera Rosetti su: Autorizzazioni Società Agriflor  s.r.l.

Anche questa pratica è stata discussa in diverse altre circostanze, l’ultima delle quali in data l’11 luglio scorso (illustrazione atto 25 gennaio, poi 4 aprile).

Nel documento si chiede di verificare la legittimità dell’operato dell’Amministrazione ed in particolare:

– la legittimità delle autorizzazioni rilasciate alla ditta Agriflor s.r.l., valutando in particolare, la legittimità dei pareri di conformità urbanistico edilizia rilasciati dai competenti uffici comunali;

– l’eventuale responsabilità amministrativa del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale;

– la possibile segnalazione del caso a tutte le Autorità competenti, per le eventuali valutazioni di competenza.

Rosetti ha ribadito che il tema centrale risiede nell’incompatibilità urbanistico-edilizia di un’attività che è stata ubicata in un’area di particolare pregio agricolo.

La capogruppo rileva altresì che finora è emersa una chiara inerzia degli uffici sulla vicenda, con conseguente aggravarsi dei problemi in materia di emissioni odorifere e quant’altro.

In particolare Rosetti segnala che non si comprendono i motivi per i quali, in tutti questi anni, si sia consentito di portare avanti questa attività senza adeguamenti, peraltro in un’area di pregio agricolo.

Questa mattina audizione sul tema della dott.ssa Paola Angelini della Regione Umbria.

Quest’ultima ha riferito che è in corso di definizione un’AIA (Autorizzazione integrata ambientale) per prevedere alcuni adeguamenti degli impianti (copertura di tutte le fasi della lavorazione) alla normativa. L’azienda Agriflor ha presentato all’uopo il relativo progetto, ma la procedura risulta ad oggi bloccata in attesa dell’emissione dei necessari pareri del Comune di Perugia in tema di compatibilità urbanistico-edilizia. La relativa richiesta è stata inviata dalla Regione nel marzo del 2016, ma ad oggi non ha ricevuto risposta.

Quanto alle competenze di Arpa, Angelini ha riferito che l’agenzia svolge l’istruttoria tecnica connessa all’AIA; a tal proposito a fine giugno la Regione ha provveduto a richiedere anche quest’ulteriore adempimento.

A questo punto la presidente Mori ha letto una comunicazione inviata proprio da Arpa, peraltro non presente alla seduta pur essendo stata invitata per un’audizione.

Arpa riferisce di aver ritenuto opportuno non presenziare, in quanto la questione non sarebbe di sua stretta competenza. Nel contempo l’agenzia segnala che, in seguito all’effettuazione di un’ispezione presso l’impianto in esame, è emersa una situazione critica dal punto di vista ambientale. Di talché è stata inviata alla Regione, il 15 luglio, una diffida.

Nucciarelli ha segnalato che appare evidente come sia stato autorizzato un insediamento dannoso in un’area in cui lo stesso non poteva insistere. Nel contempo il consigliere di Perugia Rinasce ha ritenuto assurdo che Arpa si mantenga estranea alla vicenda, viste le continue proteste dei cittadini, costituiti in comitato, in conseguenza delle emissioni odorifere, ecc.

Secondo Borghesi è giunto il momento di trovare una soluzione a questo problema che “ci sta molto a cuore”. Anche la consigliera PD ha definito anomala l’assenza di Arpa, organo deputato ad effettuare tutti i controlli sul sito.

Bori ha segnalato che “per vincere le elezioni si fanno molte promesse. Per questo vorremmo che fossero presenti in Commissione anche coloro che dovrebbero riferire sulla vicenda, onde illustrarci la posizione dell’Amministrazione comunale su Agriflor. Vorremmo, infine, capire se la giunta ha valutato l’ipotesi di emettere un’ordinanza per bloccare l’attività dell’azienda quantomeno nel periodo estivo, come accaduto in casi simili in altre città”.

Di parere opposto Tracchegiani secondo cui pretendere che l’attuale Amministrazione “tolga le castagne” da un fuoco ben preparato dalle precedenti Amministrazioni la dice lunga sull’intera vicenda. “Certamente questa Amministrazione si farà carico di eliminare quei pasticci creati da altri, visto che il centro-sinistra in tanti anni di governo non è mai stato capace di farlo”.

