BICENTENARIO DELLA NASCITA DI CHARLOTTE BRONTE E IL QUADRICENTENARIO DELLA MORTE DI WILLIAM SHAKESPEARE

charlotte_bronte_201604221085503_finrv1ybtgarbzcz81wxtxdwwVITERBO – Ieri il pomeriggio è stato dedicato all’indimenticabile autrice di Jane Eyre nata nel 1816 a Thornton nello Yorkshire, sorella di Emily e Anne. La vita della famiglia letteraria più celebrata d’Inghilterra, le morti premature, l’atmosfera, lo straordinario talento precoce, l’angusta società vittoriana, sono messe a nudo della nuova biografia dedicata a Charlotte dalla scrittrice Lyndall Gordon che ha firmato Charlotte Brontë. Una vita appassionata edita da Fazi editore. In controtendenza rispetto alla precedente biografia firmata dall’amica scrittrice Elizabeth Gaskell nel 1857, la figura di Charlotte oggi appare meno legata alla morale vittoriana che prevedeva la donna senza passione. Più imponente rispetto alle sorelle, anch’esse scrittrici, Anne e Emily, autrice dell’indimenticabile Cime tempestose, Charlotte ha vissuto più a lungo e ha scritto ben quattro romanzi sebbene la sua fama è dovuta al controverso Jane Eyre. E accanto al loro ritratto, composto, ottocentesco, plastico, le tre sorelle nascondevano un fuoco nascosto che solo l’ottica moderna può portare alla luce. L’amica Gaskell raccontò da un punto di vista privilegiato la vita della famiglia Brontë e restituì al mondo l’intenso senso del dovere privo di sfumature. La sua è una mezza verità e l’anima di Charlotte ne ha fortemente risentito. Il suo carattere domestico era segnato dal sarcasmo, dalla creatività, dall’abnegazione al mestiere. La scrittura per Charlotte fu la fuga alle sofferenze familiari e, in lei, la donna e la scrittrice furono un tutt’uno: su questo punto La vita di Charlotte Brontë della Gaskell ha fallito completamente.

Sabato 23 aprile incontro dedicato a William Shakespeare a 400 anni dalla sua morte e celebrazione della “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore” shakespeare_201604221085504_dk72y7151updhmf55ub6bu3nxpromossa dall’UNESCO dal 1996. Lo stesso giorno ricorre la data di morte di William Shakespeare, di Miguel de Cervantes e dello scrittore peruviano
Garcilaso de la Vega. In Gran Bretagna i tributi a Shakespeare sono iniziati nel 2014, allo scadere dei 450 anni dalla sua nascita, e si protrarranno per tutto il 2016. Due anni di omaggi al loro autore ormai patrimonio dell’intera umanità. Ma come raccontare il genio letterario per eccellenza senza sembrare pedanti e saccenti o, ancora peggio, approssimativi e superficiali? All’unanimità William Shakespeare è stato il più grande talento della letteratura inglese di tutti i tempi ma rimane anche uno dei più grandi misteri. Sulla sua vita ci restano leggende o congetture, sull’attribuzione delle sue opere qualche dubbio, sulla loro cronologia innumerevoli teorie. Pochi fatti sono certi (e comprovati) sulla biografia dell’artista più celebrato di tutti i tempi così come sulla paternità di alcune sue opere. Divertente o insormontabile, affascinante o noioso, ricco o ripetitivo, universale o superato, Shakespeare è comunque lo scrittore di cui nessuno dovrebbe fare a meno. Secondo solo alla Bibbia, egli è l’autore più letto al mondo. La sua grandezza non è stata solo quella di scrivere per il teatro ma di creare dei personaggi che hanno attraversato indenni secoli e culture per arrivare a noi come prototipi universali e intramontabili. Nella cultura occidentale è un ineluttabile punto di rottura: c’è un prima e un dopo Shakespeare.

Appuntamento presso Etruria Libri in via Matteotti 67 alle ore 17,30: giovedì 21 aprile con Charlotte Brontë e sabato 23 aprile con William Shakespeare.

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