IL SACRIFICIO DI NADIA E LA NECESSITA’ DI RAGIONARE PRAGMATICAMENTE

Nadia Benedetti, imprenditrice di successo nel settore tessile, rimarrà un esempio per tutti i viterbesi di persona tenace, professionale nel suo campo e innamorata del suo lavoro.nadia_benedetti_201607021165441_y2vd2yqt1qicmoi43n6fdqgg3

Il ricordo fatto da Max Aramini sul nostro giornale ha portato alla luce il volto di una donna determinata nel suo mestiere ma che amava anche divertirsi e tornare sempre, una volta al mese, nella Tuscia per rivedere i suoi cari e rivivere qualche ora della sua “vecchia” vita italiana.

La sofferenza per l’immane perdita di Nadia Benedetti ha l’immagine di tutta una città e di tutta una provincia, la Tuscia, terra che Nadia amava profondamente e che ritrovava, come ci ha ricordato Max, soprattutto quando tornava nel locale di suo fratello per passare ore di serenità cantando pezzi del suo cantante preferito, Califano, insieme ai suoi amici.

Il ricordo pubblico di Nadia lo ha fatto anche la nipote Giulia Benedetti su facebook e,  contattata dalla nostra redazione esclusivamente per porgere le dovute condoglianze, ha risposto con grande garbo e gentilezza.

La perdita di Nadia e delle altre vittime italiane, quasi tutte impegnate come imprenditori nel settore tessile in Bangladesh, avviene quando in molti dicevano che solo l’Italia era mancata all’appuntamento con la morte dei terroristi dell’Isis e dei loro “affiliati” nelle varie parti del mondo.

Una foto combo delle 9 vittime italiane della strage di Dacca, da sinistra e dall'alto in basso: Cristian Rossi, Vincenzo D'Allestro, Maria Riboli; Nadia Benedetti, Simona Monti, Marco Tondat; Adele Puglisi, Claudio Cappello, Claudia D'Antona. ANSA/FACEBOOK - LINKEDIN +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ HO - NO SALES - EDITORIAL USE ONLY++ ANSA/RED

Quando si parla di questi fatti, a nostro avviso, deve venire meno ogni retorica: il modo bestiale (con il dovuto rispetto per i nostri amici animali) con cui i terroristi hanno sgozzato e fatto sfregio di cittadini inermi, che in Bangladesh avevano portato benessere e lavoro e, soprattutto, avevano dato un senso alla loro vita di integrati in terra straniera contro ogni logica di classe e razza, non può essere in ogni modo interpretato. Questi soggetti sono lo scarto dell’umanità e vanno presi e puniti come si deve alla memoria dei nostri connazionali massacrati.

Allo stesso tempo, Il tradizionale perbenismo dei cittadini del Bangladesh, ampiamente integrati anche in Italia, non va assolutamente confuso con i terroristi.

La memoria di Nadia sarà davvero onorata se si ragionerà pragmaticamente, come secoli di storia ci hanno insegnato a noi occidentali, pur consapevoli dei nostri errori storici ai tempi del colonialismo.

Confondere il diritto delle popolazioni alla propria autodeterminazione e libertà con la strumentalizzazione dei terroristi di tali temi per compiere in nome del loro dio stragi come quelle di Dacca, significa essere disonesti intellettualmente e ignari del dolore che tali soggetti stanno dando a migliaia di famiglie in tutto il mondo.

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21