Riprendendo la parola la capogruppo Rosetti ha segnalato che, sulla questione Agriflor, la Commissione ha sostanzialmente effettuato tutti gli approfondimenti del caso; la rappresentante del M5S ha tuttavia sostenuto che Arpa “non si può lavare le mani, dal momento che ha sempre operato in prima persona sulla vicenda”. Permane, sempre a detta di Rosetti, l’estrema gravità del problema su cui occorre, per l’effetto, intervenire quanto prima. Per queste ragioni l’istante ha chiesto di poter procedere ad un ulteriore passaggio, convocando in audizione Arpa, il vice sindaco Barelli, l’assessore Prisco, l’Asl (per gli aspetti sanitari), i dirigenti comunali competenti ed il segretario generale, sollecitando nel contempo il deposito della relazione sul tema preannunciata dall’Ing. Moretti.

Leonardi ha segnalato che, pur essendo vero che sulla vicenda è pendente un procedimento penale, tuttavia ciò non impedisce alla procedura amministrativa di fare il proprio corso.

Per questo ha auspicato che, quanto prima, venga emanato un provvedimento da parte del Comune che contribuisca a risolvere una volta per tutte l’annosa vicenda

 

E’ ripreso, poi, il dibattito sulla richiesta presentata dai consiglieri Tracchegiani e Arcudi su: Verifica dell’applicazione della convenzione tra Itambiente S.r.L. e il Comune di Perugia relativa ai controlli eseguiti sulle caldaie e apparati termici a seguito della concessione del servizio “ verifica e controllo dell’ esercizio e manutenzione degli impianti termici”. L’atto era già stato discusso nel corso della seduta del 1 luglio, quando erano stati auditi il dirigente De Micheli ed i rappresentanti di Italambiente.

Nel dispositivo dell’atto si chiede verificare se la società A.T.I. – Itambiente S.r.l. – S.E.A. S.r.l. rispetti lo stato di attuazione della concessione per il servizio di verifica e controllo dell’esercizio e manutenzione degli impianti termici.

Nella seduta odierna audizione dei rappresentanti della Regione Umbria, ossia il dott. Andrea Monsignori ed il dott. Marco Trinei.

Il primo ha effettuato una premessa di carattere normativo, segnalando che la Regione ha assunto per la prima volta le funzioni in oggetto dopo l’emanazione del dpr 74/2013. In conseguenza di ciò l’Ente ha prodotto un primo provvedimento con cui ha cercato di uniformare i comportamenti dei soggetti competenti, tra cui vi è anche il Comune di Perugia. Non a caso, come noto, quest’ultimo ha dovuto per l’effetto rinegoziare il contratto in essere con il gestore del servizio. In questo contesto è poi intervenuta la legge 10 concernente il riordino delle province, che ha attribuito esclusivamente a queste ultime la competenza sui controlli delle caldaie. L’ultimo provvedimento in ordine di tempo è la legge regionale del 2015 con cui è stato creato il Curif (catasto regionale), la cui definitiva entrata in vigore è fissata per il prossimo 1 agosto 2016.

Monsignori ha rappresentato che la normativa regionale non lede, comunque, la validità dei contratti di affidamento in essere che sono stati esclusivamente rinegoziati, come accaduto tra Comune di Perugia e Ati Itambiente.

Entrando nel merito della vicenda, il dott. Trinei ha segnalato che non risultano applicate nei confronti dei cittadini delle sanzioni in senso stretto, bensì vengono effettuate delle ispezioni a pagamento il cui costo, spesso, è posto in capo all’utente. Il problema di questo modus operandi risiede nell’arbitrarietà con cui si ritiene che l’ispezione sia sempre a carico del cittadino, soprattutto nei cosiddetti “casi anomali”, ossia quando i controlli risultano effettuati e l’impianto è in regola, ma i rapporti non sono stati inviati al catasto regionale. Questa interpretazione ha ingenerato criticità ed anomalie, con i cittadini di fatto chiamati a rispondere economicamente per responsabilità altrui, ossia dei manutentori.

