UN TÈ CON JANE AUSTEN E AGATHA CHRISTIE

Entrambe immense, fari irraggiungibili e imprescindibili per la letteratura mondiale, innovat
ricie culto per intere generazioni di lettori e lettrici, Jane Austen e Agatha Christie, entrambe inglesi, hanno vissuto in epoche diverse e hanno codificato due generi completamente diversi. Ospiti d’onore virtuali ad un tè tra amici, cosa hanno in comune? Su quale terreno potrebbero conversare condividendo lo stesso punto di vista?

La sorellanza di Jane Austen e Agatha Chrsitie sembrerebbe fermarsi alla loro nazionalità. Entrambe inglesi, le due appartengono ad epoche diverse: la Austen nacque e visse in epoca Regency (1775-1817), la Christie nella modernità (1890-1976). Incarnano due generi letterari all’apparenza inconciliabili: la prima ritrae la sua Inghilterra con romanzi definiti di costume, la seconda crede fermamente che nell’abisso dell’animo umano si annidi, per tutti, la possibilità di commettere un delitto e scrive immortali romanzi polizieschi. Il registro linguistico è, ovviamente, diverso anche in riferimento alle loro epoche: tra le due c’è più di un secolo di distanza, gli anni in cui la condizione femminile è andata lentamente trasformandosi fino alla definitiva emancipazione

Anche le loro biografie presentano nette differenze.

un_te_con_jane_austin_e_agata_christie_201605231153539_7vv5eoqkkx1vyodmztde40pu8Jane Austen è vissuta 42 anni, ha scritto 6 romanzi, non si è mai sposata, non ha viaggiato fuori dall’Hampshire (unica eccezione per Londra), di suo pugno sono rimaste solo 161 lettere (ne aveva scrisse circa 3000 distrutte dalla sorella Cassandra) e di lei non esistono ritratti certi.

Agatha Christie è vissuta 85 anni, ha scritto 72 romanzi, 155 racconti, 2 libri di viaggi, un’autobiografia, storie per radio, televisione e teatro, ha avuto 2 mariti e una figlia, ha girato mezzo mondo, è stata fotografata e anche filmata.

Diverse per genere letterario, per epoche, per biografie, Jane Austen e Agatha Christie si rassomigliano nell’intento: entrambe hanno parlato solo di ciò che conoscevano meglio ovvero la natura umana e le convenzioni sociali della classe borghese descritta attraverso le sue idiosincrasie ovviamente con due obiettivi diversi, e, per questo, ancora oggi sono guardate come due maestre.

Nei romanzi di entrambe, celata dietro l’intelligente e garbata ironia, c’è la società che esse osservano da testimoni: i limiti dell’aristocrazia a cui entrambe aspiravano, le pieghe della borghesia così minuziosamente descritta nelle abitudini, nelle attitudini e nelle crudeltà di cui entrambe subirono, il prelato, la gente semplice, i rituali, gli avvenimenti mondani, l’Inghilterra delle loro epoche.

E poi c’è il dettaglio biografico in cui entrambe si mettono in gioco: la Austen celebrando il matrimonio ch’ella, invece, rifiutò come scelta, la Christie mettendo ripetutamente in scena il triangolo amoroso di cui fu vittima.marchetti_201605231153536_gl57wu8f0zqo6cn7vgcvmqp5k

Anche le case, così importanti nella vita di Jane così come in quella di Agatha, che entrambe perdono per rovinose scelte finanziarie di membri della famiglia, tornano imponenti e decisive nei loro romanzi: ad esempio Pemberly e Longbourn (diOrgoglio e pregiudizio) e Styles Court (della prima e dell’ultima storia con Poirot). Nelle loro storie le case sono il centro dell’intreccio, il luogo d’incontro dei personaggi, l’oggetto della contesa ma anche dei sogni, delle fantasie, dei ricordi e dei rimpianti.

 

Sarebbe curioso rileggerle sotto quest’ottica ma per ora limitiamoci a incontrarci intorno ad una fumante tazza di tè inglese a conversare come sarebbe piaciuto tanto ad entrambe, virtualmente sedute in mezzo a noi.

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