Su questo modus operandi da parte dell’azienda assegnataria del servizio per il Comune la Regione non ha poteri di controllo che permangono intatti in capo all’Ente di palazzo dei Priori. Nel dettaglio è emerso che la normativa regionale prevede l’ispezione solo nel caso in cui non risultino effettuati i controlli, ma nulla dice di specifico sul fatto che tale adempimento sia posto in capo ai cittadini che, alla fine, risultano in regola.

La consigliera Rosetti ha segnalato che la delibera regionale, in realtà, appare molto chiara, prevedendo ispezioni con addebito solo in casi specifici, riferiti a disposizioni della legge nazionale. Ulteriori e differenti sanzioni non possono essere applicate autonomamente dalla Regione, mancando quest’ultima di potestà sanzionatoria sul tema caldaie.

La capogruppo del M5S ha confermato che in questa vicenda permangono le criticità segnalate in relazione al modus operandi seguito da Itambiente: ossia l’applicazione del costo dell’ispezione sui cittadini, anche quando semplicemente non sia pervenuto il rapporto sui controlli, ma l’impianto risulti comunque in regola. Conformità che il cittadino è in grado di comprovare, ma che, dopo l’invio della lettera con cui viene preannunciata l’ispezione, gli utenti non sono messi in grado di dimostrare.

Detta procedura non è minimamente prevista dalla delibera regionale, pur essendo costantemente seguita da Itambiente, con il solo obiettivo di raggiungere l’equilibrio economico-finanziario della gara.

La vicenda, per Rosetti, si arricchisce di un ulteriore aspetto: nel corso dell’ultima audizione Itambiente e uffici comunali hanno riferito alla commissione che si sta cercando di portare questa interpretazione all’attenzione della regione, al fine di rendere più chiara sul punto la delibera regionale. Una situazione paradossale ed assurda, visto che, piuttosto di guardare alla sicurezza degli impianti, sembra che Comune e gestore siano più interessati agli equilibri economico-finanziari.

I rappresentanti della Regione hanno confermato che da tempo è stato attivato un tavolo di confronto sulla materia con tutti i soggetti istituzionali competenti, anche con l’obiettivo di migliorare la normativa in vigore. Tuttavia in tal sede non si è mai parlato di modificare la delibera regionale nella direzione sopra descritta.

In ogni caso hanno sancito che non è prevista nella delibera regionale l’ipotesi dell’ispezione con addebito in caso di mancato invio della relazione di controllo, essendo in quest’ultimo caso prevista solo una sanzione in capo al manutentore inadempiente o ritardatario.

In sostanza la delibera regionale prevede l’obbligo di pagare il costo dell’ispezione solo nel caso in cui i cittadini risultino inadempienti, ossia non abbiano provveduto ad effettuare i controlli sugli impianti che, per l’effetto, risultino non in regola.

Altre ipotesi non sono contemplate, in quanto finirebbero per penalizzare gli utenti per responsabilità di altri, cioè dei manutentori.

Anche il consigliere Fronduti ha confermato che attualmente permangono delle criticità in quanto effettivamente il costo delle ispezioni, per qualunque ragione vengano effettuate, è posto in carico all’utente. A ciò, a volte, si aggiunge anche il costo per la cosiddetta APE (attestazione della potenza energetica) che, pur non essendo obbligatoria, a volte viene applicata.

Chiudendo il dibattito Arcudi ha ribadito che la situazione descritta è illegittima e penalizza i cittadini. Per questo occorre trovare un modo per tutelare gli utenti, quando questi ultimi risultano avere gli impianti in regola. Per farlo – precisa il capogruppo SR – nella relazione finale si dovrà dare mandato all’Amministrazione ed agli uffici affinché la vicenda non prosegua nei termini sopra riportati (ossia ispezioni a pagamento in caso di mero mancato invio delle relazioni da parte dei manutentori). Vanno respinte, infatti, le scorrettezze di natura burocratica e bisogna far sì che il Comune torni ad essere garante della correttezza del sistema.

Al termine del dibattito la commissione ha deciso di discutere della questione con il vice sindaco Barelli ed il dirigente De Micheli.